Pro o contro la mensa scolastica? Una sentenza riconosce il diritto di portare il pranzo da casa

Meglio un panino portato da casa o la mensa scolastica? La Corte d’Appello di Torino ha stabilito che chi vuole portarsi il pranzo da casa ne ha il diritto. E ha ordinato alla Città e al Ministero dell’Istruzione di organizzare i servizi di ristorazione locali tenendo conto delle diverse esigenze.

La sentenza è arrivata in seguito alla causa intentata da un gruppo di genitori riuniti in un comitato “Contro il caro mensa”.

Da settembre, secondo quanto stabilito dalla Corte, le famiglie potranno scegliere di non usufruire del servizio mensa e fornire il pasto al proprio bambino, da consumare alla presenza di personale educativo senza costi aggiuntivi.

Non sono ancora note le modalità per decidere se aderire al servizio di refezione scolastica o dotare i propri figli del pasto preparato a casa. Sicuro è che la rinuncia alla refezione scolastica dovrà valere per le scuole a tempo pieno e per quelle con orario ridotto, tipo modulo.

Esiste il rischio di una disiscrizione di massa che sta allarmando le Commissioni mensa di diverse città.

A favore della refezione scolastica c’è un discorso di uguaglianza e di corretta nutrizione: una ricerca dello University College di Londra (2012) ha valutato che gli apporti nutrizionali del pranzo portato da casa erano nettamente inferiori a quelli presenti nel menu scolastico. A scuola si mangia con maggior attenzione alle qualità (la scelta dei fornitori è sempre più bio e a filiera corta), c’è un incentivo alla varietà e un controllo medico sulle porzioni, con relativo carico di apporto calorico e di nutrienti.

A sfavore della mensa, di contro, c’è un gradimento non elevato da parte dei piccoli consumatori e l’innegabile spreco di cibo che avviene in tutti i passaggi, dalla coltivazione sino al piatto.

E voi cosa ne pensate? Vi soddisfa la mensa della scuola? Preferite preparare il pranzo a casa?

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