La strana politica per la famiglia: stop al Bonus baby sitter e nido

Mentre i cortei sfilano per decidere che colore e forma deve avere la famiglia, i fondi dedicati a chi cerca di conciliare figli e lavoro vengono tagliati. L’INPS ricorda con una circolare che il bonus per baby sitter e asili nido è sospeso.

La circolare

L’INPS di questi giorni ha ricordato quanto stabilito lo scorso dicembre con l’approvazione della legge di bilancio: per il 2019 è sospeso il bonus per baby sitter e asili nido. Chi lo ha ottenuto lo scorso anno deve consumare entro la fine del 2019 il bonus baby sitter, e entro il 31 luglio il bonus per gli asilo nido. Se non utilizzati, se ne perderanno tutti i benefici e dalla fine dell’anno non sarà più erogato alcun contributo.

Il bonus

Il bonus era stato introdotto per la prima volta in via sperimentale per il triennio 2013-2015, e lo aveva prorogato il governo Renzi per il biennio 2017-2018. Si proponeva come sistema facoltativo alternativo al congedo parentale, che consente ai genitori di stare a casa fino agli undici mesi del figlio, ricevendo il 30% dello stipendio mensile. I genitori che decidevano di tornare subito a lavoro senza godere del congedo facoltativo, potevano barattare l’intero periodo di permesso con un bonus di 600 euro mensili. Il contributo era da utilizzare per pagare la baby sitter o le rate dell’asilo nido.

Cosa rimane

Alle famiglie rimane il premio nascita, del valore di 800 euro, da richiedere direttamente all’INPS per la nascita o l’adozione di un bebè. Lo possono richiedere tutte le mamme, già a partire dal settimo mese di gravidanza. Non è necessario presentare l’ISEE. Rimane il bonus asilo nido, che corrisponde 1.500 euro annuali direttamente al genitore che ha sostenuto il pagamento delle rate per la scuola. Sono 1.500 euro su 11 mensilità, per un importo massimo di 136,37 euro al mese. La domanda non comporta la presentazione dei redditi. La legge di bilancio inoltre ha prorogato il “bonus bebè”, valido ancora per tutto il 2019. Rimane di 960 euro per il primo figlio, sale del 20% dal secondo figlio in poi. Spetta alle famiglie con Isee fino a 25mila euro e raddoppia sotto i 7mila.

Per i papà?

Attenzione attenzione, mentre in Spagna si festeggia il congedo di paternità pari a quello di maternità (8 settimane) in Italia ci è concesso il sorriso -amaro- per i quattro giorni che sono diventati cinque di congedo obbligatorio pagato al 100% per i neo papà assunti.

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