Bisfenolo A

Nella categoria che comunemente definiamo “plastica” sono classificati numerosi materiali. Questi hanno in comune il fatto di essere polimeri, le cui molecole, costituite da catene molto lunghe, vengono prodotte legando fra di loro molecole più piccole, i monomeri. Questa premessa è indispensabile perché la molecola di cui ci occupiamo oggi, il Bisfenolo A, vede il suo principale impiego proprio come monomero, utilizzato per produrre materie plastiche, in particolare il policarbonato e le resine epossidiche. Questi materiali hanno numerosi utilizzi: calotte dei caschi da motociclista, piatti di plastica, rivestimenti, ma gli impieghi del Bisfenolo A sono numerosissimi, tant’è che è arrivato a essere una delle molecole maggiormente prodotte al mondo: si tratta di alcuni milioni di tonnellate ogni anno. Di Bisfenolo A sono fatti recipienti per alimenti e bevande come stoviglie di plastica, vasellame per la cottura a microonde, utensili da cucina, serbatoi per gli erogatori di acqua e altri oggetti come i giocattoli o le tettarelle con rivestimento in PC. Piccole quantità di Bisfenolo A possono migrare dai materiali a contatto con gli alimenti fin nei cibi e nelle bevande, il che ci preoccupa soprattutto quando si parla di biberon, succhiotti, giocattoli e altri prodotti destinati all’infanzia. Come molti già sanno, il Bisfenolo A ha (o potrebbe avere) effetti importanti nei confronti dell’organismo umano. In particolare è fortemente sospettato di interagire con il sistema endocrino del corpo e con gli estrogeni. A favore di questa tesi è il fatto che negli anni ‘30 del secolo scorso venne testato proprio come estrogeno sintetico. Non venne mai utilizzato a questo scopo perché gli fu preferita un’altra sostanza, ma pare ormai accertato che sia in grado di interagire, per esempio, con la capacità riproduttiva o con il metabolismo del glucosio. Insomma, si tratta di una molecola che, con quasi certezza, ha effetti negativi sulla salute. E che al tempo stesso è molto diffusa. Proprio per questi motivi l’attenzione nei confronti del Bisfenolo A è alta in ogni parte del mondo. L’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, sta revisionando le norme di sicurezza in merito, producendo una nuova valutazione del rischio. In particolare è allo studio l’abbassamento della soglia massima giornaliera tollerabile. Tuttavia, nonostante il dubbio che il Bisfenolo A sia dannoso per la salute, l’EFSA stessa sostiene che “costituisce un basso rischio per la salute dei consumatori, perché il livello di esposizione attuale alla sostanza chimica è troppo basso per causare un danno”. Accanto a questo autorevole parere se ne trovano altri, dal tono più preoccupato e concitato. Come è giusto per questo argomento, così come per altri temi legati alla salute e all’ambiente, l’attenzione deve rimanere alta, senza però che si diffonda il panico. Le pagine dell’EFSA che riguardano il Bisfenolo A si trovano qui: www.efsa.europa.eu/it/faqs/faqbisphenol.htm.

[Ugo Finardi – Chimico, ricercatore CNR]

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