Cercare aiuto, affrontare l’assenza

Cara psicologa, sicuramente anche lei ha seguito in tv il programma SOS Tata, che compie miracoli in situazioni familiari veramente complicate. I nostri bambini non sono così problematici, ma mi piacerebbe provare un servizio di tate a domicilio capaci di evidenziare e correggere i nostri errori. Lei sa a chi rivolgersi? Grazie e cordiali saluti. Emanuela

Carissima Emanuela,

confesso subito la mia ignoranza per questo programma tv. Sono andata però a leggere qualcosa su Internet e credo di aver capito di cosa si tratta. Il programma promuove un aiuto esterno, cioè la presenza in famiglia di un osservatore estraneo che aiuti nei casi di difficile gestione, anche se non disperati, ma che diventano insopportabili forse per la stanchezza dei genitori o per la solitudine di cui si può diventare vittime. Credo che a volte una risposta esterna o un aiuto possa arrivare, se non ci sono problemi gravi, da una amica di vecchia data o da qualche parente intelligente e sensibile. Come dire che a volte uno sguardo dall’esterno può aiutare a vedere la stessa situazione con occhi diversi. Quante volte vi sarà capitato di notare un’amica che fa un errore grossolano e non se ne accorge? Sfruttate questo “sguardo clinico” a vostro beneficio: chiedete alle amiche più lucide di dare un’occhiata alla vostra famiglia. Non ho numeri di telefono o indirizzi da darti, ma quello che vorrei lasciarti è lo stimolo a cercare delle porte aperte intorno a te. Fai entrare nella tua casa qualcuno, non per fare domande o per dare risposte, ma per confrontarti con occhi più liberi e meno vincolati da emozioni e legami.

 

Ciao, sono Teresa, mamma di due bambini: Beatrice, di 7 anni e Roberto, di 4 anni. Vi scrivo in un momento molto difficile della nostra vita: da circa un mese e’ mancata mia mamma, dopo una lunga e dolorosa malattia. I bambini erano (sono tuttora!) molto affezionati alla nonna, che li ha sempre adorati e finché è stata in salute li ha coccolati e amati. Ora che lei non c’è più, in casa c’è un senso continuo di tristezza. Io per prima sono triste e forse questo fa intristire i bambini. In più mio padre, cioè il nonno di Bea e Roberto, è molto giù e non riesce ad accettare l’assenza di mia mamma. Non so bene cosa chiedervi. Forse solo un aiuto o un sorriso per uscire da questa situazione. Mi sforzo di essere positiva, ma lo trovo molto difficile e finto. Aiutatemi voi.

Dolcissima e triste Teresa, più che parole vorrei donarti un grande e caldo abbraccio. Le mamme che diventano nonne sono punti di riferimento importanti per le figlie e i nipoti. Alla morte non è facile reagire o dare spiegazioni razionali. Non so se credi in un aldilà, di qualunque tipo, ma penso che in ogni caso si debba credere in un qualcosa di spirituale cui aggrapparci per non sentirci soli e abbandonati di fronte a perdite così dolorose e incolmabili. Credo fortemente che i tuoi figli potrebbero diventare un aiuto per il nonno che grazie  a loro, potrebbe ritrovare dei motivi per sorridere, non per sostituire l’amore di una vita, ma per procedere e provare di nuovo gusto nell’affrontare le cose. La tua tristezza è sana. Credo sia importante che i nostri figli ci vedano come esseri umani e per questo non perfetti: non tenere segreto il motivo del tuo stato d’animo. Forse una parola rispetto al fatto che la nonna non c’è più è utile, anche per loro, per farsi una ragione della situazione che si trovano a vivere. Magari non capiscono appieno il senso della morte (ma forse neanche noi “adulti” lo comprendiamo). Sicuramente parlarne permetterà loro di fare domande e ottenere delle risposte che sono migliori delle fantasie di distruzione che hanno in questo momento, causate dall’assenza improvvisa di questa nonna così cara.

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