Il miele nell’alimentazione del bambino

Grazie alla ricchezza botanica del suo territorio, in Italia si possono produrre molti mieli differenti: ognuno con un gusto, un aroma e un colore propri e caratteristici, riconoscibili e apprezzabili nella loro unicità.

Ma quando introdurre il miele nella dieta dei piccolissimi? “Troppi zuccheri possono aumentare il rischio di sovrappeso e obesità in età pediatrica – dice la nutrizionista Renata Alleva – dunque non bisognerebbe aggiungerli nella dieta del bambino fino al primo anno di età. Successivamente è possibile iniziare a dolcificare moderatamente”.

I dolcificanti naturali sono molti, dallo zucchero, agli sciroppi, al miele. Quali le differenze? “Rispetto al saccarosio (zucchero bianco) e agli sciroppi, il miele non è soltanto un dolcificante, ma un vero e proprio alimento, perché oltre agli zuccheri (glucosio e fruttosio) contiene diverse vitamine, le più abbondanti delle quali sono vitamina C, B3, B2 e minerali tra cui calcio, magnesio, fosforo, zinco, potassio e altri componenti, i polifenoli, che attribuiscono al miele il potere nutraceutico, ossia di accertato effetto curativo”.

In cosa può essere utile il miele nella salute quotidiana dei bambini? “È un antibiotico naturale molto efficace per trattare gli stati di raffreddamento ed è anche un ottimo sedativo della tosse. Migliora la digestione ed è utile anche nel controllo del peso corporeo, perché ha un indice glicemico più basso del saccarosio”.

A ciascuno il suo miele quotidiano dunque, con qualche consiglio su come consumarlo. “A colazione nello yogurt bianco o su una fetta di pane per iniziare con sprint la giornata o negli spuntini insieme a mandorle, noci e nocciole per avere la giusta energia tra un pasto e l’altro. Possiamo usarlo come ingrediente per dolci fatti in casa, per dare più gusto e salute alla giornata. Come per tutti gli alimenti – conclude Renata Alleva – rispettare le giuste quantità è indispensabile”.

[Marta Vitale Brovarone]

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