Bambini e gusto

L’educazione alimentare non deve trasmettere ansie e paure su potenziali rischi collegati al cibo, ma deve essere divertimento e piacere di condividere. I bambini di oggi vivono troppo lontani dal mondo della natura e il cibo può essere un modo immediato per avvicinarli alla bellezza dell’ambiente. Trovandosi in sintonia su queste premesse, due brave autrici di libri per l’infanzia, Emanuela Bussolati, premio Andersen 2013 come migliore scrittrice completa, e Federica Buglioni, co-fondatrice e presidente dell’associazione Bambini in Cucina (www.bambiniincucina.it), hanno ideato una nuova collana di libri che ha come tema il cibo e i bambini, declinato in tanti volumi che variano per argomento, stile, fascia d’età.

“Ci piace un’idea di educazione alimentare in positivo, che non dica cosa fa bene o cosa fa male; prediligiamo un approccio meno didattico in cui si impara facendo e divertendosi. “Ci provo gusto”, edito da Editoriale Scienza (www.editorialescienza.it), parte proprio dalla nostra idea di un approccio diverso all’educazione alimentare, che venga dal piacere del gioco, del fare, dello stare insieme. Il cibo è anche alla base della nostra storia, cultura e tradizione: lo vogliamo raccontare da un punto di vista diverso. Non trasmettiamo ai nostri bambini le ansie tutte nostre su quel che fa ingrassare o quel che fa male, ma sperimentiamo insieme la bellezza dei colori e la fragranza degli aromi dei cibi freschi e di prima qualità: i bambini ne sono naturalmente conquistati. Mangiare è anche un piacere, che va coltivato insieme”, afferma Federica. Continua Emanuela: “Mi sono accorta che i discorsi sul cibo sono sempre avulsi dall’ambiente e dalla terra. Ci siamo troppo allontanati dalla natura e non sentendocene parte non ce ne prendiamo cura. La nostra visione del mondo naturale è un po’ da cartolina, un mondo bello e immutabile, ma lontano. Si è realizzata una sorta di scollamento che si può colmare partendo proprio dal cibo: è la natura che ci nutre e dobbiamo riprenderne coscienza. Condividendo questa consapevolezza con i bambini”.

Bambini in Cucina
Prosegue Federica “La mia associazione è nata nel 2006: realizziamo dei laboratori di cucina per bambini un po’ diversi dagli altri. Ci siamo accorti che i bambini hanno pochissima esperienza pratica in cucina eppure sono tutti fortemente attratti dal cibo. Ci piace diffondere il piacere del cucinare e dello stare insieme. Sono rimasta stupita quando, nel corso di un laboratorio, ho chiesto a dei bambini cosa significasse la parola ‘integrale’. Quasi nessuno lo sapeva e la maggior parte dei bambini associava l’idea di integrale al ‘far dimagrire’. Mi pare che ai bambini arrivi soprattutto l’ansia di noi adulti sul cibo, associandolo alle proprietà ingrassanti o poco salutari. Dobbiamo liberare i bambini da questi timori, indirizzandoli però verso un’alimentazione di qualità. Fare la spesa insieme, preparare, riappropriarsi dell’alimentazione come patrimonio di tutti: cucinare deve diventare tempo di qualità per le famiglie, padri compresi, che non devono delegare solo alla scuola l’educazione alimentare dei loro figli”. Ed ecco giochi e ricette da fare con i bambini in cucina (video tutorial con Emanuela Bussolati e Federica Buglioni): www.youtube.com/playlist?list=PL6JulVH5P4qIaQ88Emahyc1PCM6-eSTqh.

Insieme nei boschi
“Attraverso questa collana vogliamo lavorare sulla presa di coscienza di adulti e bambini, condividere con piacere invece di insegnare – racconta Emanuela -. Un genitore non dovrebbe riversare sul bambino le proprie ansie legate al cibo, ma piuttosto preoccuparsi di recuperare un sano istinto primario su qualcosa che è naturale di per sé. C’è una sensazione di malessere diffuso in tema di alimentazione, i genitori non sanno più a chi credere, seguono voci, pareri, mode, sono confusi, mentre dovremmo tutti tornare a fidarci del nostro istinto. Partendo proprio dai cinque sensi, attraverso i quali possiamo avvicinarci al cibo in modo sano: ho la sensazione che i bambini, che da neonati hanno autonomamente l’istinto di attaccarsi al seno, oggi stiano davvero perdendo l’istinto primario, che viene dai sensi e dalle prime esperienze. è importante che lo recuperino”. Come può una famiglia riacquistare questa dimensione istintuale, riavvicinarsi alla natura attraverso il cibo? “Si può iniziare portando i bambini fuori città, con una passeggiata nel bosco, lungo il fiume, in campagna: insieme scoprire e cercare quel che si può mangiare. Andare in cerca di castagne per poi portarle a casa, abbrustolirle e mangiarle calde. O raccogliere le more e gustarle lì, senza neanche riportarle a casa, recuperando il gusto dell’immediatezza. Un’altra buona attività per le famiglie è creare un piccolo orto sul balcone di casa, bastano anche un paio di vasi: accudire delle piante, recuperare la manualità collegata alla preparazione del cibo, prendersi cura di un’ortaggio che viene poi consumato a tavola, tutti insieme”.

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