Tra vette e torri merlate

Tra maestose montagne, parchi naturali, boschi, torrenti e graziosi paesini, la Valle d’Aosta è una meravigliosa meta per una piacevole vacanza baby-friendly. Ideale in questa stagione un viaggio nella storia, alla scoperta di alcuni tra i più famosi castelli della regione, uno dei tratti caratteristici del suo paesaggio. Risalendo la valle lungo il corso della Dora si incontrano torri d’avvistamento o vere e proprie fortezze, mura merlate, manieri da fiaba, che scatenano la fantasia di cavalieri e principesse in erba. Sono più di cento le sentinelle delle Alpi, nate per collegare a vista il fondovalle alle vette del Bianco e del Rosa e tenere sotto controllo l’arteria che metteva in comunicazione Roma e la Francia, a cui si aggiungono antiche dimore nobiliari; molti di questi edifici sono aperti al pubblico, alcuni ospitano musei o festival ed eventi vari.

Forte di Bard

Il primo che si fa notare, poco dopo il confine con il Piemonte, è il maestoso Forte di Bard, diventato ancora più celebre da quando il complesso restaurato è stato adibito a sede del Museo (interattivo) delle Alpi, dello spazio ludico Le Alpi dei ragazzi e di mostre temporanee. Per raggiungere la cima della fortezza, a picco su uno sperone di roccia, sono a disposizione i modernissimi ascensori panoramici con le pareti in vetro. Lo spazio è decisamente interessante per l’unione tra i contenuti contemporanei, il fascino della fortezza e il panorama mozzafiato che si gode da lassù: non è un caso se in un documento del 1034 il castello venne definito “inespugnabile”. Nel XIII secolo i Savoia entrarono in possesso della signoria di Bard e da quel momento il forte dipenderà sempre da loro. Quello che vediamo oggi è il rifacimento ottocentesco voluto da Carlo Felice (dopo che Napoleone lo aveva fatto smantellare) che ne fece una delle strutture militari più massicce in Valle d‘Aosta. Per informazioni, tel. 0125 833811, info@fortedibard.itwww.fortedibard.it

Castello di Issogne

Raffinato castello rinascimentale, Issogne racchiude al suo interno insospettati tesori d’arte; assunse l’aspetto attuale tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI, quando era una lussuosa residenza nobiliare. Entrando nel palazzo si trova il cortile con la celebre fontana del melograno (simbolo della famiglia Challant) in ferro battuto. Particolarmente curiose e istruttive sono le lunette affrescate nell’androne, che riproducono scene di vita quotidiana dell’epoca, ricche di particolari (il corpo di guardia, la bottega del beccaio e del fornaio, il mercato di frutta e verdura, il sarto, lo speziale e il pizzicagnolo). All’interno del castello si possono visitare le stanze dei signori e gli ambienti di servizio: la sala da pranzo, la cucina e la sala baronale, la cappella in stile gotico, la camera della Contessa, la stanza detta “del re di Francia” e quella dei Cavalieri di San Maurizio. Per maggiori informazioni ci si può rivolgere all’Ufficio del Turismo di Pont-Saint-Martin, tel. 0125 804843, pontsaintmartin@turismo.vda.it.

Castello di Verrès

Un’altra fortezza inespugnabile si trova a Verrès: il castello è un cubo di pietra di 30 metri per lato che domina l’ingresso della Val d’Ayas, dove tutto è sovradimensionato: le spesse mura, i camini, le finestre a bifore scolpite, lo scalone ad arco rampante. Pare fatto apposta per colpire l’immaginario dei bimbi: la sua cinta muraria accessibile tramite un ponte levatoio, munita di cannoniere e di torrette poligonali da offesa, evoca infatti storie di terribili battaglie. Il corpo dell’edificio è disposto ad anello su tre piani, collegati dal monumentale scalone in pietra. Tutto, nel castello, ricorda il suo carattere militare: l’essenzialità delle decorazioni, la regolarità geometrica della struttura e la distribuzione degli spazi in cui spiccano ex magazzini per l’artiglieria e sale d’armi. Ogni anno, il maniero è palcoscenico del Carnevale storico di Verrès. Castello di Verrès, tel. 0125 929067. Ufficio del Turismo di Pont-Saint-Martin, tel. 0125 804843, pontsaintmartin@turismo.vda.it.

