Renato Ardovino, il pasticcere più amato della televisione italiana con un pubblico di fan bambini

Renato Ardovino ci racconta in un’intervista tutti i segreti del suo successo e la ricetta della felicità

A prima vista sembra una ricetta facilissima da preparare. Realizza un programma televisivo divertente e colorato, mandalo in onda in una fascia oraria pomeridiana (per di più con le repliche su un canale tematico di cartoni animati).

E focalizza l’attenzione sull’argomento più dolce di tutti, proprio nell’orario in cui il languorino della merenda inizia a farsi sentire: la pasticceria, le torte, i cupcakes e la pasta di zucchero.

Et voilà, il gioco è fatto: il pubblico dei più piccoli di certo adorerà il risultato. Eppure, per quanto semplice sembri, sarebbe riduttivo pensare che sia tutto qui.

Alla ricetta perfetta manca l’ingrediente segreto e quell’ingrediente è Renato Ardovino, il Willy Wonka della pasticceria televisiva, un vero artista dei dolci.

Un personaggio simpatico, gentile, un volto pulito e candido come la glassa che ricopre le sue torte, che più che a dolci assomigliano a opere d’arte.

Volto storico di Real Time, Renato è probabilmente il più celebre cake designer d’Italia, grazie non solo alla televisione, ma soprattutto alle sue creazioni incredibilmente scenografiche.

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Quelle che realizza Renato, infatti, sono vere sculture da mangiare. Non solo semplici creazioni di pasta di zucchero, ma un attento lavoro di pasticceria per un risultato che sia sempre buono, oltre che bellissimo.

Basta dare un’occhiata al profilo Instagram per rendersi conto che, nella sua storia di pasticcere, Renato ha praticamente trasformato in torta qualsiasi cosa, dai cartoni animati agli oggetti di uso quotidiano, dagli animali ai tripudi di fiori e frutta.

Dopo tre libri e programmi di successo come “Torte in corso con Renato”, “My Cake design: la battaglia dello zucchero”, attualmente Renato è in onda con “Bake off Extra Dolce”.

Soprattutto, continua la sua attività quotidiana di pasticcere alla Torteria Gran Caffè di Battipaglia, in provincia di Salerno, un bellissimo e accogliente bar-pasticceria dove ogni giorno lo raggiungono decine di fan, molti dei quali piccoli e piccolissimi.

Renato, quando è nata la passione per la pasticceria?

“A dir la verità credo proprio che sia nata insieme a me! Già da piccolo mi divertivo a pasticciare in cucina, ero molto goloso ed ero sempre affascinato dal risultato di questa sorta di alchimia che sono le ricette dei dolci.

Me le facevo raccontare dalle vecchie signore del Cilento: una di quelle che ricordo per prima è la ricetta della ‘pizza ruce’, la pizza dolce in napoletano. Ecco, quel profumo di uova fresche, crema pasticciera e cioccolato, penso sia uno dei primi ricordi che ho legato alla pasticceria.

C’era una signora che, quando la preparava, mi dava questo pezzo di torta bello grande, e io lo mangiavo lentamente, per paura che finisse troppo presto”.

Quindi si può iniziare già da piccolissimi a scegliere la propria strada?

“Di sicuro sì, anche se poi non è detto che la vita ti porti in quella direzione. Diciamo che io sono stato fortunato a scegliere un lavoro che mi piace così tanto”.

Da dove può iniziare un bambino che voglia pasticciare in pasticceria?

“Può iniziare dalle piccole cose: non servono abbattitori, strumentazioni complicate, ricette impossibili. Basta fare una pasta frolla, dei biscotti, magari da decorare.

Qualcosa di semplice, insomma, da fare con i genitori, anche perché può essere un bel momento per stare insieme in famiglia, condividere un’esperienza e divertirsi.

Credo che momenti di questo tipo siano proprio quelli che in età adulta si trasformano nei ricordi più belli”.

Tanti dei suoi fan sono bambini, come mai piaci così tanto al pubblico dei più piccoli?

“In realtà non lo so, ma è proprio così! Sicuramente c’entra la fascia oraria e il canale in cui vengono trasmessi i miei programmi, ma non solo. Credo che i bambini vengano attratti dai colori dei dolci e si incuriosiscano nel vedere cosa viene fuori dalla pasta di zucchero che viene modellata”.

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Non ha mai pensato di costruire un programma solo per il pubblico dei più piccoli?

“Come no! Abbiamo proprio in mente un format dedicato ai bambini, avrete presto novità!”.

Qual è stata la torta più straordinaria che hai mai realizzato?

“In generale mi diverte molto a realizzare quelle con i personaggi delle favole e dei cartoni animati, per questo direi che una delle più strabilianti è stata quella di Pinocchio, preparata per il compleanno di un bambino”.

C’è un segreto per diventare un bravo pasticciere?

“Sembra banale, ma il segreto numero uno è sicuramente la passione. Come tutti i lavori legati alla ristorazione, questo è un lavoro impegnativo, che richiede molte ore intense di impegno, che si svolgono per la maggior parte quando gli altri si divertono.

Quindi il requisito fondamentale è tantissimo amore per questo mestiere. Poi c’è da dire che la pasticceria è una scienza, quindi bisogna studiare, sperimentare e applicarsi molto”.

Qual è la torta di compleanno più richiesta dai bambini?

“Sempre quelle a tema cartoon: ogni bambino ha il suo personaggio o supereroe preferito, anche se poi ci sono quelli più in auge e di moda”.

E la prossima torta a cui lavorerai?

“Ho in previsione di portare una gigantesca torta a Istanbul per l’anniversario di una scuola: il soggetto ritrae tutti i docenti davanti a questo storico edificio di architettura gotica.

Poi non mancano le torte per i VIP: di recente ho realizzato la torta per il figlio di Di Vaio, Nathan Leone, ispirata al Re Leone, e quella per la figlia di Martina Stella, a tema LadyBug”.

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