Una diagnosi precoce spezza in due una famiglia, che lentamente troverà il modo di ricomporsi. E ci ricorda quanto sia urgente ampliare le liste dei donatori di midollo osseo
Quando si parla di malattia infantile, si pensa sempre che riguardi “gli altri”. Famiglie lontane, storie che leggiamo distrattamente, vite che non ci appartengono. Poi, un giorno, una febbre che non passa diventa un ricovero, un ricovero diventa una diagnosi, e quella diagnosi detta nuovi ritmi, speranze, e ti sradica dalla quotidianità.
È quello che è successo ad Anna e Flavio, mamma e papà di Claudio e della sorellina maggiore, Ilaria, di quattro anni. Una famiglia come tante, improvvisamente catapultata in un mondo fatto di reparti, protocolli, trapianti, lunghi periodi di isolamento, attese infinite. Una storia difficile ma che riguarda molte famiglie costrette ad affrontare la malattia dei figli ogni giorno. Una storia che ci ricorda che per fortuna la scienza fa passi da gigante e anche del ruolo fondamentale dei donatori di midollo osseo.






































