Il bagnino non è un babysitter!

Un classico della spiaggia estiva è la lamentela dei bagnini sulla negligenza dei genitori in spiaggia, che non prestano abbastanza attenzione ai loro figli: bambini di qualunque età che vengono lasciati a giocare da soli sul bagnasciuga o mandati in acqua a fare il bagno, tanto se succede qualcosa c’è il bagnino. C’è una diffusa credenza che i baywatch abbiano funzioni di accudimento, ma in realtà non è questa la loro mansione. Iniziamo facendo chiarezza: cosa vuol dire fare il bagnino? La figura professionale del Bagnino di Salvataggio nasce attorno agli anni Trenta e viene definita dalla legge come “professionista del soccorso altamente specializzato per attuare il servizio pubblico di vigilanza e di salvataggio”: deve possedere requisiti specifici, competenze determinate (personali relazionali e specifiche in materia di primo soccorso medico, marinaresca) e per ottenere l’abilitazione tramite esame deve frequentare un corso di formazione. Dunque, un bagnino non è una babysitter e non può mai, né deve, sostituirsi a un genitore.

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L’articolo 591 del Codice penale, rubricato “Abbandono di persone minori o incapaci”, statuisce che “chiunque abbandona una persona minore degli anni 14, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni… La pena è la reclusione da 1 a 6 anni se dal fatto deriva una lesione personale, ed è da 3 a 8 anni se ne deriva la morte. Le pene sono aumentate se il fatto è commesso dal genitore…” .

Quando si parla di abbandono, ci si riferisce al comportamento di chi lascia una persona minore o incapace in totale balia di se stessa, in modo che da tale situazione possa derivare un pericolo per la sua incolumità. E la Cassazione ha chiarito che questo reato si configura anche quando l’abbandono vero e proprio è durato per un breve lasso di tempo. Quindi, cari genitori, quando i nostri figli sono in acqua dobbiamo sempre vigilare: anche quando il mare sembra calmo, anche quando l’acqua è bassa, anche quando i bambini hanno indossato i braccioli. Un’onda o un crampo possono essere improvvisi e causare problemi. I genitori sono sempre responsabili di qualunque cosa i bambini facciano in spiaggia e di qualsiasi cosa accada loro: non si può affidarli alla custodia dei bagnini. Certo, i bagnini debbono vigilare con attenzione e prestare il primo soccorso, ma questo non esenta i genitori dal loro dovere di controllo e della loro primaria responsabilità.

[Francesca Galdini]

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