Quanto costa mandare un figlio a scuola?

Lo dice la Costituzione Italiana: la scuola è aperta a tutti, è obbligatoria e gratuita.

Ma quanto costa mandare un figlio a scuola, dai primi anni di nido al primo giorno di scuola primaria, passando per le superiori e l’università? E non vogliamo aggiungere i libri di testo, i materiali didattici e le erogazioni liberali in favore degli istituti?

La risposta mette un po’ paura: la cifra necessaria a garantire un elevato livello di istruzione per ogni figlio si aggira intorno ai 40.000 euro. Alta, soprattutto se si considera che la scuola dell’obbligo è gratuita dai 6 ai 16 anni e che il pagamento per proseguire l’istruzione varia in relazione al reddito. È bene precisare che le soglie per il diritto all’esenzione sono veramente basse rispetto al reddito medio delle famiglie italiane. In molti casi quindi, gli esoneri non sono una misura di sostegno efficace.

 

Prima della scuola

Anche se la frequenza non è obbligatoria, il primo servizio necessario a due genitori che lavorano è l’asilo nido. Le strutture non sono onnipresenti, soprattutto nel Sud Italia, comunque ci si consola sapendo che per l’accesso ovunque sono previste rette differenziate in base al reddito. In alcune regioni ci sono agevolazioni particolari, come la misura “nidi gratis” della Lombardia. A livello nazionale, invece, i genitori dei nati dopo il 2016 possono richiedere il bonus asilo nido erogato dall’Inps. Per chi non gode di esenzioni e bonus in media il prezzo di un nido comunale è di 3.000 euro l’anno.

La scuola dell’infanzia, a differenza del nido, è invece gratuita, tuttavia è previsto il pagamento delle quote contributive per i servizi di refezione e di trasporto scolastico. L’importo o l’esonero delle tariffe sono definiti in base al parametro Isee o al numero dei figli che usufruiscono contemporaneamente del servizio. I tetti degli indicatori della situazione economica variano da una regione all’altra: si passa da una spesa minima annua di 288 euro a Barletta, fino a 1.152 euro a Livorno. La media annua di tutte le regioni italiane corrisponde a 800 euro.

 

Elementari e medie

Alle scuole elementari la spesa per i libri di testo della classe prima e seconda è in media di circa 22 euro l’anno, per la terza è di circa 29 euro, per la quarta di 48 euro e per la quinta i libri costano 50 euro l’anno. A queste cifre si devono tuttavia aggiungere almeno circa 200 euro l’anno per materiali scolastici (zaino, grembiule, cartella, astuccio e cancelleria). Ancora: la mensa costa in media in Italia 860 euro annue.

In prima media la spesa annua media è di 680 euro, di cui circa 300 euro per i libri di testo e i primi dizionari, 200 euro per la cancelleria e 180 euro circa per zaino, diario, astuccio, vocabolari e tutto quel che serve a scuola. In seconda la spesa dell’anno si riduce ai soli libri: circa 121 euro. In terza è di circa 116 euro annui, ai quali bisogna aggiungere 200 euro di cancelleria.

 

Alle superiori

Per quanto riguarda le scuole secondarie, secondo le stime del Sindacato Italiano Librai che ha condotto un’indagine su cinquantadue istituti scolastici superiori in trentanove città, il prezzo medio per l’acquisto dei libri per ogni anno di liceo classico è di 307 euro. Il liceo scientifico costa un poco meno: 275 euro l’anno. Al costo dei libri vanno aggiunti 160 euro l’anno per l’acquisto del materiale scolastico e in media 150 euro l’anno tra contributo volontario e spese di assicurazione.

 

Metti la laurea in tasca

Il salasso finale è rappresentato dalle spese universitarie: in primis le tasse, per almeno tre anni (cinque anni per la laurea specialistica). Senza parlare dei costi dei corsi di laurea in medicina. Si aggiungono poi le spese relative a libri, circa 700 euro annue. Materiale didattico, pasti e trasporti, costano circa 1.000 euro all’anno. Ancora, per gli studenti fuori sede, bisogna prevedere i costi di affitto, le bollette e i pasti che da Nord a Sud possono consistere in media in 6.000 euro all’anno.

L’importo delle rette universitarie varia a seconda dell’ateneo e del corso di studi e dipende dalla fascia di reddito. Gli scaglioni reddituali, calcolati in base all’Isee, sono di norma cinque. Secondo gli ultimi dati di Federconsumatori il costo medio annuo delle tasse universitarie italiane va dai 478 euro annui per la prima fascia, che comprende un reddito fino a 6.000 euro, ai 2.265 euro annui, per la quinta fascia di chi ha un reddito superiore a 30.000 euro. Chi appartiene alla quarta fascia, quella di maggiore affluenza (visto che, secondo il Dipartimento delle Finanze, il reddito medio degli italiani è di 20.690 euro) deve pagare 1.198 euro all’anno. Per garantire il diritto alla frequenza dell’università è prevista l’erogazione delle borse di studio, assegnate per condizione economica e merito. Tuttavia, sia l’importo dei contributi, sia soprattutto il numero delle borse, è decisamente più basso del bisogno reale.

 

Quanto costa un figlio, tirando le somme

Possiamo dire che in Italia mandare un figlio a scuola costa in media 40.000 euro, dal nido fino al giorno della laurea. A fronte di una spesa così consistente quali possono essere le misure per garantire il diritto allo studio di tutti i ragazzi, diminuendo i costi a carico dei genitori? “Creare una biblioteca scolastica con i libri di testo e i volumi di approfondimento in prestito per tutti gli studenti sarebbe una prima buona idea – suggerisce Francesca Campidoglio, ex insegnante e preside -. Anche i corsi di sostegno per i ragazzi rimasti indietro con la didattica dovrebbero essere gratuiti. Oltre a ciò, controlli più rigidi sui tetti di spesa per i libri e l’incentivazione dell’editoria elettronica potrebbero essere espedienti utili per tutti. L’assunto fondamentale rimane tuttavia che le istituzioni per prime, ma anche le famiglie, non dovrebbero mai smettere di credere e investire nel fondamentale ruolo educativo della scuola”.

 

La scuola è aperta a tutti

La Costituzione Italiana, negli articoli 33 e 34, detta le norme per garantire a tutti l’istruzione, libera e gratuita.

ARTICOLO 34
La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

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