Bambini e disabilità: i parchi giochi inclusivi, cosa sono e dove trovarli

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Il parco giochi è uno spazio dove tutti i bambini possono giocare insieme. Ma in Italia non è così facile per i bambini con disabilità. Nel 99% dei parchi sono infatti presenti esclusivamente giochi adatti ai bambini che sono in grado di  arrampicarsi, correre o camminare.

Giocare insieme

Cos’è un parco giochi inclusivo? Lo abbiamo chiesto a Claudia Protti e Raffaella Bedetti, due mamme di Rimini che dal 2014 gestiscono il sito Parchi per Tutti , dove si trova un elenco di parchi inclusivi, divisi per regione e città. “Un’area giochi inclusiva è uno spazio privo di barriere architettoniche. Qui i bambini con disabilità fisiche o sensoriali o con problemi di movimento  possono giocare e divertirsi in sicurezza, insieme a tutti gli altri – raccontano. In questi parchi la progettazione deve tener conto in special modo della gestione degli spazi e della pavimentazione, compresa quella delle vie d’accesso. I percorsi all’interno dell’area giochi devono consentire ad una persona su sedia a ruote di raggiungere senza troppa fatica i giochi, le panchine, i tavoli, le fontanelle ed i servizi igienici”.

I parchi gioco inclusivi in Italia

Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità verso il diritto al gioco dei bambini con disabilità. In tante città italiane sono stati realizzati parchi inclusivi, grazie alle iniziative di amministrazioni e privati. Difficile calcolarne il numero esatto. Stando ai dati disponibili sul sito Parchi per Tutti, “I bambini con disabilità possono trovare almeno un gioco fruibile solo nello 0,07225% delle aree gioco in Italia”. Si tratta però di stime non definitive: la mappatura del sito è in continua evoluzione. In Molise, Umbria, Marche, Sicilia e Campania sembra non esistano parchi giochi inclusivi, in Toscana e in Emilia Romagna ne esistono almeno 7 e in Lombardia 9. Tra le ultime belle novità c’è Torino. Qui è stato inaugurato il centro Paideia, un luogo di aiuto favoloso per le famiglie con bambini con disabilità o difficoltà dove si possono fare incontri, lezioni, sedute di fisioterapia.

Il primo parco d’Italia totalmente inclusivo

Un’altra splendida notizia arriva dal Friuli Venezia Giulia. A Pordenone, il San  Valentino diventerà il primo parco d’Italia totalmente inclusivo. Un’area dove ogni spazio e struttura (dai giochi al laghetto, dai percorsi nel verde ai servizi igienici, dal punto ristoro all’ex cartiera), diventeranno pienamente fruibili da tutti. Il grande progetto è finanziato dalla famiglia Locatelli e prevede che tutti i giochi possano essere utilizzati nello stesso momento da tutti e accessibili a qualsiasi disabilità motoria e intellettiva. Sono previste soluzioni sensoriali anche per bambini ciechi o con limitazioni visive. L’area è composta da tre ambienti collegati, con zone per bimbi da 0-5 anni, 10-12 anni, e una per compleanni e feste. Ci sarà anche un’area pensata per genitori e nonni. I lavori cominceranno verso fine autunno e il nuovo parco dovrebbe essere pronto per l’estate 2019.

L’impegno della Uildm

La rete dei parchi inclusivi si arricchisce anche grazie a belle iniziative. Lo scorso anno la Uildm, Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, ha dedicato la sua raccolta fondi al progetto “Giocando si impara”. Grazie al ricavato, sei comuni stanno installando nei loro parchetti giochi per tutti. Milano ha fatto da apripista ai Giardini Montanelli, poi è stata la volta di Arezzo al Parco Pertini. Seguiranno i comuni di Moniga del Garda (BS), Omegna (VB), Pietrasanta (LU).

Il nodo spinoso dell’altalena

Ultimamente l’altalena per carrozzine è diventata un po’ il simbolo di una città sensibile ai bisogni dei bambini con disabilità. Eppure, come spiegano Claudia e Raffaella, fondatrici del sito Parchi per Tutti, questa altalena non è per nulla inclusiva. “Quel tipo di altalena esclude, anziché includere, perché è fruibile esclusivamente da utenti su sedia a rotelle (tra l’altro, uno alla volta) e diventa pericolosa se utilizzata da chiunque altro (per questo il suo utilizzo va vietato agli altri). Noi crediamo che in un parco giochi non dovrebbero essere installati giochi a uso esclusivo di qualcuno“. Infine, un appello dalle curatrici del sito: “Per renderlo sempre più completo, abbiamo bisogno di voi! Se vivete in una zona dove sono presenti giochi inclusivi segnalateceli scrivendo a parchipertutti@gmail.com”.

 

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