Dentini, prevenzione innanzitutto

Si diceva, una volta, che la prima visita dal dentista va fatta a 4 o 5 anni. Sbagliato! Le cattive abitudini alimentari, l’igiene orale insufficiente, l’uso di un ciuccio sbagliato o il vizio del dito in bocca arrivano ben prima. Per evitare o ridurre i problemi, l’arrivo del primo dentino è il momento giusto per intervenire. Di prevenzione, errori e consigli parliamo con Biagio Patané, medico specialista in ortodonzia e odontostomatologia, papà di tre bambini.

“Partiamo da un errore classico. La sera, dopo aver lavato i denti, diamo ai nostri figli un biberon con latte e miele o con latte e biscotti? O una tisana zuccherata? È una pessima abitudine: provate a immaginare se un adulto andasse a dormire dopo che abbiamo spennellato i suoi denti con acqua e zucchero. Nessuno si distruggerebbe la bocca così! Altra cattiva abitudine, quando c’è un dentino cariato, è decidere di non curarlo, nell’errata convinzione che tutto si risolverà quando cade. Ma un dente da latte può restare in bocca anche fino ai 12-13 anni e se c’è una carie non va bene”.

Ci parli del dito in bocca: è un male?
“Ci possono essere dei casi in cui la suzione del dito non determina particolari problemi, ma nella maggior parte si verifica una deformazione del palato che andrà corretta più avanti, a partire dai 6 – 7 anni, mettendo l’apparecchio con tutte le conseguenze del caso: fastidio, costi e difficoltà. Prevenire è sicuramente la migliore strategia”.

Cosa pensa dell’uso del ciuccio?
“La mia attenzione all’uso del ciuccio, o meglio a quelle che si chiamano ‘abitudini viziate’, tra cui rientra anche la suzione del ciuccio, è nata molti anni fa durante un corso tenuto a Miami da Daniel Garliner, uno dei padri riconosciuti della terapia miofunzionale, il cui obiettivo è la rieducazione degli squilibri muscolari della cavità orale. Esistono moltissimi tipi di ciucci (in studio ne abbiamo una collezione di oltre cento esemplari). Il ciuccio può interferire con la muscolatura della cavità orale, la lingua e le basi ossee che regolano la posizione dei denti. Un ciuccio sbagliato può causare una malocclusione, problemi di fonazione e di respirazione. Ma un ciuccio giusto può diventare persino uno strumento terapeutico”.

Come si fa a scegliere?
“Alcuni consigli: dovrebbe avvicinarsi il più possibile al capezzolo della mamma che allatta, essere elastico, morbido e flessibile, occupare meno spazio possibile nella cavità orale ed essere proporzionato all’età del bambino. Lo stesso vale per la tettarella del biberon. Ovviamente per una scelta consapevole può aiutare molto l’occhio clinico di un pediatra, un odontoiatra infantile o un logopedista che conosca la materia”.

Consigli sugli spazzolini da denti?
“La rivoluzione dello spazzolino è avvenuta alla fine degli anni ’60, quando si è passati dalle setole animali a quelle sintetiche, più igieniche e più dure. Bisogna sapere che i denti del bambino sono a rischio di carie non appena escono, anche se il bimbo ha solo 6 mesi. A quell’età si puliscono con una garzina piegata avvolta sul dito.

Appena il bimbo acquisisce manualità si passa allo spazzolino che per prima cosa deve essere di misura adeguata. In una bocca piccola se usiamo uno spazzolino troppo grande faremo più fatica a pulire certe zone dove arriviamo meno bene. Sempre meglio associare allo spazzolino un dentifricio, meglio se al fluoro. Di dentifricio nel bimbo molto piccolo ne pasta poco: un chicco di riso. È importante lavare i denti tutte le sere prima di andare a dormire: il genitore deve essere convinto e convincente e non mettere mai in discussione l’abitudine, perché durante la notte viene prodotta meno saliva, che contiene il lisozima, un enzima che ci aiuta a proteggere i denti dalle carie. Subito prima di dormire niente zucchero o miele, meglio piuttosto il latte e basta.

Buona norma è quella di lavare i denti tutte le volte che si mangia qualcosa di dolce. È un’abitudine che bisogna instaurare nei nostri figli, come quella di lavarsi le mani, perché il bambino impari a sentire sempre i denti puliti. Altrimenti si abitua a sentire in bocca la patina di placca e non si rende conto di averli sporchi. Un consiglio da tenere sempre presente: se ho voglia di mangiare tanti alimenti che contengono zucchero, è meno dannoso se li mangio tutti assieme, piuttosto che diluirli nella giornata tenendo il livello di zuccheri più alto e più a lungo nella cavità orale. Dobbiamo ricordare che la carie è un problema odontoiatrico della società moderna, collegata all’alto consumo di zuccheri. Noi genitori e ancor più i nostri nonni, eravamo meno istruiti sull’igiene, ma consumavamo alimenti meno cariogeni. I denti dei nostri figli sono più a rischio. Per evitare la carie bisogna pulire i denti spesso e bene ed evitare gli zuccheri. Esiste anche un fattore ereditario, ma su questo non si può intervenire. E ci sono i batteri del cavo orale. I batteri di un genitore passano spesso nella bocca del figlio. Evitiamo di succhiare il ciuccio caduto per terra pensando di pulirlo. In realtà lo stiamo trasformando una bomba batteriologica”.

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