In fattoria, una finestra sul mondo

Si può tornare alla terra in un mondo globalizzato e superconnesso? Si possono recuperare l’insegnamento, le competenze e la passione di nonni contadini per unirli alle più sorprendenti novità tecnologiche? La risposta è sì. A dare una mano nei campi, oggi, non ci sono solamente i lavoratori locali. Figure nuove, come i volontari che arrivano da ogni parte del pianeta, avvicinano con pochi clic la campagna astigiana alle Hawaii. Come nella storia di Alberto, Agnese e Gregorio, una famiglia brillante e dinamica, che ha cercato un lavoro in cui coniugare tradizioni antiche e opportunità contemporanee, da “cittadini del mondo”. Alberto e Agnese hanno scelto di abbandonare la città per trasferirsi in un cascinale di Maretto d’Asti, in Piemonte, e lì avviare un nuovo progetto di vita. Agnese, laureata in agraria, ha lavorato per anni in Cornovaglia. Dopo il rientro in Italia ha deciso di proseguire l’attività di ricerca nell’ambito dei Giardini Storici e del paesaggio agrario, collaborando con la Sovrintendenza alle Belle Arti. Alberto, laureato in antropologia, è diventato consulente informatico in una banca d’affari prima di trasferirsi in campagna definitivamente.

Via dalla città

Alberto e Agnese si sono conosciuti nel 2010 grazie ad amici comuni. L’occasione era una festa nella casa di campagna di Alberto a Maretto d’Asti, lasciatagli in eredità dal papà. Già da tempo sognava di portare avanti questa eredità, di viverla e mantenerla, senza ridurla a un impegno del weekend. Come agronoma Agnese si è fatta coinvolgere dal progetto e ha condiviso da subito l’amore per questa casa e la proprietà annessa. Così il tempo trascorso da entrambi nella campagna è cresciuto. I weekend sono diventati weekend lunghi, i weekend lunghi sono diventati metà settimana, finché una gravidanza ha portato con naturalezza alla decisione di trasferirsi definitivamente: l’idea di crescere un bambino in un luogo così bello e ricco di potenzialità era condivisa al 100% da entrambi i genitori.

Nel 2013 è nata la loro azienda agricola. Entrambi intanto si sono impegnati a tempo pieno nella gestione dell’attività, dividendosi alcune mansioni e collaborando nelle altre. Alberto si occupa del bosco e degli animali, Agnese del giardino, dell’orto e della serra. Officina e cucina sono terreno comune. La cascina è circondata da un bel noccioleto di Tonda Gentile, recuperato parallelamente al restauro dei boschi che garantiscono la legna per il riscaldamento. Il grande gerbido argilloso dietro alla casa si è trasformato in un orto-giardino in cui convivono ortaggi e fiori, con una serra fotovoltaica e un bacino di raccolta dell’acqua piovana. Le antiche stalle, ripulite e restaurate, si sono animate con i cavalli, il pony, asini, maiali, galline e pecore con gli agnellini. L’obiettivo è quello di diventare agriturismo e fattoria didattica, un progetto in divenire. Nel mentre, l’estate della famiglia è caratterizzata da movimentatissimi fine settimana pieni di amici che arrivano per godersi la piscina e gustare le pizze del forno a legna e i piatti realizzati con i prodotti dell’orto. Un bell’aiuto è arrivato quando si è trasferita nel cascinale la nonna di Agnese, che ha allargato la famiglia e ha permesso a Gregorio di passare del tempo con una fenomenale bisnonna.

