Ora solare: perché le lancette tornano indietro (e perché per i bambini l’ora in più non esiste)

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre si torna all’ora solare: la storia di un’abitudine che divide l’Europa e qualche idea per aiutare i più piccoli a ritrovare il ritmo

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3 le lancette tornano alle 2. Per gli adulti sembra un piccolo regalo, un’ora di sonno in più. Per molte famiglie con bambini piccoli è invece l’inizio di una settimana di risvegli all’alba: il bimbo che di solito apre gli occhi alle 6.30 domenica si sveglierà alle 5.30, perché il suo corpo non sa che abbiamo spostato l’orologio.

Cos’è l’ora solare e perché esiste

L’ora solare è quella che segue il movimento apparente del Sole, mentre l’ora legale è una convenzione decisa dallo Stato, che in estate sposta le lancette in avanti. A rigore, quindi, non è l’ora solare a “tornare”: è l’ora legale a finire.

In Italia fu introdotta per la prima volta il 3 giugno 1916, in piena Prima guerra mondiale, con l’obiettivo di risparmiare energia. Dopo varie sospensioni e ritorni, è diventata stabile solo nel 1966, e dal 1996 tutta l’Europa segue lo stesso calendario. Il risparmio energetico resta l’argomento principale: secondo le stime di Terna, l’ora legale di quest’anno farà consumare circa 302 milioni di kWh in meno. L’idea viene spesso attribuita a Benjamin Franklin, ma si dimentica il contributo dell’entomologo neozelandese George Vernon Hudson. 

Un’abitudine che divide l’Europa

Il cambio d’ora è regolato da una direttiva europea, la 2000/84/CE, quindi l’Italia non può abolirlo da sola. Nel 2018 l’84% dei 4,6 milioni di partecipanti a una consultazione europea chiese di eliminarlo. Il Parlamento europeo approvò la proposta nel 2019 con 410 voti favorevoli, ma la pandemia fece passare in secondo piano l’iter legislativo. Il tema è tornato d’attualità nell’ottobre 2025, quando la Spagna ha portato la richiesta al Consiglio dell’Unione europea, mentre la Commissione ha già pubblicato il calendario dei cambi fino al 2031.  Il nodo è quale ora tenere. I Paesi scandinavi vorrebbero l’ora solare tutto l’anno, quelli mediterranei, Italia compresa, vedono invece un’opportunità nell’ora legale permanente.

Perché per i bambini l’ora in più non esiste

Il sonno è regolato da un orologio interno, il ritmo circadiano, che si sincronizza ogni giorno con luce, pasti e abitudini. Spostare l’orologio sul muro è istantaneo, spostare quello biologico richiede tempo. Per qualche giorno il bambino continuerà ad avere fame e sonno “all’ora di prima”. L’Accademia Americana di Pediatria segnala che il cambio d’autunno può far crollare i più piccoli prima dell’ora della nanna e svegliarli prima del solito. Armelle Rancillac, neuroscienziata dell’Inserm, spiega che i bambini, essendo in fase di sviluppo, sono meno flessibili degli adulti e hanno bisogno di più tempo per riallineare l’orologio interno. 

I consigli dell’esperta

Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile e ideatrice dell’approccio C.A.R.E.®, suggerisce due strade:

  • Prepararsi prima. Dal lunedì o martedì precedente si sposta tutta la giornata (sveglia, pasti, pisolini, nanna) di circa un quarto d’ora più tardi ogni uno o due giorni.
  • Accompagnare dopo. Nei primi giorni si rispetta il ritmo del bambino, poi si sposta tutto di 10-15 minuti ogni uno o due giorni, concedendo almeno una settimana prima di valutare.

In entrambi i casi, alle 5.30 meglio far finta che sia notte: buio, voce bassa, gesti lenti. La sera, invece, non bisogna tenere il bambino sveglio a forza: oltre la sua finestra del sonno il corpo produce cortisolo e l’addormentamento diventa più agitato. «Sonno chiama sonno», ricorda Baiguini.

Secondo l’approccio C.A.R.E.®, poi, ogni bambino reagisce a modo suo. L’Evitante, che ama le routine, soffre di più e ha bisogno di gradualità e di regole coerenti. Il Percettivo, sensibile a luci e rumori, è aiutato da una stanza molto buia e dal rumore bianco. Il Ricercatore, sempre in movimento, ha bisogno di contenimento e di molto moto nel pomeriggio. Il Distratto non sempre registra i segnali del corpo: meglio guardare l’orologio e vestirlo bene per la notte.

Qualche idea in più, anche dall’estero

  • Spostare anche i pasti. Ritardare di 10 minuti non solo la nanna ma anche i pisolini e i pasti; un sito francese di divulgazione medica propone 15 minuti anche per il pranzo e la cena. 
  • Il “joker” belga. Oer i bambini che si alzano di continuo, il suggerimento dal Belgio è una carta o un peluche “jolly” che permette di uscire dal letto o chiamare mamma e papà una sola volta.
  • Luce al mattino, penombra alla sera. Una specialista del sonno della Northwestern University consiglia 20-30 minuti di luce intensa poco dopo il risveglio; se il cielo è coperto, aiutano le luci forti in casa. La sera, invece, conviene abbassare l’intensità luminosa. 
  • Movimento nel pomeriggio. Secondo uno studio citato dalla rivista francese lanutrition.fr, l’attività fisica dei bambini è del 15-20% più alta in estate che in inverno, e ogni ora di luce persa la riduce di circa il 5%. Con il buio che arriva prima, vale la pena sfruttare le ore di luce dopo la scuola per giocare fuori.
  • Adolescenti: per loro è più facile. Il cambio d’autunno è in genere più semplice per i ragazzi più grandi, purché la sera si evitino gli schermi, la cui luce blu tiene svegli. Quanto alla melatonina, meglio parlarne prima con il pediatra. 

La buona notizia è che il corpo si riallinea: basta dargli il tempo.

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