Un bel sorriso

Abbiamo formulato alcune domande sulla cura dei denti dei bambini. Ci ha risposto la dottoressa Eva Maria Opara, odontoiatra e ortodonzista svedese, specializzata nelle cure per i piccoli pazienti. Il suo studio è a Pinerolo, in provincia di Torino.

Se si porta un bambino dal dentista ci si sente dire, nove volte su dieci, che deve mettere l’apparecchio. E’ una moda o una necessità? Una volta non si facevano tante storie per i denti storti.
“Avere un bel sorriso” è il beneficio più ovvio della cura dell’ortodonzista, ma il fattore estetico non è il motivo principale per cui si mette l’apparecchio ortodontico. Questo viene proposto quando esiste una problematica di malocclusione, presente o futura. Ci sono situazioni in cui conviene intervenire precocemente per garantire una crescita armonica, come nel caso del morso incrociato (laterale o anteriore). L’ortodonzista conosce bene la transizione dalla dentizione da latte alla dentizione permanente ed è in grado di scoprire quando si presentano altri problemi, come per esempio deviazioni scheletriche, denti sopranumerari, inclusi, diminutivi o mancanti. Sa quando intervenire per guidare la dentizione verso un’occlusione armonica. Qualora il problema sia solo di natura estetica, l’ortodonzista informa il paziente e lascia a lui la decisione se intervenire o no.
L’apparecchio costa molto e alla fine i bambini non lo mettono. Inoltre può essere causa di carie.
Esiste l’apparecchio giusto per ogni diagnosi. Lo specialista deve cercare la soluzione più adatta per ogni bambino e curare senza creare troppi disagi al bambino o problemi economici ai genitori. E’ vero che l’apparecchio provoca un’aumentata sensibilità i primi giorni dopo l’applicazione e ogni volta che viene regolato. Le labbra e le guance possono aver bisogno di una settimana per adattarsi all’apparecchio. Agli inizi si può avvertire anche un dolore sordo, perchè i denti si stanno muovendo. Non è vero invece, che l’apparecchio in sé causa delle carie, ma si è osservato un aumentato rischio dovuto alla maggiore formazione della placca batterica. La corretta igiene e il regolare check-up dal dentista sono indispensabili.
Quanto si deve tenere l’apparecchio? 
Il tempo di trattamento varia da paziente a paziente, tuttavia il tempo medio per completare un trattamento con apparecchiatura fissa è di 18-24 mesi. In certi casi più complessi (denti inclusi, mancanti o problemi scheletrici) il trattamento richiede più tempo.
Si fa l’anestesia anche ai bambini?
Ovviamente sì, anche se molte cure non la richiedono. Per evitare inutili sensazioni spiacevoli o dolorose si usa talvolta un anestetico locale a breve durata. Per i bambini che hanno paura, si può persino addormentare la gengiva con l’applicazione di una crema anestetica, in modo che non senta neppure la puntura dell’anestesia.

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Giovani Genitori

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