Una spa per l’anima: l’importanza di una comunicazione positiva

Gli atteggiamenti positivi sono un piacevole rituale da ritagliarsi nella giornata, ma anche un trattamento rigenerante e di grande impatto sulla realtà

Stanchi di stragi, stupri, terrorismo, recessioni, guerre e venerdì neri della finanza?
Se è indiscutibile che le informazioni che ci raccontano i notiziari contengano tratti di verità, è discutibilissimo che queste notizie rappresentino la realtà in cui viviamo.
È così che Michelle Gielan, giornalista americana conduttrice di un programma di news, trovandosi di fronte alla scena del funerale di una ragazzina uccisa da un proiettile vagante, decide di reinventare il suo mestiere. Non racconterà più storie sottolineando il dolore e la disperazione, la violenza e la solitudine. Da quel giorno Michelle decide di mostrare a tutti l’altra parte della verità, quella di cui non parla nessuno. La solidarietà della comunità locale stretta intorno alla famiglia della bambina, una storia di speranza, resilienza e connessione. Successivamente, Michelle diventerà ricercatrice e dimostrerà come le persone possano modificare la traiettoria della loro vita cambiando le storie che raccontano e che si raccontano. Chi volesse approfondire questa teoria non ha che da immergersi nel suo avvincente Broadcasting happiness. Quasi un manuale costruito con quel sano pragmatismo americano che spiega come comunicare in modo positivo.

Siamo tutti antenne

E anche se non siamo giornalisti come Michelle Gielan, tutti ma proprio tutti funzioniamo come antenne trasmittenti. Emettiamo segnali, vibrazioni, energia e, soprattutto, semplicemente parole. Per cui siamo liberi di trasmettere come vogliamo e responsabili delle onde che partono dalla nostra persona. Riprendersi questa competenza fa una differenza enorme nella nostra vita e in quella di chi ci sta intorno.
Lamentarsi di tutto e di tutti, mettere in guardia, dare spazio solo al lato oscuro della realtà non fa che alimentarlo, generare paura e paralizzare ogni iniziativa. È questo il mondo che vogliamo per i nostri figli?

Una spa per l’anima

Iniziamo a cambiare il nostro messaggio con piccole azioni quotidiane. Faremo del bene a chi ci sta intorno e a noi stessi.
I primi tentativi richiedono un po’ di applicazione, ma presto gli atteggiamenti positivi diventano un piacevole rituale da ritagliarsi nella giornata, una spa dove purificare l’anima da tutto ciò che non ci piace e di fronte a cui ci sentiamo impotenti. Ma non una fuga, e qui sta il bello, piuttosto un trattamento rigenerante e di grande impatto sulla realtà. Proviamo a mettere in atto semplici comportamenti quando andiamo a fare la spesa, o la sera a cena, o prima di andare a letto. Niente vieta di fare la scorpacciata, non ci sono controindicazioni!

Il ‘giro delle cose belle’

Per iniziare a casa nostra piccoli rituali di felicità, facciamo il giro delle cose belle. Da provare la sera a tavola, con i bambini: ognuno racconti una cosa bella che ha fatto oggi. Se non ci viene in mente niente, facciamo uno sforzo! I nostri figli impareranno dall’esempio a cercare sempre il lato positivo delle situazioni. Come cosa bella vale tutto: in mancanza di un evento o un gesto che ci hanno fatto piacere, va bene anche un fatto buffo, divertente, purché faccia nascere il sorriso dentro di noi. Se il gioco prende piede non ci limitiamo a un solo giro. Ripetiamo a volontà finché avremo dipinto la nostra giornata come il paese delle meraviglie! Coltiviamo l’arte del sorriso, la pazienza e la generosità, senza aspettative. I piccoli gesti belli vanno coltivati, eseguiti e dimenticati!

La gratitudine

La gratitudine è una sostanza dopante, provare per credere. Chi non l’ha mai sperimentata ci vada piano: la sera, prima di addormentarsi, pensi a qualcosa per cui è grato. Basta una per cominciare.
Non viene in mente niente? È perché stiamo dando per scontata la meraviglia della vita, perché non ci accorgiamo che siamo coricati in un letto morbido e caldo, che se piove fuori non ci bagniamo, che di là in cameretta i nostri bambini stanno bene. Alleniamoci a provare gratitudine per ciò che le persone fanno per noi, a volte anche inaspettatamente come un raggio di sole che squarcia un cielo nero.
Un’edizione straordinaria della gratitudine va riservata a una categoria con cui noi genitori siamo in genere piuttosto ingrati: gli insegnanti dei nostri ragazzi. Anche al professore più antipatico, alla maestra più pedante possiamo sinceramente riconoscere qualche pregio. Il colloquio del quadrimestre sarà l’occasione per ringraziarli per quello che di speciale mettono nel fare il loro lavoro. È importante essere specifici, il riconoscimento vago è molto meno sentito da chi lo riceve.

Parole O_Stili

Raccontare la realtà con ottimismo, senza indugiare inutilmente sul brutto, sporco e cattivo: è il tipo di narrazione che GG da sempre privilegia. Dal trovare tutti gli spazi e i luoghi più belli per le famiglie, all’intervistare persone con un messaggio interessante al creare una comunità in cui ci si sostiene a vicenda, GG punta sempre su un tipo di comunicazione positiva. Dal mese scorso, inoltre, abbiamo aderito al manifesto di Parole O_Stili, un progetto di sensibilizzazione contro la violenza delle parole. Il manifesto si compone di dieci principi cui ispirarsi per una narrazione corretta, semplice e non ostile. È declinato anche in versione per bambini nel Manifesto della comunicazione non ostile per l’infanzia – i dieci principi dedicati ai piccolissimi (3-6 anni) sono uno strumento utile per genitori ed educatori per spiegare un uso corretto dei dispositivi digitali.
Tra le iniziative portate avanti dall’associazione e dedicate ai giovani: Parole a scuola Young è una speciale attività didattica per favorire pratiche di comunicazione non ostile, promuovere la consapevolezza nell’uso degli strumenti web e contribuire all’elaborazione del diritto alla cittadinanza digitale.
Per saperne di più: paroleostili.it

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