Castello di Fénis

Il più noto tra i castelli della Valle è quello di Fénis, una vera e propria “icona medievale” con le sue torri e torrette abbracciate da una doppia cinta muraria merlata, che nasconde il cortile decorato da raffinati affreschi. Il maniero non aveva funzione difensiva ma di rappresentanza, come si intuisce anche dalla sua posizione: non si trova su un promontorio, ma in una zona pianeggiante. Il bellissimo cortile interno, con scalone semicircolare e balconate di legno, è decorato dagli affreschi a tema religioso. Al pianterreno si trovano sale d’armi e da pranzo, dispensa, cucina, studio ed esattoria; al primo piano la cappella con sala di rappresentanza e le camere dei signori. Anche questo castello dal XVIII secolo fu abbandonato per un lungo periodo e utilizzato come abitazione rurale: è sorprendente pensare che le sale del pianterreno fossero adibite a stalle e il primo piano a fienile. Per visitare il castello, info: tel. 0165 764263, oppure Ufficio del Turismo di Aosta 
tel. 0165 236627, aosta@turismo.vda.it.

Castello di Ussel

Ritornando lungo l’arteria principale della regione, su uno strapiombo roccioso che domina la piana di Chatillon, si incontra il Castello di Ussel, imponente maniero aperto in occasione di esposizioni temporanee; particolarmente interessante la possibilità di accedere al cammino di ronda. Una curiosità: all’inizio del XVIII secolo il castello venne abbandonato; fu poi acquistato dal barone Marcel Bich, il geniale imprenditore – di origine valdostana! – che ha ideato e lanciato nel mercato mondiale la penna Bic, e infine donato alla Regione Valle d’Aosta. Per informazioni: tel. 0166 563747.

Castel Savoia

Nella Valle di Gressoney, e precisamente a Gressoney-St-Jean, si trova un castello che farà sognare le piccole principesse: Castel Savoia non avrebbe molto da invidiare alla dimora della Bella Addormentata, con le sue torrette cuspidate e l’aspetto aggraziato ed elegante. Non si tratta di un edificio medievale, ma di una residenza di fine ‘800 dove abitò per diverse estati la Regina Margherita di Savoia. All’interno, da non perdere la sua camera da letto, con gli arredi originali dal gusto molto personale. Ai piedi del Castello si trova anche un interessante giardino botanico ricco di specie alpine. Per info, tel. 0125 355398 oppure Ufficio del Turismo di Gressoney-St-Jean, tel. 0125 355185, gressoneysaintjean@turismo.vda.it.

Sarre, Aymavilles e Sarriod

Nell’alta valle, superata Aosta, troviamo ancora i castelli di Sarre (edificio piuttosto austero, con un curioso “salone delle corna” all’interno, a testimonianza della tradizione venatoria della famiglia Savoia, che vi risiedette fino all’esilio), Aymavilles (che si fa notare all’imbocco della Valle di Cogne con la sua forma perfetta, e i quattro torrioni circolari ai lati, quasi a ricordare un castello di sabbia) e Sarriod de la Tour (con la curiosa “Sala delle teste”, il cui soffitto è sorretto da 171 mensole, scolpite in forme grottesche: mostri fantastici e animali che reggevano stemmi araldici).
Per saperne di più: www.regione.vda.it.

Caccia ai particolari

Forse non tutti sanno che il Borgo Medievale di Torino di “medievale” ha solo il nome e l’aspetto: fu costruito infatti a fine Ottocento come padiglione dell’Esposizione generale italiana artistica e industriale. Per realizzarlo, l’architetto D’Andrade si ispirò a tanti edifici medievali realmente esistenti tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, compresi alcuni famosi castelli valdostani che egli stesso restaurò. Così il Borgo è una sorta di “collage” di elementi copiati da questo o da quel castello o palazzo. Andando a caccia dei particolari presi a prestito dai manieri della Valle d’Aosta, scopriamo che la Fontana del Melograno nella piazza antistante la Rocca è la copia di quella presente a Issogne. Inoltre la Cucina dei signori, l’Antisala baronale e la Camera da letto della Rocca del Borgo di Torino imitano e riproducono, rispettivamente, la cucina, decorazioni e motivi delle sale e la camera del re di Francia dello stesso castello di Issogne. Il bel cortile affrescato di Fénis è interamente riprodotto all’interno della Rocca del Borgo Medievale; infine, diversi particolari del Castello di Verrès sono serviti da modello per realizzare la Rocca. Se, dopo avere visitato il Borgo, andando in giro per castelli vi capiterà di pensare: “Questo l’ho già visto da qualche parte…” potreste trovarvi di fronte a uno dei tanti modelli medievali di D’Andrade! Per saperne di più: www.borgomedievaletorino.it.

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