Dieci regole d’oro per migliorare il sonno dei bambini

Dormire bene è importante come nutrirsi e respirare. Ecco dieci piccole strategie che possono migliorare il sonno dei bambini, e anche dei genitori

Si ha la tendenza a pensare che il sonno dei bambini soprattutto durante il primo anno sia un problema ingestibile. In effetti senza il giusto riposo, nervosismo e ansia si impossessano di tutta la famiglia.

Ci sono però alcune piccole strategie che possono funzionare: ce ne parla Cecilia Allasina, psicologa perinatale. “Il sentimento di sicurezza e protezione percepiti dal bambino è la base di tutto e tutti i piccoli sono in grado di acquisire questa sicurezza.  Ogni famiglia è diversa, perciò non esistono regole rigide applicabili a tutti, ma solo linee guida adattabili con qualche piccolo accorgimento”. 

Ecco quali sono le strategie della dottoressa Allasina per migliorare il sonno dei piccoli.

Il sonno per i bambini: protezione e sicurezza

Il sonno di tutti gli essere umani è composto da cicli alternati da micro-risvegli: mentre l’adulto si gira semplicemente dall’altra parte, per i piccoli questi risvegli coincidono spesso con uno spavento. Ogni bambino può imparare che durante il sonno può sentirsi al sicuro, a non spaventarsi e riaddormentarsi durante questa breve ma delicata fase del sonno. È compito del genitore riuscire a trasmettere questo senso di protezione.

Risvegliarsi nello stesso posto

Per evitare un brusco micro-risveglio è fondamentale che questo accada nello stesso luogo in cui ci si addormenta. Che sia il letto della mamma o il proprio, ritrovarsi nello stesso luogo lo fa sentire protetto. Le circostanze (o la disperazione!) spesso portano a saltare questa regola con l’addormentamento tra le braccia: ma vale la pena provare alternative.

Sperimentare varie possibilità 

Le strategie per trasmettere un senso di sicurezza variano da bambino a bambino e con il trascorrere dei mesi è cosa buona provare diverse possibilità di addormentamento. Con mamma, con papà, con la musica, con le fiabe, con le carezze e usando la propria voce.  

E se vuole stare solo nel lettone? E’ importante fargli sperimentare che anche nella culla accanto al letto è al sicuro, perché ha un genitore accanto che garantisce la sua presenza.

I primi quaranta giorni di vita: nessuna regola! 

Le prime notti sono le più delicate: il bambino si sveglia per istinto di sopravvivenza e scopre con il passare del tempo di avere accanto delle persone che si prendono cura di lui. In questo periodo ci sono poche regole da seguire, se non quelle dettate dall’istinto. Finita questa prima fase di sconvolgimento, si può iniziare a sperimentare. 

Conoscenza e consapevolezza

I cicli del sonno vanno dai 50 minuti, per i neonati, ai 90/120 per gli adulti. I risvegli sono quindi fisiologici per ogni individuo e per i bambini sono legati all’esigenza nutrizionale prima e successivamente al bisogno di essere contenuti e rassicurati. Conoscere la fisiologia del sonno è un buon punto di partenza per riuscire a gestirlo.

Complicità tra genitori

Lo stato emotivo dei genitori nell’affrontare questo passaggio gioca un ruolo importante.  La rassicurazione implica accortezze pratiche ma anche legami affettivi di attaccamento. Capita spesso che la figura paterna emerga solo quando la mamma è troppo stanca, quasi come ultima salvezza: il passaggio deve essere graduale e condiviso dalla coppia genitoriale. Comunicazione e confronto sono ingredienti fondamentali per creare un clima disteso, in cui i piccoli possono sentirsi al sicuro con entrambi.

Come mi sento io?

Informarsi e leggere é importante: ma è facile perdersi tra correnti estremiste sul sonno, che vanno dallo spietato Estivill al morbido cosleeping. Ascoltiamo le nostre sensazioni e capiamo come ci fanno sentire le strategie suggerite dall’esterno: se non fa per noi, ci sarà di sicuro un’alternativa. L’importante è superare l’ansia di dover seguire schemi fissi e rigidi che ci fanno perdere di vista la questione fondamentale: trasmettere fiducia e sicurezza.

Seguire una routine costante, quando possibile

Seguire le proprie abitudini con regolarità, quando possibile, tenendo conto delle esigenze famigliari e dei ritmi del piccolo. 

Le accortezze “tecniche”

Fare in modo di garantire una giusta alimentazione, che deve essere leggera e digeribile nella fase serale. 

Riconoscere i segnali di stanchezza e assecondarli prima che si trasformino irritazione e diventino nemici del sonno.

Evitare fonti di luce – tra cui cellulari, TV e altri dispositivi – nell’ora che precede la nanna. 

Predisporre un ambiente adatto: la temperatura ideale dell’ambiente si aggira attorno ai 18 gradi ed è meglio non esagerare con le coperte.

In caso di difficoltà o smarrimento affidarsi a un professionista

Infine, se tutto ciò non basta a migliorare la situazione, non aspettiamo che diventi insostenibile. Prendiamo in considerazione la possibilità di affidarci a un professionista: ci aiuterà a valutare insieme nuove modalità e scoprire soluzioni creative e risorse che non sapevamo di avere. 

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