Il potere delle storie, delle parole e delle immagini di combattere gli stereotipi e raccontare un mondo più bello e libero. Intervista con Claudia Colucci
Lasciarsi alle spalle per sempre un triste universo in cui maschi e femmine sono incasellati in aspettative, ruoli, comportamenti e persino colori – e dare il benvenuto a una cultura della parità fin dall’infanzia, anche a partire dal potere delle storie e degli albi illustrati.
Ne abbiamo parlato con Claudia Colucci, editor e tutor di libri di genere, che organizza bellissimi laboratori per bambine e bambini nello Spazio Nidi, https://spazionidi.it.
“Crescere libere e liberi da stereotipi e pregiudizi è un gran bel modo di crescere e gli albi illustrati sono uno strumento efficace per veicolare questi concetti in modo naturale e creativo. Le bambine e i bambini sono straordinariamente ricettivi: fanno domande, si interrogano e la loro visione del mondo è ancora in formazione. È una soddisfazione seminare idee e vedere come, nel tempo, queste piantine crescono. Per fortuna rispetto a quando eravamo piccole noi tante cose sono cambiate, questi temi vengono affrontati quotidianamente, però ci sono ancora tanti scogli da superare. Per questo è importante parlarne in tutti i contesti educativi, a casa come a scuola”.
Da dove possono partire i genitori? “Da una attenta pedagogia di genere. E anche dalla capacità di osservarsi: accorgerci di quando scivoliamo negli stereotipi, involontariamente, perché siamo cresciuti in un certo tipo di cultura, e correggere il tiro”.
Uno strumento che funziona
Gli albi illustrati e la lettura condivisa sono molto utili per affrontare qualsiasi argomento, anche quelli più delicati e complessi. “E questo vale sia a scuola sia a casa. La bambina o il bambino segue la storia attraverso le immagini e ascoltando la voce dell’adulto che legge. Da questo momento condiviso in cui l’adulto diventa il mezzo che narra la storia nascono domande da cui si può partire per affrontare insieme determinati argomenti, anche le questioni di genere. I libri raccontano in modo fantasioso, divertente, coinvolgente che ognuna e ognuno di noi può sentirsi libero di essere ciò che desidera. E a loro i concetti arrivano diretti: molte storie sono immediate e non hanno bisogno di spiegazioni”.
Cosa pensi delle favole classiche, come Cenerentola o Biancaneve? “Io a mia figlia non le ho lette, perché ritengo siano superate e sinceramente se ne può fare a meno. Da bambina adoravo la Bella e la Bestia ma oggi mi sono resa conto che è la rappresentazione di un amore tossico con la fregatura del lieto fine, perché lui da bestia diventa principe. E trasmette la pericolosa idea che anche un uomo che è un bruto e ti tiene prigioniera alla fine può cambiare. Di alcune favole esistono riscritture moderne che funzionano meglio. E soprattutto ci sono tanti libri nuovi con storie bellissime!”.
Il tuo consiglio per i genitori rispetto agli stereotipi di genere? “Cercare di attuare un pensiero ‘al contrario’. Non solo evitare di trasmettere preconcetti, ma anche lasciare bambine e bambini liberi di scegliere. Se una bambina a un certo punto vuole vestirsi solo da principessa rosa, non andrebbe frenata per non perpetuare lo stereotipo, bisognerebbe lasciarla libera di farlo. E fare lo stesso anche con un bambino, se desidera la stessa cosa. Possiamo senz’altro parlarne insieme, ma senza giudicare e senza condizionare troppo”.
I consigli di lettura di Claudia
“Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti
Pietra miliare della pedagogia di genere. Un invito a riflettere su come gli stereotipi di genere influenzino, utile per riconoscere pregiudizi spesso inconsapevoli e per costruire un’educazione più libera, al riparo da modelli limitanti. Un saggio ricco di riflessioni dell’autrice e di casi studio molto più vicini a noi nel tempo e nelle modalità, perfetto come base di partenza per una genitorialità consapevole su questi temi.
