Tra liste infinite di materiale scolastico e la tentazione di comprare tutto nuovo, qualche consiglio pratico per affrontare gli acquisti di settembre risparmiando e riducendo l’impatto ambientale
Vacanze finite, si torna sui banchi! Le liste di quaderni, penne cancellabili, copertine plastificate, compassi, squadrette, matite ergonomiche si accumulano implacabili. È tempo di affrontare gli acquisti necessari per l’intero anno scolastico. Serve qualche dritta per andare a colpo sicuro? Eccola, senza mai dimenticare il risparmio e il rispetto dell’ambiente.
Zaini, grembiuli, matite, quaderni
La spesa del back to school può rivelarsi parecchio alta. Non solo. A volte si finisce per comprare più materiale di quello effettivamente necessario, a danno non solo del portafoglio, ma anche dell’ambiente. Cominciamo con zaino e grembiule: vanno cambiati davvero tutti gli anni? Se il nanetto paffuto della scorsa estate si è trasformato in un gigante, allora sì. Se il grembiulino è malridotto, allora sì. Se lo zaino perde le cinghie, sì. In ogni caso meglio “boicottare” il personaggio all’ultima moda e preferire modelli classici e più duraturi.
Quando entrate in un negozio di prodotti scolastici, comportatevi come quando fate la spesa al supermercato: non bisogna avere “troppa fame”, perché il rischio è acquistare troppo. Meglio programmare due giri distinti e comprare, al primo, il portapenne e il diario; al secondo ci si dedica all’acquisto massiccio di quaderni, album, colori. Tra un giro e l’altro c’è il tempo di verificare se il materiale dello scorso anno può essere riutilizzato. Un dato interessante arriva dalle ricerche di mercato più recenti sul back to school: sempre più famiglie scelgono la strada del riuso, dai libri di seconda mano al materiale già posseduto, non solo per risparmiare ma anche per ridurre rifiuti e impatto ambientale.
Trattandosi prevalentemente di carta, si possono cercare prodotti più ecologici: quaderni e agende vanno bene in carta riciclata, per l’acquisto dei pennarelli meglio quelli a base di acqua e coloranti alimentari, mentre la gomma in caucciù naturale piace di più. In commercio si trovano tanti eco-kit per la scuola completi di tutto, con custodie in cartoncino o cotone.
Come scegliere un grembiule di qualità, che duri e si possa riparare
Il grembiule è uno di quegli acquisti su cui vale la pena ragionare con calma, perché un capo scelto bene può accompagnare il bambino per più di un anno scolastico, o passare tranquillamente a un fratellino, una sorellina o un amichetto più piccolo.
Il tessuto fa la differenza. Meglio orientarsi su cotone 100% o su miscele con un’alta percentuale di cotone: traspirano meglio, sono più delicati sulla pelle dei più piccoli e resistono bene ai lavaggi frequenti a cui il grembiule viene sottoposto durante l’anno. Il popeline, ad esempio, è un tessuto classico proprio perché unisce resistenza e comfort. Da evitare, quando possibile, i tessuti sintetici a basso costo: si consumano più in fretta, tendono a “pallinare” dopo pochi lavaggi e sono meno traspiranti.
La qualità si vede nei dettagli. Cuciture doppie sulle zone di maggiore sollecitazione (spalle, asole, bottoni), bottoni ben ancorati e tessuto non troppo leggero sono indizi di un capo pensato per durare. Un grembiule economico ma di scarsa fattura spesso si rivela, alla lunga, una spesa meno conveniente di uno più curato ma resistente.
Riparare prima di sostituire. Prima di correre a comprarne uno nuovo, vale la pena controllare se il grembiule dello scorso anno si può salvare: un bottone da ricucire, un orlo da rifare, una toppa da applicare su uno strappo sono interventi semplici, alla portata anche di chi non è esperto di cucito, e allungano la vita del capo. Le toppe termoadesive, oltre a riparare, possono diventare anche un modo simpatico per personalizzare il grembiule insieme al bambino.
Seconda mano e passaggi tra famiglie. Sempre più scuole e gruppi di genitori organizzano mercatini dell’usato o scambi diretti tra famiglie per grembiuli e capi d’abbigliamento scolastico: un’ottima occasione per risparmiare e ridurre gli sprechi, soprattutto per l’asilo e i primi anni della primaria, quando la crescita è più rapida.
Sticker o ricami, per personalizzare senza sprecare
Prima di scrivere a biro il nome del vostro bambino sul grembiulino, pensateci. Non che esistano ancora tante nonne e mamme capaci di (o così volenterose da) ricamare le cifre come si faceva una volta, ma esistono negozi specializzati che in men che non si dica decorano grembiuli, tovagliette, bavaglini e salviettine con ricami.
Chi preferisce uno stile più pratico può orientarsi verso etichette adesive personalizzabili, pensate apposta per il materiale scolastico: durevoli, resistenti ai lavaggi, si applicano facilmente su vestiti, pantofoline, borse e astucci, e rendono la vita più semplice sia ai genitori sia alle maestre.
Carta & co.
Dicevamo che è meglio preferire i quaderni di carta riciclata. Ormai quasi tutti i produttori prevedono una linea ad hoc, anche se questi prodotti costano un po’ di più: si può ovviare acquistando il numero di quaderni strettamente necessario, senza lasciarsi ingolosire dalle offerte “a pacchi” dei super-store. Online si trovano anche penne, matite, quaderni, magliette e felpe realizzate da cooperative del circuito del commercio equo, così come negozi specializzati in ecosostenibilità che propongono agende, album e quaderni ricavati dal recupero della plastica, dall’amido delle piante o dalla carta da macero. Va ricordato che la carta davvero ecosostenibile è quella priva di solventi.
Matite e fiori
E se invece di buttare via le matite quando diventano troppo corte, fosse possibile trasformarle in fiori, erbe o verdure? Esistono in commercio matite ecologiche fatte di legno certificato – come l’ecomatita Sprout -, che utilizzano grafite e argilla al posto del piombo, con una capsula di semi montata a fine matita: quando non c’è più nulla da temperare, si pianta il mozzicone nel terreno per dar vita a una nuova piantina. Le varianti disponibili includono semi di menta, pomodori, peperoni, basilico e rosmarino, e ogni confezione riporta le istruzioni per piantarle. Attenzione però a non metterle in bocca o a bagnarle prima del tempo: la punta inizia a dissolversi a contatto con i liquidi.
Gruppi di acquisto
Dedicato alle rappresentanti di classe: si possono organizzare gruppi di acquisto riunendo intere classi o gruppi di famiglie. Le cartolerie sono liete di preparare il kit richiesto per l’anno scolastico, e in cambio di un acquisto “corposo” si può chiedere uno sconto per la famiglia e un contributo in materiale didattico per la scuola. Un’altra abitudine sempre più diffusa tra i genitori è quella di creare gruppi whatsapp o chat di classe dedicate proprio allo scambio di materiale usato ancora in buono stato: un modo semplice per allungare la vita di zaini, grembiuli e libri, e per far girare tra le famiglie ciò che a casa non serve più.




































