Obesità: campanelli d’allarme

L’obesità è considerata la pandemia del terzo millennio e, se fino a qualche decennio fa il problema riguardava solamente gli adulti, oramai anche i più piccoli sono direttamente coinvolti. I dati Istat sul sovrappeso in età pediatrica sono allarmanti: nel 2014, in Italia, il 20,9% dei bambini era in sovrappeso e il 9,8% era obeso, con qualche differenza tra nord e sud.

L’aspetto più preoccupante è che i genitori non hanno una corretta percezione del peso dei propri figli. In una indagine inglese, solo quattro famiglie su 3.000 hanno sostenuto che il proprio figlio fosse in sovrappeso, mentre in realtà l’eccesso ponderale riguardava ben 369 bambini. Ma se i genitori non riconoscono che il proprio figlio è grasso, faranno qualcosa per cercare di aiutarlo a perdere peso? Sottostimare il peso del proprio figlio è un problema diffuso, specialmente se i genitori sono anch’essi sovrappeso. Genitori obesi hanno un maggior rischio di avere figli obesi per motivi genetici, culturali, sociali e nutrizionali: circa il 70-80% dei figli di genitori obesi è anch’esso sovrappeso. La percentuale si riduce al 30-40% se a essere sovrappeso è soltanto un genitore. In uno studio americano che ha coinvolto circa 15.000 bambini, i ricercatori hanno chiesto ai genitori di valutare il peso dei propri figli utilizzando immagini o scale di valutazione. Risultato: il 51% dei genitori con figli sovrappeso sottostima il peso del proprio figlio e le difficoltà più grandi si hanno per i piccoli fra i 2 e i 5 anni di età.

Quindi, come fare a capire se il proprio bambino è sovrappeso od obeso? Il pediatra possiede tutti gli strumenti necessari a valutare: tabelle dei percentili per l’altezza e il peso, indici importanti come il BMI (Body Mass Index) o l’indice di massa corporea (IMC) e la misura della circonferenza vita che insieme ad altre può darci un primo quadro generale sullo stato di crescita. In caso di eccesso ponderale dovuto a scorrette abitudini alimentari e scorretti stili di vita, il nutrizionista possiede strumenti più specifici: il plicometro può essere utile a stimare la percentuale di grasso sottocutaneo presente nell’organismo (anche questa misurazione viene riportata alle tabelle dei percentili in età pediatrica). Uno strumento più specifico può essere la BIA, o Bioimpedenziometria elettrica, in grado di stimare con una certa precisione la composizione del nostro organismo in termini di massa grassa e massa magra.

I genitori possono prestare attenzione ad alcuni dettagli: fa una rampa di scale e ha il fiatone? Fa fatica a muoversi? Non vuole fare sport? Evita di andare a scuola a piedi? È aumentato di molti chilogrammi in breve tempo? Sono piccoli campanelli di allarme di un possibile eccesso di peso (o che potrebbero provocarlo). Esistono poi altri comportamenti errati: mangia velocemente guardando la tv o utilizzando tablet e smartphone? Salta la colazione e mangia di più nella seconda parte della giornata? Associa il riposo pomeridiano sul divano a tv con le merendine, gli snack, i dolci e le bevande zuccherate? Questi sono tutti comportamenti da evitare, a prescindere dal peso, se si vogliono insegnare corrette abitudini alimentari e stili di vita. Ricordiamo: occorre sempre e comunque una valutazione specifica da parte del pediatra. Il consiglio è quello di effettuare regolari e costanti controlli per valutare la giusta crescita del bambino.

[Marco Favasuli – Biologo nutrizionista]

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