Mio figlio non cresce, devo preoccuparmi?

Ogni bambino cresce a modo suo – fisicamente, mentalmente e psicologicamente –  e non sempre la sua evoluzione coincide con le attese dei genitori.

Da un punto di vista puramente fisico, molti vorrebbero il figlio “normale”: alto come gli altri, robusto come gli altri, fato come altri. Qualcuno ancora lo vorrebbe “di più”. Più alto, soprattutto, perché la statura è una forma di prestigio sociale. Se il bambino è il più piccolo della classe, mamma e papà entrano in apprensione, lo portano dal pediatra e si domandano con sgomento quale sarà la sua altezza definitiva.

La paura che un bambino non cresca vale per maschi e femmine, ma per i maschi in modo particolare. Anche il peso può generare ansie: un maschietto esilino dà l’idea di non essere troppo in salute. Meno allarmente – paradossalmente – è il bambino grassottello. Magari per un maschietto può andare bene, ma una figlia femmina cicciona proprio no, non va assolutamente bene.

Le medie per il peso

Qual è l’accrescimento normale? Cominciamo con il dire che non esiste una crescita normale. Esistono delle medie e ogni ragazzo cresce sempre e solo più o meno rispetto alla media dei suoi coetanei.

Le medie possono servire come punto di riferimento, ma sono sempre piuttosto vaghe.

Per il peso, le medie sono queste. A sei anni un bambino o una bambina pesa all’incirca sei volte il peso che aveva alla nascita, cioè fra i 18 e i 22 chili. In seguito cresce di 2 chili, 2 chili e mezzo all’anno.

La statura media del bambino

Per la statura, l’allungamento medio è fra i 5 e gli 8 centimetri all’anno. Secondo le ultime medie rilevate in Italia, a 4 anni l’altezza media di un bambino è compresa fra i 96 e i 110 centimetri e per una bambina è fra i 95 e i 108,5 centimetri.

A 6 anni, l’età di inizio della scuola e quella del maggior numero di confronti con i nuovi compagni, un bambino può essere alto fra i 107,5 e i 123,5 centimetri, una bambina fra i 106,5 e i 122,5 centimetri.

A 7 anni l’altezza oscilla fra i 113 e i 129,5 centrimetri (maschi) e i 112 e 129,5 (femmine). A 8 anni  fra 118 – 135,5 centimetri di altezza (maschi) e 117 – 136 (femmine). A 9 anni fra 123 – 142 centimetri (maschi) e 122 – 143 (femmine).

Si può controllare l’altezza e il peso del bambino su questo grafico dei percentili.

Tabelle di crescita - percentili bambino bambina 2019

E il bambino come si vede?

Se l’altezza di nostro figlio è all’interno del minimo o massimo percentile, non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Se è decisamente al di sotto o al di sopra, si può parlarne con un medico, tenendo presente che si sta parlando di valori medi, che non sono validi in assoluto.

Inoltre un  bambino o una bambina possono essere fuori dalla media ed essere assolutamente normali, cioè non presentare alcuna patologia. Inutile dunque dispersarsi, opprimere il figlio con esami o perseguitarlo perché mangi di pù o di meno.

Se il bambino cresce davvero poco, dopo aver escluso assieme al medico ogni patologia, è bene interrogarsi su come si sente. Di certo anche lui presta attenzione alla sua persona fisica.

Sicuramente la statura “fuori dalla norma”, troppo alta o troppo bassa, può causargli qualche problema, ma ciò che lo interessa di più – e sui cui si può intervenire – è la sua forza, la potenza muscolare e l’agilità

Correre veloci, saltare più in alto o più in lungo, stare in equilibrio meglio degli altri, saper fare le piroette o la verticale, fare le capriole e sollevare pesi sono elementi importanti nella “misura” di un bambino almeno quanto l’altezza.

Si può essere bassi e forti, alti e veloci. Per un bambino queste – e altre – imprese sono importanti esattamente quanto l’altezza.  

Fino a quando si cresce in altezza?

La crescita in altezza termina con la fine della pubertà, indicativamente verso i 16 – 17 anni per le femmine e verso i 18 – 20 anni per i maschi.

La crescita delle ossa lunghe è collegata agli ormoni e il cambiamento che avviene durante la pubertà, che è anche il periodo di massima crescita dell’organismo, quando giunge a completamento è responsabile dello stop alla crescita.

Ma anche questo dato fa parte di una media indicativa: c’è chi arriva primo allo sviluppo e chi arriva più tardi.

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