Rapporti di parentela

Gentile avvocato, 

mi toglie una curiosità? Qual è il rapporto di parentela tra le mie due figlie e i figli di mio cugino (figlio della sorella di mia madre)? Sono cugine di secondo o di terzo grado? Più in generale, sono curiosa di sapere quali sono i rapporti di parentela stabiliti e riconosciuti dalla legge italiana.

Carissimi saluti. Monica

 

Cara Monica,

rispondo volentieri alla sua domanda che è molto interessante. Infatti, siamo tutti abituati a conglobare i rapporti familiari nel più ampio genere della parentela, senza fare distinzioni di sorta. La legge distingue e disciplina ben tre tipi di vincoli: il rapporto di coniugio, che lega marito e moglie; il rapporto di parentela, che lega le persone che hanno un ascendente comune (lei e suo cugino, per esempio, avete gli stessi nonni); e il rapporto di affinità, che lega un coniuge ai parenti dell’altro coniuge (di affinità è il rapporto che la lega ai suoi suoceri). Nell’ambito della parentela si distingue ancora tra parenti in linea retta, quando le persone discendono l’una dall’altra (per esempio, il nonno, il padre, i figli) e parenti in linea collaterale, quando due persone hanno un ascendente comune ma non discendono l’una dall’altra (tipico è il caso di due fratelli che hanno i genitori in comune ma non discendono l’uno dall’altro). Lo stesso discorso vale anche per l’affinità: suo suocero è suo affine in linea retta (è infatti padre di suo marito e, in quanto tale, parente del medesimo) mentre, se lei avesse una sorella, questa sarebbe affine in linea collaterale a suo marito.

Per quanto riguarda il computo dei gradi della parentela, si contano le generazioni che separano un soggetto dall’altro. Lei e sua figlia siete parenti di primo grado: nella linea retta infatti si calcolano tanti gradi quante sono le generazioni tralasciando l’ascendente comune (nonno e nipote, quindi, saranno parenti di secondo grado). Nella linea collaterale, invece, i gradi si calcolano risalendo generazione per generazione fino all’ascendente comune e ridiscendendo poi fino all’ultimo parente, sempre escludendo l’avo comune. Normalmente, la legge riconosce valore e quindi ricollega diritti e doveri ai parenti fino al sesto grado. Quanto all’affinità, in linea di principio non viene meno con il divorzio ma si estingue a seguito dell’annullamento del matrimonio.

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