Rabbia dei bimbi e vizi delle nonne

Mia figlia (27 mesi) ha un carattere rabbiosetto. È una bimba giudiziosa e buona, ma un po’ ma incline all’arrabbiatura, sin da piccola. Da quando è nato il fratellino (9 mesi) e da quando va al nido, si lascia andare un po’ di più. Quando è contrariata, quando le diciamo di no, quando è stanca, si butta per terra, oppure lancia gli oggetti che ha in mano o picchia chi le capita a tiro (fratello, mamma o papà che sia).  In questi casi non so come reagire: è meglio consolarla, ignorarla, riprenderla, calmarla, sgridarla?

Elena

Non è facile “dare consigli” su argomenti così delicati. Ignorare la piccola non è un buon mezzo, perchè non può ancora autoconsolarsi, non ha strumenti per farlo. Se è arrabbiata e vi picchia, sta provando a dirvi qualcosa e non ha mezzi per farlo in modo maturo. La nascita di un fratellino non è una cosa facile da accettare, anzi, la gelosia è sana e normale, ma non di facile gestione per chi la deve subire. Il consiglio è di abbracciarla quando ha gli scatti di ira: il contenimento fisico è importante perchè in quei momenti lei è alla ricerca di un limite e di un contenimento personale tuo o del padre, purché sia costante e non oppressivo. Come dire “accetto che tu sia arrabbiata e ti voglio bene lo stesso” magari anche dicendolo proprio con le parole, oltreché farle sentire fisicamente il contatto e l’amore. Non sottovalutare i suoi messaggi, ma nello stesso tempo non sentirti in colpa o inadeguata: i bimbi vivono e sentono al di là di noi e non possiamo tenerli sotto una campana di vetro.

 

Sono la mamma di Samuele, che ha cinque anni. Mia suocera si presta volentieri a tenere il bimbo dopo la scuola materna. Per me è comodo, ma gli dà troppi vizi e non sa dire di no. Il risultato è che Samuele pretende cose che personalmente non mi sognerei mai di dargli (cioccolata, caramelle, regali in continuazione e via dicendo). Però con lei “tutto fila liscio”, il bambino sta buono, mangia e dorme, mentre a casa la vita sta diventando un inferno.

Patrizia

Le suocere, nonne dei bambini, sono fondamentali e hanno un valore enorme nella loro crescita: sono dei punti di riferimento, difficilmente tristi e arrabbiate… Però viziano. Credo che alcuni piccoli vizi ci possano stare, siano anzi positivi anche perchè i bimbi hanno molta capacità di adattamento. Il piccolo infatti sa con chi può fare che cosa e quando. Normalmente non chiede le stesse cose a nonna, nonno, mamma, papà e via dicendo. È fondamentale per i genitori, tuttavia, non cadere nella trappola del confronto che le nonne (suocere) amano molto. Non lasciatevi sopraffare quando dicono “con me fa così, con me mangia tutto senza sporcarsi, con me fa la nanna tutti i pomeriggi”, facendo generalmente sentire la madre inadeguata. Una nonna intelligente sa che non deve criticare una donna che lavora, fa la madre, la moglie, tiene la casa sufficientemente pulita, cucina la cena, fa la spesa e riesce anche a essere simpatica e carina! Litigare con chi si occupa del cucciolo è deleterio, sempre, o almeno quasi sempre. Dopo infatti ci si sente con il cuore a pezzi e se si ha ancora bisogno che quella persona stia con il bambino, si dovrà combattere anche con i sensi di colpa. Meglio trovare i propri spazi, non essere invasivi. Per esempio si può chiedere aiuto al padre, proponendogli di passare lui ogni tanto a prendere il bambino dalla suocera o di tornare a casa prima di te, per poter mandare via la nonna prima del tuo ritorno. Così non dovrai essere sempre tu a discutere e ringraziarla.

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