E se andassimo al giardino fiorito?

Le geometrie, i panorami mozzafiato, le collezioni di rose dei giardini più belli sono a due passi di noi. Vogliamo avventurarci tra pergole e gazebo, labirinti di bosso e alberi secolari? Per riscoprire che sì, la semplicità ci fa ancora emozionare. I parchi e giardini fioriti a giugno sono al massimo della bellezza. Anche i bambini più annoiati si lasceranno affascinare. Partiamo insieme alla scoperta del verde più profumato.

Tra i rododendri dell’Oasi Zegna
A colpire è l’inaspettata quantità di verde, immersa nello stupendo panorama del Biellese. L’Oasi Zegna è lo splendido progetto di valorizzazione ambientale che interessa l’area montana da Trivero alla Val Cervo. Ad attraversarla la strada statale Panoramica Zegna, che da sola vale le curve da affrontare per arrivare in cima. Tutto nasce nel 1938, quando si cominciano a piantare decine e decine di migliaia di conifere. Le centinaia di varietà ornamentali di rododendri fanno il resto, creando un caleidoscopio di colori dal bianco, al lilla, al viola e al blu grazie alle spettacolari condizioni climatiche e alla composizione unica del terreno che sa valorizzare queste meravigliose eredità delle montagne cinesi. La regina è sempre lei, la Conca dei Rododendri: accentratrice di sguardi al culmine della fioritura, ma originalissima collezione botanica durante tutto l’anno, poiché raccoglie alcune varietà uniche al mondo. Splendido da percorrere con i bambini è il Bosco del Sorriso, sentiero ad anello per scoprire i benefici bioenergetici delle piante sull’organismo.
OASI ZEGNA
Ingresso all’Oasi gratuito – Eventi speciali e visite guidate a pagamento.
Tel. 015 7591460 – 340 1989593
www.oasizegna.com

Tra le aiuole e i laghetti di Villa Taranto
Un paradiso di viali e fontane, boschi e parterre che ospitano piante provenienti da ogni angolo del pianeta. Siamo sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, tra Intra e Pallanza, ma sembra di essere nel paese delle meraviglie. Tutto merito del capitano scozzese Neil Mc Eacharn, novello Phileas Phogg, che fece per ben sette volte il giro del mondo. La sua passione per la botanica, i giardini e i viaggi si concretizza qui, ai Giardini botanici della Villa: 16 ettari di boschi e bordure, terrazzamenti e vallette di arbusti, aiuole e prati curatissimi, laghetti e serre. Un raffinato equilibrio di natura ed artificio che si mostra sin dall’ingresso con la Fontana dei Putti, in estate avvolta dalle gigantesche foglie della Colocasia “orecchia d’elefante”. Gli itinerari possibili sono due, ma conviene prendersi una mezza giornata per godersi il panorama, le fioriture, le zone d’ombra e le diverse gradazioni di colore che i giardini assumono al variare delle ore. Incantevoli scenari, spazi d’acqua e fioriture a profusione: nei parterre, nei meravigliosi pergolati di glicini e rose, nei giardini tematici. Ovunque, anche nel sottobosco e tra gli scalini, in ogni gradazione di colore e fragranza. Dall’estate all’autunno il Labirinto delle Dalie incanta i visitatori con 1.700 piante in fioritura, mentre nelle serre la ninfea equatoriale Victoria si incorona ogni anno regina, con le foglie che sfiorano i 2 metri di diametro e possono sopportare il peso di circa 10 chilogrammi. Ad attendere gli appassionati di botanica c’è un tesoro prezioso, l’Herbarium Britannicum: 43 teche in cui è conservato l’erbario dedicato alla flora spontanea a opera del primo giardiniere del Capitano Mc Eacharn, che lo compose nel 1929.
VILLA TARANTO
Ingresso a pagamento: 10 euro adulti, 5,50 euro da 6 a 14 anni. Consentito l’ingresso con i cani al guinzaglio.
Via Vittorio Veneto, 111 – Verbania (VB)
Tel. 0323 404555
www.villataranto.it

