Coccole e golosità

Come tutti i genitori, vorremmo poter fare a nostro figlio Luca un “mondo di coccole”. Rimaniamo sempre un po’ delusi dal fatto che Luca non le voglia proprio, anzi, non sembra gradire neanche una carezza o un bacio (si discosta appena ci proviamo). Anche quando gli capita di farsi qualche piccola “bibi”, non corre dalla mamma o dal papà per farsi consolare…  Al di là del nostro desiderio, è normale che un bimbo sia così distaccato?

Tanti bimbi non amano farsi sbaciucchiare. L’approccio alle coccole è molto soggettivo e probabilmente un po’ diverso dal vostro. Luca sembra un bimbo piuttosto indipendente, il che non significa essere distaccato, anzi! Probabilmente percepisce molto la vostra vicinanza e il vostro affetto e si sente sufficientemente protetto da poter affrontare una “bibi” da solo. Magari Luca preferisce cercare la vostra vicinanza quando ne sente la necessità e con altre modalità, come il gioco o l’interazione verbale. Rispetto all’adeguatezza di un comportamento in relazione all’età del bambino, bisogna considerare che, perché sia preoccupante, deve essere accompagnato da altri segnali di disagio. Se voi vedete Luca sereno, in grado di relazionarsi in modo positivo con gli adulti della famiglia e con i coetanei (pur con tutti i timori tipici della sua età), non c’è motivo di preoccuparsi. Un bimbo che cerca aiuto e che manifesta il bisogno di coccole è più gratificante e rassicurante per l’adulto che se ne occupa, ma se ciò non accade non è necessariamente un segnale di mancanza di benessere. La fatica dell’accogliere questa caratteristica di Luca, così diversa dal vostro modo di essere, sarà ricompensata dalla sua capacità di rispettare le peculiarità dell’altro nelle relazioni significative che costruirà durante la crescita.

 

 

Abbiamo un problema con nostro figlio Matteo (16 mesi) opposto a quello di molti genitori: Matteo ha un interesse per il cibo che ci sembra esagerato. Pur avendo concordato l’alimentazione e le dosi con il pediatra, Matteo sembra non averne mai abbastanza. È continuamente attratto dal cibo: dopo il suo pasto, rimane a girovagare attorno alla tavola e cerca di “afferrare” tutto quello che può mentre mangiamo noi. Se cerchiamo di contenerlo, ha delle crisi di pianto e delle scene isteriche…. che fare? Matteo non è obeso, infatti si trova al 97° Centile come altezza e al 75° come peso, ma noi temiamo che lo diventi! È troppo presto per preoccuparci?

Marina e Marco

In quest’epoca in cui la percentuale di bambini obesi è in aumento (non per caratteristiche costituzionali ma per cause spesso legate ad abitudini alimentari disordinate) la vostra attenzione all’interesse di Matteo nei confronti del cibo è sicuramente preziosa. Meglio un bimbo che manifesta tutta la sua fatica di fronte a un limite posto da voi, ovviamente per il suo bene, che un bimbo obeso. Ma voi siete così convinti che è bene dirgli di no? Privare un bimbo di una gratificazione derivante dal cibo è molto più faticoso che dire di no per qualsiasi altro motivo, poiché il cibo assume nella relazione un significato affettivo; così come un bimbo inappetente manda in crisi qualsiasi mamma, anche un bimbo goloso è difficile da gestire emotivamente. Se siete un po’ in conflitto con voi stessi, Matteo lo sente e alza il tiro con le crisi isteriche; è importante che voi genitori facciate un gioco di squadra, sostenendovi quando uno dei due è un po’ più blando.

Potete provare a orientare Matteo nella ricerca di altre forme di gratificazione. Non è detto che la richiesta di cibo sia legata solo alla fame: può assumere tanti significati. Visto che Matteo chiede il cibo soprattutto quando voi state mangiando, la sua può essere anche una richiesta d’attenzioni, un voler partecipare al “gioco” che i grandi stanno facendo a tavola: la sfida è riuscire a “giocare” a tavola, senza ingrassare!

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Giovani Genitori

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