Slow Food Travel: nascono i viaggi buoni, puliti e giusti

Una colazione a base di yogurt di alpeggio e frutti rossi, in visita a una malga per scoprire i segreti dei formaggi, un giro in bicicletta nel bosco e poi un laboratorio di panificazione con pasta madre. E a fine giornata una cena a base di prodotti locali e ricette tradizionali: sono esperienze possibili in una vacanza Slow Food Travel, un nuovo progetto di Slow Food che mira a riscoprire un modo di viaggiare sostenibile, vicino al territorio e alle tradizioni. “Lo Slow Food Travel è legato allo sviluppo di un territorio che si apre ai visitatori in modo coerente con i principi Slow Food del buono, pulito e giusto – dice Ludovico Roccatello -. Noi affianchiamo gli operatori locali nello sviluppo di percorsi turistici e servizi basati sulla promozione della biodiversità gastronomica, alimentare e culturale, il tutto nell’ottica di un turismo sostenibile. Si forma una rete virtuosa fatta di istituzioni e associazioni locali, produttori, agricoltori, allevatori, artigiani, ristoratori e strutture ricettive, tutti uniti nello sviluppo di un’offerta che metta in luce la cultura e l’identità specifica di ogni luogo.

 

Il viaggio Slow è molto adatto alle famiglie, perché rende accessibile un mondo normalmente non aperto ai turisti ma bello per i bambini, e vicino alla natura e alle produzioni artigianali. In più le proposte sono molto eterogenee e c’è una grande attenzione al tema dell’accessibilità. L’idea di viaggio secondo Slow Food porta alla creazione di un sistema turistico di eccellenza, dove la qualità non è intesa solo in termini di servizi, ma è legata a identità, tradizioni e cultura locale. La prima destinazione certificata Slow Food Travel è la Carinzia, in Austria, con fantastici percorsi nelle valli del Gail e del Lesach. Qui gli operatori del territorio si sono messi all’opera per adattare la loro offerta e le loro proposte in chiave Slow: i primi risultati hanno reso tutti felici, a partire dai turisti che hanno molto apprezzato i ritmi e la genuinità nel viaggio nella regione. Dopo questa prima esperienza positiva sono tante le località che ci contattano per diventare destinazioni Slow Food Travel. È un bel progetto perché ha risvolti concreti sui territori, smuove economie, i profitti restano nella regione e si sviluppano reti positive”. Per chi volesse saperne di più, consultare la sezione Slow Travel sul sito www.fondazioneslowfood.com.

 

[Elena Brosio]

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