Festival d’Avignon: un teatro a cielo aperto

È la città dei Papi. Ma è anche nota come la città del fiume. O ancora, la città del forte vento. Avignone è tutto questo e molto altro, perché è la città dove si sono fuse storia e leggenda. Tra strade tortuose e piazze alberate, dimore storiche e chiese, ci si può perdere ascoltando il suono, in contemporanea, di 100 e più campane, cercando tracce di storie e miti o girovagando da uno spettacolo all’altro messo in scena da uno dei più importanti festival di teatro al mondo.

Una città in festa

Non importa se non conoscete la lingua. Il “Festival d’Avignon” è un evento unico che affascina grandi e piccoli con più di 1.000 spettacoli di teatro, danza, circo e musica, in oltre 100 differenti location. La prima cosa fare è lasciare la macchina fuori dalle mura. Avignone è una città da scoprire a piedi e da vivere, passo dopo passo.

Le meraviglie del centro storico

A dominare il centro storico è l’immenso Palazzo dei Papi (Palais des Papes). Costruito in meno di vent’anni, a partire dal 1335, quando Avignone divenne il centro del potere papale, è il più importante palazzo gotico esistente al mondo e Patrimonio dell’Umanità Unesco. Gli interni sono spogli e disadorni. Ci vuole un po’ di fantasia per immaginare com’era il palazzo più di 600 anni fa. Un aiuto arriva dalle ricostruzioni bi e tridimensionali visibili sui tablet interattivi forniti assieme al biglietto d’ingresso. Guardatevi intorno, dentro e fuori dal Palazzo. Nel Cortile d’Onore vanno in scena gli spettacoli del Festival che trasformano ogni anno Avignone in una città-teatro; draghi e aquile si mettono in mostra sulla facciata dell’Hôtel des Monnaies, proprio di fronte all’austero Palazzo dei Papi, e una statua dorata della Vergine Maria a braccia aperte si erge sulla cupola della Cathédrale Notre-Dame des Doms. 

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Alle sue spalle, lo storico parco della Rocher des Doms “la culla di Avignone”, le cui grotte erano abitate dai primi abitanti della città. E’ un luogo suggestivo con un laghetto occupato dalle anatre, un parco giochi e una vista incantevole sul Rodano e il Mont Ventoux.

Dove scorre il fiume, più in basso, si trova il Pont Saint Bénézet o Pont d’Avignon . Si può percorrere camminando o addirittura ballando, mentre si canticchia la filastrocca “Sur le pont d’Avignon/L’on y danse, l’on y danse”. Del ponte restano solo quattro delle ventidue arcate originali e le leggende che lo circondano. Costruito tra il 1177 e il 1185, a partire da un blocco di pietra enorme portato sulle spalle da un giovane pastore, fu più volte colpito da calamità e ricostruito fino a che tutte le sue arcate, tranne quattro, furono spazzate via dal Rodano.

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Tra storia, leggende e spettacoli

Avignone è una città in cui è bello perdersi tra le strette strade del centro storico, per poi ritrovarsi davanti alla Chiesa di Santa Chiara (Église Sainte-Claire) dove Petrarca vide per la prima volta Laura e se ne innamorò. Da ammirare la strada dei Tintori (Rue de Teinturiers) con le grandi pale dei mulini ad acqua che  ricordano il passato operaio. La piazza dell’orologio (Place de l’Horloge) dove spuntano volti di personalità celebri dalle finestre dipinte che sembrano osservare il lento girare dell’antica, ma ancora funzionante, giostra dei cavalli.  E a fare da cornice a tanta bellezza, le esibizioni di artisti, mimi, ballerini e cantanti del festival “off”, alternativo al programma ufficiale, ma altrettanto affascinante.

 

 

 

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