Fiori e botanica con vista sul mare
Posti a pochi chilometri dal confine francese, i Giardini Hanbury sono indissolubilmente legati alla storia del loro fondatore, Thomas Hanbury, complice un coup de foudre che lo fece innamorare del promontorio coltivato a olivi e vigneti lasciati in gran parte alla macchia mediterranea. Fu lui a trasformare i 18 ettari de La Mortola in uno dei giardini botanici di acclimatazione più importanti e famosi al mondo. Un giardino dalle linee volutamente semplici, progettato in modo che l’occhio del visitatore venga accompagnato verso il panorama sul mare attraverso gradinate e terrazzi, in un’affascinante alternanza di ambienti diversi. Le piante succulente, i bacini d’acqua, i pergolati stracolmi di rose e poi eucalipti e limoni. La Mortola è una perla paesaggistica senza tempo, che toglie il fiato ai visitatori oggi così come successe nel 1867 a Thomas Hanbury. Di questi giardini continuano a innamorarsene tutti, da più di 150 anni: persino la regina Vittoria che, durante una sua visita ai giardini rimasta indimenticata, volle dare il suo nome all’agave a foglie screziate forse oggi più coltivata al mondo. I giardini Hanbury sanno affascinare tutta la famiglia, in ogni stagione: scorci panoramici e soavi profumi, rose che si arrampicano in ogni dove e percorsi che si aprono e si chiudono continuamente, facendoci scoprire il giardino passo dopo passo. Pannelli esplicativi con indicazione delle specie permettono di improvvisarsi esperti botanici per un giorno, scoprendo il nome di piante originarie di ogni angolo del mondo. Irresistibili per i bambini le corse a perdifiato su e giù per le terrazze, con nascondini improvvisati tra collezioni di fragranti Brugmansie e limoni, giardinetti all’italiana, macchia mediterranea, foresta australiana e frutteto esotico. E per gli appassionati di storia non resta che scoprire il tracciato dell’antica via Aurelia in acciottolato, che passa all’interno dei giardini.
GIARDINI HAMBURY
Possibilità biglietti famiglia, 20 – 25 euro, a seconda della stagione. Ingresso gratuito per bambini da 0 a 6 anni.
Località La Mortola, corso Montecarlo, 43 – Ventimiglia (IM)
www.giardinihanbury.com

Alla corte di Sissi nel Castel Trauttmansdorff
Adagiati su un anfiteatro naturale a est della città termale di Merano, questi Giardini si percorrono lungo terrazze digradanti con vista mozzafiato sul parco, la città e le montagne. Castel Trauttmansdorff fu luogo amatissimo dalla principessa Sissi, che vi soggiornò a lungo e fece conoscere Merano e il suo Castello in tutto il mondo. Dal 1994 qui si possono visitare ottanta differenti ambienti botanici, dai Giardini del Sole con piante mediterranee a quelli all’italiana con labirinti e parterre, al giardino dei sensi e al laghetto delle ninfee. Nel settore dedicato ai Paesaggi dell’Alto Adige si scoprono le piante tipiche della zona, mentre in quello dedicato ai Boschi del mondo si alternano latifoglie e conifere asiatiche e americane. Un percorso sospeso tra arte e natura, con attrazioni sorprendenti come la piattaforma panoramica Il Binocolo di Matteo Thun, la Voliera, la Grotta o il Regno sotterraneo delle piante. In questa stagione le protagoniste sono le rose inglesi, che si uniscono alla lavanda in scorci provenzali, mentre nell’oliveto comincia a farsi largo la macchia gialla festosa e simpaticamente ingombrante dei girasoli.
CASTEL TRAUTTMANSDORFF
Possibilità di visita guidata per famiglie. Ingresso 12 euro adulti, 8,50 euro da 6 a 18 anni. Famiglie (2 adulti + ragazzi sotto i 18 anni) 26 euro.
Via San Valentino, 51 – Merano (BZ)
Tel. 0473 255 600
www.trauttmansdorff.it

