Bebè sottozero

Le temperature sono scese sotto zero? Fuori si gela? Non c’è momento migliore per portare i bambini in giardino a fare il sonnellino in carrozzina. Suonerà incredibile ai più refrattari al freddo, ma nei paesi nordici – dall’Islanda alla Danimarca – la “nanna sotto zero” è una pratica diffusa. Così diffusa che lascia esterrefatti i turisti e pure noi, timorosissimi genitori italiani, che abbiamo tanta paura dell’aria “troppo fredda”. Che pensiamo che al freddo i rischi di ammalarsi aumentino. In realtà è vero il contrario: sono gli ambienti chiusi che aumentano il rischio di contrarre raffreddori e influenze. Aria viziata e temperature alte sono il posto migliore per far proliferare i germi.

Meglio uscire e approfittare delle giornate di sole per far scorta di vitamina D. Una volta presa la decisione di uscire, come vestire i piccoli? Spesso quello che si fa, in assoluta buona fede, è vestire tanto, tanto, addirittura troppo i bambini. Questi sgambettanti girelloni, alla prima corsa, al primo giro in altalena o al primo tiro al pallone cominciano a sudare e si rischia di ottenere l’effetto opposto. Restare sudati al freddo sì che fa rischiare colpi d’aria e malanni. Meglio vestirli meno e prediligere i tessuti naturali, specialmente a contatto con il corpo. Sì agli strati a cipolla, sì a cappello e copriorecchie nelle giornate rigide, ma non dobbiamo aver paura negli altri giorni se il bambino preferisce stare senza. Per chi sta in culla o passeggino, non esageriamo con le coperte, i sacchi nanna o i tutoni. La temperatura dei bambini è più alta di quella di noi adulti, copriamo loro come e quanto copriremmo noi stessi. Una precauzione in più nelle giornate rigide è quella di una buona crema protettiva da stendere sul viso, per evitare che naso e guance si arrossino fino a screpolarsi.

Vento e nebbia

Due sono i tabù per i genitori: vento e nebbia. Vi è capitato di sentir dire che è meglio non far uscire i bambini con queste condizioni atmosferiche? Se il vento è forte e si vive in città potrebbero esserci controindicazioni: polvere, microparticelle e smog. In questi casi si esce, ma ricordiamoci di idratare i bambini, assicuriamoci che nulla entri negli occhi e magari stiamo fuori un po’ meno, senza però rinunciare alla passeggiata, che è sempre un toccasana. Se abitiamo in campagna, mare o montagna non c’è problema a stare fuori se ai bimbi fa piacere! In caso di nebbia il pericolo è nella scarsa visibilità, non nei germi che “ristagnano ad altezza bambino”. Scegliamo luoghi protetti, dove non passano automobili e non c’è rischio di incidenti. E quando nevica? Un unico consiglio: tutti fuori a divertirsi!

[Silvia Garda]

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