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Primi passi nella musica con Crescere in orchestra

A scuola si cambia musica, grazie al progetto “Crescere in orchestra – Pequenas Huellas”, promosso dall’associazione Orme di Torino. È un bellissimo modello di insegnamento che oltre ad avvicinare i bambini alla musica, li educa ai valori sociali e trasmette il dono della libera espressione artistica. Ideato in Venezuela da José Abreu con il nome di “El Sistema”, “Crescere in orchestra” è stato portato in Italia dal maestro Claudio Abbado.

Cos’è Crescere in orchestra? “Il cuore di questo progetto è l’accesso libero e gratuito alla musica – dice Nadia Bertuglia, presidente dell’associazione Orme e insegnante di musica -. Si rivolge a tutti i bambini e i ragazzi. L’associazione Orme ha creduto in questa didattica non tradizionale e ha scelto di portarla tra i banchi di scuola, proponendola nelle ore di musica sin dai 3 anni. La metodologia usa la musica come sostegno alle altre materie e sviluppa capacità intellettuali e abilità sociali. Si studia musica stando insieme, divertendosi, imparando ad ascoltarsi e a relazionarsi con il gruppo.”

Come si svolge una lezione? “La lezione varia a seconda della classe in cui si svolge, all’interno della scuola materna o elementare. A 3 anni l’impronta del percorso è ritmico-melodica: cantiamo e lavoriamo sulla ritmica e sullo sviluppo dell’orecchio musicale. A 4 anni si inizia a parlare delle “orchestre di cartone”: ogni bambino realizza il suo violino di cartone, colorato e decorato secondo la sua fantasia. L’approccio della lezione è propedeutico all’orchestra. A 5 anni i bambini usano il violino vero: lo strumento viene messo a disposizione della scuola, garantendo a tutti la possibilità di imparare. Nella scuola primaria, quindi a 6 anni, si passa alla dinamica orchestrale con lezioni musicali in cui gli alunni imparano a suonare il violino o il violoncello tutti insieme. La scuola mette a disposizione uno strumento per ciascun alunno. Vengono organizzati concerti che i bambini vivono come il raggiungimento di un risultato e che sviluppano il senso di responsabilità, perché si suona insieme sul palco, davanti al pubblico e tutto si ripercuote positivamente sulle dinamiche di classe. Le lezioni vengono tenute da due insegnanti professioniste in compresenza, per poter seguire al meglio i bambini.”

Si insegna a suonare uno specifico strumento? “Il cuore pulsante del progetto è lo stare bene insieme, insegnare al bambino a relazionarsi con gli altri, ad ascoltarsi e rispettarsi reciprocamente. L’obiettivo non è trasformarli in grandi musicisti, ma farli innamorare della musica condividendo con i compagni momenti di grande stimolo.”

Quali i risultati raggiunti? “L’istituto comprensivo Regio Parco del quartiere Barriera di Milano, dove lavoro io, è l’esempio di una didattica improntata sul multiculturalismo. L’integrazione tra culture, tra famiglie di diversa nazionalità, è una grande risorsa, un valore aggiunto. Oltre cinquecento bambini di queste scuole hanno la possibilità di fare musica, facendo scuola. In Piemonte sono presenti altri cinque nuclei di “Crescere in orchestra”, di cui tre sono orchestrali e due corali. In totale sono oltre duemila i bambini e ragazzi coinvolti.”

[Sara Leo]

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