Scuola dell’infanzia: meglio la classe mista o omogenea?

Per i piccini che non hanno frequentato il nido, la scuola dell’infanzia è il primo luogo non familiare nel quale saranno accolti. Per questo, oltre che per la paura del distacco, che magari fa versare qualche lacrimuccia anche a noi genitori, quando dobbiamo scegliere la scuola materna, ci facciamo travolgere da mille insicurezze.
Poi, come se tutte le paranoie sui vari metodi educativi, gli insegnanti, la collocazione e gli spazi interni ed esterni della scuola dell’infanzia non fossero sufficienti, si presenta l’ennesima incertezza: meglio la classe mista e quella omogenea? Entrambe hanno punti di forza e debolezze in termini educativi. La scelta migliore in assoluto non esiste. Tutto dipende dal carattere e dalle inclinazioni dei nostri figli, dalla scuola, dalle insegnanti, ma anche dal gruppo nel quale i bambini si troveranno.

La classe come contesto di apprendimento e sviluppo

Prima di spiegare le differenze tra le classi miste e omogenee è importante chiarire quanto il gruppo-classe sia rilevante. La classe è fondamentale sia in termini affettivi che educativi.
È il primo insieme nel quale il nostro piccolo si relazionerà, vivendo dinamiche di socializzazione, conflitto e crescita personale. Diversi studi hanno dimostrato come il legame interpersonale e sociale sia anche uno dei fattori determinanti per l’apprendimento.

Il bambino deve trovare in classe un ambiente adatto per vivere le esperienze interpersonali di cui ha bisogno per un sano sviluppo cognitivo, psicologico e sociale. Per questi motivi la preoccupazione dei genitori di scegliere la classe “giusta” anche nella scuola dell’infanzia appare comprensibile. Se consideriamo la classe, non come un semplice “contenitore di individui”, ma come una risorsa essenziale per l’apprendimento, è giusto puntare al meglio.
Ma quali sono i modelli di riferimento? Come facciamo a capire quale dei due sia il più adatto al nostro bambino?

Classi omogenee

Sono formate da bambini della stessa età che vivono la scolarizzazione in maniera sequenziale.
Le classi omogenee o “tradizionali”, sono basate sul presupposto che bambini della stessa età seguano medesime fasi di crescita e sviluppino esigenze simili.
Dal punto di vista educativo, gli insegnanti adottano, in genere, le stesse metodologie didattiche con tutti i bambini e fanno condividere loro spazi, arredi e strumentazioni comuni.

Dal punto di vista emotivo, la classe omogenea sembrerebbe godere di una maggiore facilità nella risoluzione di conflitti tra pari. Sembra ci sia una minore incidenza dei sentimenti di gelosia nei confronti dei compagni. Ancora, il gruppo omogeneo pare caratterizzato da una maggiore facilità nello stringere rapporti.
Inoltre, il fatto che il gruppo sia costituito da pari, sembrerebbe rafforzare il senso di appartenenza e di identificazione. Questa è sicuramente una caratteristica importante visto che i legami affettivi, che si generano nel gruppo, possono essere di sostegno all’apprendimento.

Svantaggi della classe omogenea

Il rischio delle classi omogenee è però che, per via dell’età comune, le aspettative sulle competenze apprese tendano ad essere uguali per tutti i bambini, indipendentemente dal grado di sviluppo e dalle necessità di ciascuno. Può verificarsi una sottovalutazione delle difficoltà individuali del processo di apprendimento.

Classi miste o disomogenee

Sono costituite da alunni con età differenti, che seguono un percorso comune, con uno stesso insegnante.
Questo sistema, relativamente nuovo, è basato sull’assunto che le fasi di sviluppo di ogni bambino siano differenti. Ciascuno studente acquisisce le proprie conoscenze seguendo un ritmo individuale.
Il principale vantaggio delle classi miste o disomogenee è il rispetto del ritmo di apprendimento di ciascuno. Inoltre, relazionandosi a compagni di età diversa, il bambino ha modo di vivere processi di socializzazione più naturali e simili a quelli familiari.

Sembra, ancora, che le classi miste favoriscano la promozione dell’apprendimento sociale, ovvero la possibilità di imparare gli uni dagli altri. I piccoli studenti della scuola dell’infanzia possono inoltre acquisire i meccanismi del “mutuo aiuto” e della “spinta all’emulazione”.
Questi raggruppamenti inoltre, favoriscono l’autostima anche attraverso processi come l’affidamento di un piccolo ad un compagno grande, che si occupa di lui aiutandolo.
Un altro elemento a sostegno della classe mista è che, potendosi confrontare con compagni più capaci e meno capaci, il bambino ha più possibilità di sentirsi valorizzato nelle sue potenzialità. Egli sembra, ancora, maggiormente in grado di sfruttare la “zona di sviluppo prossimale”, l’area di apprendimento in cui le capacità cognitive proprie aumentano, grazie all’iterazione con una persona più esperta.

Svantaggi della classe mista

Le classi eterogenee hanno anche degli svantaggi. Il lavoro degli insegnanti è molto più impegnativo. La didattica diventa, infatti più articolata perché deve essere differenziata in 3 fasce.
Proprio per questo motivo, se le insegnanti falliscono nell’organizzazione delle attività, i grandi potrebbero annoiarsi, oppure i piccoli sentirsi esclusi.

Tra gli svantaggi potrebbe esserci, inoltre, una più difficile socializzazione.
Per evitare che si verifichino squilibri didattici o di socializzazione, la formazione della classe dovrebbe essere bilanciata tra le 3 età. Tuttavia la costituzioni delle classi dipende dal numero dei bambini che si iscrivono. Pertanto non è dato conoscere con anticipo quanti bambini faranno parte di ognuno dei sottogruppi di età.

Come scegliere la scuola dell’infanzia più adatta a nostro figlio

In un precedente articolo abbiamo già parlato di come la scelta della scuola sia una decisione importante per i nostri figli.
All’età della scuola dell’infanzia, dai 3 ai 6 anni, il bambino comincia ad avere inclinazioni e esigenze personali proprie che dovremo considerare. Ama gli spazi verdi, oppure preferisce le attività in palestra? È portato per la musica o magari vorrebbe tanto fare il corso di teatro che frequenta a scuola il suo amichetto?

La scuola materna dovrà avere le caratteristiche che come genitori riterremo più importanti, ma per quanto possibile dovrebbe anche piacere a nostro figlio. La scuola dovrà essere in grado di soddisfare i suoi bisogni emotivi ed educativi.
Certo potranno esserci momenti nei quali ci dirà che non vuole andare a scuola. Allora dovremo capire se si tratta di fasi passeggere o se si tratta di problematicità che rendono la scuola non adatta a lui.
Però non perdiamoci d’animo! Per la scelta valutiamo le alternative rispettando le inclinazioni di nostro figlio e poi decidiamo, fidandoci anche del nostro intuito.

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