Tra buon senso, un quarto d’ora al giorno e la tentazione (sempre più forte per i più grandi) di farli fare all’intelligenza artificiale
Ogni anno, puntuale come il caldo di luglio, torna la stessa domanda nelle case italiane: i compiti delle vacanze sono davvero utili, o sono solo un peso che rovina l’estate a genitori e figli? Il dibattito non è nuovo e se ne discute da decenni, tra circolari ministeriali che invitano alla moderazione e insegnanti convinti che senza un po’ di ripasso l’anno scolastico ricominci sempre da zero. Quello che è cambiato, negli ultimi tempi, è il contesto: oggi c’è chi fa i compiti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, c’è chi propone di abolirli del tutto in favore delle “esperienze”, e c’è un Osservatorio che misura ogni anno quanto le famiglie li sopportino.



































