I “temper tantrum”: quando il bambino fa le bizze

In inglese si chiamano “temper tantrum”: sono i capricci estremi, le stressanti e temutissime bizze fortissime dei bambini di circa 2 anni, età che, non a caso, negli Stati Uniti è chiamata “terrible two”. Si tratta di scatti d’ira e capricci che mettono il bambino in una posizione fortemente oppositiva rispetto alle richieste dei genitori.

Ci sono bambini che esprimono il loro malcontento gettandosi a terra, pestando i piedi e urlando. Altri lanciano oggetti, li rompono, tirano pugni e piangono. Rabbia e frustrazione emergono in modalità violente dal bambino e sono difficilmente gestibili, a livello emotivo e fisico, dai genitori.

Una fase circoscritta

Tra i 18 e i 36 mesi i bambini imparano a dire no e a esprimere le loro opinioni. Nel tentativo di manifestare il loro disappunto potrebbero mettere in atto i temper tantrum. La maggior parte dei capricci violenti si tranquillizza spontaneamente non appena il bambino scopre che non è quello il modo di ottenere ciò che vuole e capisce che i genitori rappresentano l’autorità. Ma è comunque importante saper gestire gli scatti d’ira per aiutare il bambino a superare questa fase in maniera proficua.

È scontato che un genitore che si trova di fronte a un temper tantrum non debba accontentare il figlio per fermare al più presto il suo comportamento violento. La risoluzione del capriccio sarebbe solo immediata.

Meglio adottare strategie differenti, per esempio imparare a ignorare i comportamenti violenti, anche se, quando questi comportamenti persistono a lungo, i genitori potranno essere talmente stressati da non riuscire a mantenere il controllo.

Calmi, coerenti e diretti

Alcune strategie di sopravvivenza sono: primo, conservare la calma e non urlare, altrimenti il bambino si agiterà di più. Ricordate che per i piccoli non è facile ricomporsi. Prendere le decisioni valutando bene pro e contro, ma una volta deciso qualcosa, mantenere la coerenza. Se è no, è no.

Tenete molto seria l’espressione del viso e guardate il bambino dritto negli occhi. Non sorridete, non accarezzatelo e non abbracciatelo, insomma, non fate niente che possa confondere il significato della parola no. 

Non cedere, altrimenti il bambino capirà che con i tantrum può ottenere quello che vuole. Osservate senza intervenire. Fermatevi per alcuni minuti e semplicemente guardatelo. La sua richiesta di attenzioni sarà soddisfatta e inoltre il vostro sguardo fermo lo intimorirà quel tanto che basta per fargli capire chi ha l’autorità.

Non compratelo. Se lo accontentate non farete altro che rafforzare la sua idea che comportarsi male è funzionale a ottenere ciò che vuole. Quando si è calmato, ricordate di dedicare un po’ di tempo di qualità solo a lui.

Non lo punite perché ha avuto un tantrum. È un comportamento del tutto normale, perché i piccoli non sanno gestire le emozioni, ma comunque è importante insegnargli delle buone regole di comportamento e di gestione delle frustrazioni.

E soprattutto, non sentitevi in colpa: i tantrum non sono segnali che siete cattivi genitori, sono del tutto normali nei bambini.

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