“Rosa, blu e tu”, di Elise Gravel e Mykaell Blais – BeccoGiallo
Iniziando con domande intelligenti e aperte, l3 autor3 sfidano l3 lettor3 a riflettere sugli stereotipi di genere, sul perché esistono e se sono veri o giusti. A ogni passo, l3 autor3 chiedono a3 lettor3 cosa pensano e come si sentono. Una risorsa eccellente per cominciare a parlare di genere a3 più piccol3.
“Non tutte le principesse”, di Jeffrey e Lisa Bone, illustrazioni di Valeria Docampo – Terre di Mezzo
Non tutte le principesse vivono nei castelli. Alcune preferiscono le casette sull’albero! E non tutti i pirati navigano sui velieri, alcuni preferiscono gli aquiloni. E per essere dei supereroi, a volte, bastano piccoli grandi atti di coraggio, come salvare un gattino impaurito. Perché ogni bambina e ogni bambino è speciale e ha il diritto di realizzare i propri sogni, senza farsi condizionare dagli altri.
“Ettore, l’uomo straordinariamente forte”, di Magali Le Huche – Settenove
Ettore lavora nel circo Extraordinaire, è un uomo straordinariamente forte, con un segreto: nel buio del suo nascondiglio si dedica alla sua vera passione: l’uncinetto! E un giorno, nello stupore generale, il segreto è svelato! L’uomo straordinariamente forte è atterrito. Tinte rosa, porpora e giallo limone per una storia che spazza via in un colpo di uncinetto gli stereotipi machisti. Un albo importante per affrontare il tema della mascolinità tossica e di tutto ciò che i bambini dovrebbero sentirsi liberi di poter fare senza sentirsi rinchiusi nella gabbia della forza macha a tutti i costi.
“C’è qualcosa di più noioso di essere una principessa rosa?”, di Raquel Díaz Reguera – Settenove
Carlotta è una principessa rosa, col suo vestito rosa e il suo armadio rosa, pieno di vestiti rosa… Ma è arcistufa del rosa. Voleva vestire di rosso, verde, giallo e violetto e non ha alcuna voglia di baciare rospi su rospi per trovare il principe azzurro. Perché non esistono principesse che solcano i mari o che salvano i principi dalle fauci di un lupo feroce? Carlotta vuole vivere fantastiche avventure e sogna di cacciare draghi e volare in mongolfiera. E noi con lei!
“Nei panni di Zaf”, di Manuela Salvi – Fatatrac
Un bambino che vuole essere una principessa incontra una bambina che principessa lo è davvero e vuole fare la calciatrice. “Ma Zaff, tu 6 maschio! Puoi fare il re, il principe, il meccanico, l’ingegnere, il maresciallo dei carabinieri… ma la principessa proprio no!”. Un albo pieno di divertimento e di colore, che affronta il tema dell’identità e della libertà di essere se stessi. Una storia che ha più di vent’anni e che è ancora non solo attuale ma uno splendido modo di affrontare le tematiche di genere e dare spunti laboratoriali per lavorare con bambine e bambini.
“Storia incredibile di due principesse che sono arcistufe di essere oppresse”, di Monica e Rossana Colli, illustrazioni di Irene Bedino – Lapis Edizioni
Che cosa succede quando una principessa si comporta come una draghetta? Quando sbuffa, rifiuta il sapone e ignora le buone maniere? E che cosa succede quando, in un palazzo poco distante, una draghetta si dà la cipria, si spruzza il profumo, sta ben lontana dal fuoco e dal fumo e quando gli altri fanno i petocchi si tappa il naso e chiude gli occhi?
Una storia divertente per parlare dell’accettazione dell’altro e riflettere sull’importanza di essere se stessi e affrontare anche il punto di vista dell’adulto che può impiegare del tempo per comprendere e accettare il modo di essere delle proprie figlie e figli.


