Ritmi di natura e di stagione

“Le nostre giornate sono scandite a seconda della stagione, seguendo le ore di luce e i momenti migliori del giorno – racconta Agnese -. In estate la sveglia è di buon mattino e la giornata finisce a tarda sera, con una lunga sosta nelle ore centrali troppo calde. D’autunno e d’inverno è l’opposto, il lavoro si concentra in tarda mattinata e a metà pomeriggio. La presenza di altri membri della famiglia ci permette di garantire a Gregorio una compagnia costante e la possibilità di tenerlo al caldo quando noi lavoriamo all’aperto e al freddo, ma spesso e volentieri viene in campo con noi. Si rotola nell’erba col nostro Border Collie”. Gregorio ama particolarmente la serra, dove ha un banchetto-gioco da lavoro con una zappetta e tutti i suoi strumenti da giardino e dei libri, come se fosse una succursale della sua cameretta. “Nei periodi freddi restiamo in casa con Gregorio fino a tarda mattinata – racconta Alberto -, poi lui va a casa della bisnonna dove è sempre garantito un pranzo succulento e la nanna del pomeriggio, mentre noi sfruttiamo il tempo per andare avanti il più possibile con i lavori. Al risveglio è pronto per scendere in giardino e aiutare Agnese nelle potature o nei lavori dell’orto fino all’ora di rientrare a casa. La bellezza della nostra condizione è che abbiamo l’onore di poter tenere sempre Gregorio con noi, non ha frequentato il nido. Può godersi le giornate insieme a entrambi i genitori, agli altri membri della famiglia, conoscere nuovi amici e vivere a stretto contatto con gli animali della fattoria e giocare nell’orto. Andrà poi alla scuola materna in un paese qui vicino”.

L’aiuto dei WwooFers

Negli ultimi due anni abbiamo scoperto l’esistenza del WWOOF, il World Wide Opportunities on Organic Farms, un’organizzazione mondiale di volontari amanti della campagna lavorata con le tecniche tradizionali e biologiche, pronti ad andare ovunque per aiutare nei campi in cambio di vitto e alloggio. Ogni azienda, purché rispondente ai criteri, può iscriversi all’organizzazione WWOOF del proprio paese e inserirsi nell’elenco online che viene consultato dai WwooFers”. Il primo contatto con questi lavoratori che sostengono l’agricoltura biologica girando il mondo, avviene via mail. Ci si presenta, ci si conosce e ci si mette d’accordo sulle mansioni disponibili in azienda in un determinato momento dell’anno. Si stabilisce la durata della ‘convivenza’: il WwooFers entra a fare parte della famiglia per un po’ di tempo, si lavora insieme, ci si scambiano le esperienze, le idee, si cucina e si mangia insieme, si è perciò costantemente a contatto.

“In una situazione di vita che potrebbe sembrare isolata e chiusa, lontana dai centri cittadini e che costringe a una presenza costante limitando molto la possibilità di andare in vacanza o fare qualche viaggio, grazie al WwooFing tutto il mondo arriva da te. Non si è mai soli”. In due anni nel casale di Maretto d’Asti sono passati americani, tedeschi, francesi, canadesi, hawaiani, brasiliani, olandesi, coreani, sudafricani. E anche molti italiani, alcuni dei quali sono ormai WwooFers fissi: “Tornano quasi tutte le settimane per aiutare anche solo un paio di giorni e sono diventati a tutti gli effetti nostri carissimi amici. Ci sono giovanissimi nel loro anno sabbatico, ci sono adulti che vogliono passare un weekend a contatto con la natura, ci sono giovani coppie sposate che, abbandonati casa e lavoro, girano il mondo facendo i WwooFers e ci raccontano i loro viaggi e le loro avventure. Un’esperienza arricchente e positiva: restiamo in contatto via Facebook o Instagram per aggiornare sugli sviluppi dell’orto o sulla nascita dei nuovi maialini. In tutto questo via vai di gente, Gregorio si è abituato ad avere a che fare con persone di tutto il mondo, e in molti casi i WwooFers sono ben felici di aiutarci e giocare con lui: spesso è proprio lasciare Gregorio che fa spuntare una lacrima al WwooFers giunto alla fine del suo periodo!”. Volete provare? www.wwoof.it è il luogo da cui partire.

[Brunella Manzardo]

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