Parco Sigurtà
Un parco-giardino ai margini delle colline moreniche, nelle vicinanze del Lago di Garda e a soli 8 chilometri da Peschiera. 600 mila metri quadrati di estensione, un milione di tulipani, 40 mila buxus, 18 specchi d’acqua: ma i numeri non sanno essere affascinanti come le vedute panoramiche di questo parco a Valeggio sul Mincio. Un tesoro naturalistico unico al mondo e nato grazie a un… calesse. Era il 1941 quando Carlo Sigurtà si recò qui per acquistarne uno e finì per comprare la tenuta. Oggi i visitatori del parco possono ammirare la maestosa Grande Quercia, con i suoi 400 anni d’età, il Viale delle Rose, che accoglie 30 mila Rose rifiorenti da maggio a settembre, il Labirinto, la Meridiana Orizzontale e il Castelletto. Tappa imperdibile con i bambini è la Fattoria di Tà, dove si incontrano tacchini, galline, asini e caprette e in cui si tengono eventi dedicati ai piccoli. Il parco è visitabile a piedi, in bicicletta (con la propria o noleggiandola direttamente in loco), a bordo del trenino panoramico, dello shuttle o dei comodi golf-cart.
PARCO GIARDINO SIGURTA’
12 euro adulti, 6,50 euro da 5 a 14 anni, gratuito da 0 a 4 anni.
Via Cavour, 1 – Valeggio sul Mincio (VR)
Tel. 045 6371033
www.sigurta.it

Expo, la passeggiata della biodiversità
Il Parco della Biodiversità è l’area tematica di Expo dedicata all’agrobiodiversità e all’agricoltura biologica. Uno strabiliante percorso verde, unico nel suo genere, luogo in cui vivere e conoscere la realtà dei paesaggi italiani, modellati anche grazie all’agricoltura. Arrivando dall’Albero della Vita e da Palazzo Italia i visitatori vengono avvolti dagli ambienti produttivi (dal vero) che testimoniano l’agrobiodiversità italiana: Alpi, Appennino, Pianura Padana, altipiani e basso Appennino. E infine gli ambienti delle isole e di costa. Una piacevole passeggiata su un percorso che simbolicamente si apre con la ricostruzione di un’alpe dolomitica, a richiamare l’ingresso in Italia dall’estero. Scendendo dalle vette si incontra il bosco di conifere con abete bianco, pino nero e cembro e larice comune, intervallato da prato da sfalcio e da pascolo estivo per le mandrie. Si scende verso il terrazzamento con viti e meli selvatici e si arriva agli Appennini con castagni, ciliegi a grappoli e carpini bianchi. Da qui si imbocca una piccola strada di campagna che permette di compiere un viaggio ideale verso il cuore della Pianura Padana tra campi di cereali, gelsi e viti, che lasciano il posto a canneti, sabbia e limi del delta del Po. Via via si scende lungo lo Stivale accompagnati da mandorli, carrubi, agrumi, pistacchi e capperi. La passeggiata tra le terre e i paesaggi italiani porta sulla costa sarda con melograni, olivi e querce da sughero che lasciano, infine, lo spazio al mirto, al corbezzolo e alla inconfondibile macchia mediterranea. Nel verde del Parco della Biodiversità c’è anche un altro luogo, unico, in cui la città incontra l’agricoltura: sono i Bio-Orti. Fuori terra, in cassa, verticali, giardini urbani produttivi privati e pubblici, familiari e collettivi per imparare come anche le città e le loro aree limitrofe possono, grazie all’impegno e alla cura dell’uomo, essere verdi e produttive. Nella grande fattoria biologica – 8.500 metri quadrati – grandi e piccini scoprono il mondo del bio, hanno l’opportunità di incontrare gli agricoltori e di vestire i panni dei contadini per coltivare nel pieno rispetto dell’ambiente. Qui si può partecipare a laboratori per seminare, conoscere gli insetti, vivere le stagioni attraverso frutta e verdura e creare un piccolo orto da portare a casa e da mantenere con cura per raccoglierne i frutti.
EXPO 2015
Milano
www.expo2015.org

[Marta Vitale Brovarone]

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