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Piccolo è bello

A volte è difficile diventare grandi

Gentile dottoressa,
sono la mamma di Giacomo, 9 anni, e Andrea, 4 anni. Le scrivo perché il piccolo di casa non vuole crescere. Usa ancora il ciuccio - ora glielo lasciamo solo la notte ma potesse lo utilizzerebbe tutto il giorno -, quando andiamo in giro in città pretende il passeggino, la sera prima di dormire vuole un biberon di latte tiepido (notare che ha iniziato a chiederlo un anno fa, prima non gli interessava).
Insomma, non riusciamo a eliminare questi “vizi” da piccolo e non sappiamo come comportarci. Dobbiamo forzarlo e togliergli queste abitudini, o aspettiamo che sia pronto e sia lui stesso a smettere?
La ringrazio, Flavia


Cara Flavia,
in prima battuta penso che sia difficile sentirsi grandi quando sei il piccolo di casa! E, in effetti, abbandonare alcune “coccole” della prima infanzia non è sempre un passaggio immediato, ogni bambino ha i suoi tempi. Tuttavia, come genitori, è importante fare attenzione al raggiungimento delle autonomie di base .Dalla tua lettera io comprendo alcuni aspetti della vita di Andrea ma purtroppo non ne conosco altri quali il rapporto con il cibo, con il sonno, il raggiungimento del controllo sfinterico e via dicendo. Immaginando che in tutti gli altri ambiti le cose funzionino al meglio, concordo con la vostra ipotesi che in qualche modo sia necessario spingere il bambino verso il mondo dei più grandi. Comportarsi da “piccoli” consente  di mantenere strumenti consolatori come il ciuccio o il biberon, fa  sentire l’adulto vicino e offre garanzia di sicurezza. Compiere un salto in avanti significa andare incontro a maggiori incertezze e  fatiche. Fare da soli è però gratificante e permette di costruire la propria autostima su basi solide.
Sarebbe interessante sapere perché il biberon sia tornato nella vita di Andrea, sicuramente si tratta di un comportamento regressivo dettato da qualche cambiamento, magari l’ingresso alla scuola dell’infanzia? Di fronte ad ansie o inquietudini spesso i bambini tornano indietro in cerca di sicurezze. È importante ascoltare la loro richiesta di aiuto garantendo maggiore vicinanza fisica ed emotiva, ma il latte si può comunque bere dalla tazza. Giocate con lui su questi aspetti, promuovendo un graduale abbandono degli oggetti che lo legano al passato. In maniera assolutamente piacevole accompagnatelo ad acquistare una nuova tazza per il latte, organizzate delle passeggiate a tema passeggini e complimentatevi con lui per i traguardi raggiunti. Anche nella gestione della routine quotidiana assegnategli piccoli incarichi che possa svolgere con voi o con il fratello. In questo modo, dolcemente e a piccoli passi inizierà a percepire che crescere è divertente!

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