L’apparecchio ai denti non è solo questione di sorriso

L’apparecchio ai denti è uno di quei fastidi che tutti vorremmo evitare, perché è antiestetico, scomodo, costoso ed è fonte di tante discussioni in famiglia. Quando però viene prescritto, vuol dire che nei denti c’è un difetto da correggere e che la correzione va fatta prima possibile.

Non è solo per motivi estetici

A ogni visita dal dentista, che sia per un generico controllo o per la cura di qualche piccola carie, ci si sente riprorre il discorso dell’apparecchio a denti. E allora viene il dubbio: è una moda o una necessità? In fin dei conti, una volta, non si facevano tante storie per i denti storti.

“Avere un bel sorriso è il beneficio più ovvio dell’apparecchio ai denti – spiega la dottoressa Eva Maria Opara, odontoiatra e ortodonzista svedese, specializzata nelle cure per i bambini. – Il fattore estetico tuttavia non è il motivo principale per cui si mette l’apparecchio, che viene proposto quando esiste una problematica di malocclusione, che può essere già presente o manifestarsi in futuro”. 

A che età si mette l’apparecchio ai denti

Ci sono situazioni in cui conviene intervenire precocemente? “L’apparecchio ai denti si mette a bambini e ragazzi per garantire una crescita armonica, come nel caso del morso incrociato laterale o anteriore. L’ortodonzista conosce bene la transizione dalla dentizione da latte alla dentizione permanente ed è in grado di scoprire quando si possono presentare problemi per cui è necessario intervenire, come per esempio deviazioni scheletriche, denti sopranumerari, inclusi, diminutivi o mancanti. Qualora il problema sia solo di natura estetica, l’ortodonzista informa il paziente e lascia decidere a lui se intervenire o no”.

L’apparecchio ai denti fa male?

La spesa per l’apparecchio ai denti è una tra le più temute dalle famiglie. Soprattutto perché si teme che i bambini non lo mettano. E poi c’è la paura che l’apparecchio sia causa di carie, rendendo più difficoltosa l’igiene quotidiana.
Esiste l’apparecchio giusto per ogni diagnosi. Lo specialista deve cercare la soluzione adatta a ogni bambino e ovviamente la cura deve creare meno disagi possibili e meno problemi economici. E’ vero che l’apparecchio ai denti provoca un’aumentata sensibilità i primi giorni dopo l’applicazione o quando viene regolato. Le labbra e le guance possono aver bisogno di una settimana per adattarsi. Agli inizi si può avvertire anche un ‘dolore sordo’ perchè i denti si stanno muovendo. Invece non è vero che l’apparecchio sia causa direttamente delle carie, tuttavia c’è un rischio maggiore per l’aumento della placca batterica. La corretta igiene e il regolare controllo dal dentista sono indispensabili”.

Quanto a lungo si deve tenere? 

Il tempo di trattamento varia da paziente a paziente. “Il tempo medio per completare un trattamento con apparecchiatura fissa è tra i 18  e i 24 mesi. In certi casi più complessi (per esempio con denti inclusi, mancanti o problemi scheletrici) il trattamento richiede più tempo”.

Si mette con l’anestesia? Anche ai bambini?

“Ovviamente sì, per evitare inutili sensazioni spiacevoli o dolorose si usa talvolta un anestetico locale a breve durata, anche se molte cure non la richiedono – conclude la dottoresa Opara -. Per i bambini che hanno paura, si può anche addormentare la gengiva con l’applicazione di una crema anestetica, in modo che non si senta neppure la puntura dell’anestesia”.

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