Il no alla festa di fine anno è sciatteria verso i bambini

Un momento di saluto di persona e collettivo, anche in forma ridotta, avrebbe rappresentato un’opportunità importantissima per i bambini della fascia 3 – 6 anni, la cui socialità è fortemente penalizzata

Cinema, teatri, spiagge, ristoranti e discoteche. Riapre tutto. E i bambini? Per loro hanno riaperto i centri estivi, comunali e privati. Ma le scuole no. Le materne non sono state riaperte, anche se la data prevista per la fine dell’anno scolastico era il 30 giugno.

I centri estivi in partenza hanno pubblicato (non sempre) le restrizione previste dalla fase 2: utilizzo di mascherine, gruppi ristretti (ma non così tanto, perché in alcuni casi si parla di 10 bambini) e soprattutto il servizio mensa.

Se consideriamo che paesi come il Belgio, che ha da poco riaperto le scuole, hanno deciso di rinunciare proprio alla mensa per limitare il più possibile i contatti con gli adulti, il piano di riapertura appare zeppo di controsensi.

Un ritorno a scuola nel mese di giugno, anche se a giorni alterni e con classi ridotte, avrebbe rappresentato un’opportunità importantissima per i bambini della fascia 3 – 6 anni, che in fatto di socialità sono stati in questi mesi fortemente penalizzati.

Chi finisce il ciclo scolastico

Privare di un incontro i bambini che terminano il ciclo scolastico, che sia di scuola materna o primaria, non è per nulla banale. Un saluto, una festa, un momento collettivo,  restituisce l’esperienza durata anni. Gli psicologi sostengono che questa mancanza potrebbe provocare problematiche nell’inserimento del nuovo ciclo scolastico

Tuttavia, per le scuole non è stato possibile prevedere alcun momento di restituzione. I tre lunghissimi mesi di isolamento sociale hanno spesso visto bambini impegnati in compiti, lavoretti e disegni. Perché non organizzare un momento collettivo che li aiuti a comprendere il valore di tutto quello che hanno fatto in questi mesi, nonostante le difficoltà?

Feste di fine anno virtuali o al parco

Alcuni genitori vorrebbero boicottare per protesta la festa di fine anno virtuale: ma non è corretto nei confronti dei bambini che non hanno alternative se non cantare una canzoncina e salutare i compagni dal video. Anche loro assecondano l’iniziativa buttando giù a fatica il boccone amaro.

Altri hanno avuto la fortuna di ricevere l’invito da parte delle insegnanti per un incontro al parco, perché nel cortile o nel giardino della scuola non è possibile. Un’iniziativa virtuosa dei singoli e apprezzata tantissimo da genitori e bambini, il che significa che nessuna autorità ha preso in considerazione l’importanza di un momento conclusivo. 

Il divieto da parte dei dirigenti scolastici

Sono tantissimi i genitori che hanno scritto lettere agli insegnanti e ai direttori scolastici. 

La risposta dei docenti è stata sempre la stessa “la scuola non ha autorizzato alcuna forma di incontro, neanche per le classi uscenti”. 

Insomma, nessuno (presidi, sindaci, ministri) ha autorizzato l’incontro, ma soprattutto nessuno si è degnato di spiegarci i motivi che negano un’iniziativa che poteva essere organizzata senza ombra di dubbio, così come vengono organizzati i centri estivi da tutti gli enti e le associazioni che hanno voglia di definirne regole e modalità.

 

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