Foto online dei bambini: sì o no?

Quel faccino sporco di pappa, quella candelina del primo compleanno, quella guancina morbida: sono immagini che guarderemmo mille volte, perché non pubblicarle anche su Internet? Condividere sui social le fotografie scattate ai propri piccoli è un gesto che alcuni genitori fanno istintivamente e che altri rifiutano con solidissime ragioni. Il dibattito è aperto: le foto online dei bambini sono ok o andrebbero evitate? C’è il rischio che le immagini vengano rubate e finiscano nel giro della pedopornografia online. C’è un problema di sovraesposizione mediatica dei nostri pargoli. C’è persino una violazione della privacy e il diritto all’oblio (siamo sicuri che, da adolescenti, apprezzeranno la loro foto in spiaggia a culetto nudo?). Ascoltiamo le ragioni del sì e del no.

Foto online: social? E perché?!

Ho scelto di togliermi dai social un po’ per me e un po’ per mio figlio” dice Claudio, papà di un bimbo di 2 anni. “La decisione di non pubblicare sue foto nasce dal rispetto della privacy e della sua immagine. Quanti di noi si vergognano di foto strane scattate dai nostri genitori, anche se sono rinchiuse nell’album di famiglia dentro un armadietto nel salone? Non vorrei che mio figlio a 18 anni si ritrovi con migliaia di foto e storie – a partire dal primo pannolino – già pubbliche e reperibili in rete. Foto che raccontano ciò che non ha deciso di raccontare e di cui non si può cancellare quasi niente! La sua storia, al mondo, la racconterà lui”.

Claudio ha lasciato Facebook anche perché vuole dedicare al figlio il poco tempo che passano assieme. “Più che alle foto, ai post e ai commenti, voglio dedicare la mia attenzione alla nostra relazione. So che è bello avere l’attenzione (virtuale) degli altri e condividere (sullo schermo) le nostre gioie, ma in fondo aggiunge ben poco alla nostra felicità. Mi sono fatto un piccolo esame di coscienza, ho trovato che quando una nostra bella foto non viene calcolata da nessuno, con tutta onestà, mi crea un dispiacere. Ed è grave! Sono consapevole che verrà il tempo in cui i nostri figli avranno sempre il cellulare in mano e ci arrabbieremo, urleremo “A tavola non si chatta!” e chiederemo la giusta attenzione mentre ci parlano. Bene, questa attenzione voglio anticiparla io adesso. Ho deciso di godere ogni momento con mio figlio in tutti i sensi: rotolare sulle foglie nel giardino, guardare il tramonto, infilare il braccio nell’acquario per prendere il pesce rosso e bagnarsi tutti, entrare il primo giorno al nido o a scuola, senza disperdere l’attenzione nel tentativo di ‘immortalizzare’ il momento in uno scatto o universalizzare l’evento condividendolo”. Ma proprio mai? “Ogni tanto facciamo foto che condividiamo con parenti e amici lontani, ma i “mi piace” li cerco solo nei suoi occhi”.

Foto online: oggi è on-life

“Ogni giorno mi sveglio, mi lavo, faccio colazione, esco di casa, vado al bar per un caffè, lavoro, vado al parco, al cinema o a una mostra. Quasi tutte queste cose le faccio con mia figlia. Allo stesso tempo ogni giorno sono sui social. I miei preferiti sono Facebook, Instagram, Twitter e il mio blog http://yeswemum.blogspot.it. Non li vedo come luoghi virtuali separati dalla mia vita reale, ma veri proprio come vero è il tavolino dove mi siedo a prendere un aperitivo. Li uso per lavoro, per stare in contatto con gli amici sparsi per il mondo e anche per un po’ di sano cazzeggio. Per questo motivo non mi crea problemi condividere momenti, foto e frasi della vita con mia figlia, anzi, esattamente come non le metto un sacchetto del pane sul viso quando usciamo, così non la nascondo dai miei profili”.

Silvia, mamma di una bimba di 4 anni, ha dalla sua parte anche il papà. “La prima foto della nostra bambina è stata messa online da lui a poche ore dalla nascita. La didascalia recitava: ‘Ciao, sono Emma!’ In un secondo abbiamo raggiunto gli amici e i parenti sparsi in giro per l’Italia e per il mondo”. Da quel giorno online ci sono un sacco di foto, quelle dei compleanni, dei primi sorrisi, delle cose buffe e tenere. “Le mie uniche regole sono: non postare nulla che un domani potrebbe metterla in imbarazzo, nessuna immagine di nudo e nessuna foto su gruppi di mamme, mi limito ai miei profili con le dovute restrizioni sulla privacy. Rabbrividisco davanti alle mamme che condividono le foto ovunque, nascondendo però il visino del bimbo con uno smile gigante. I gruppi di mamme pullulano di foto di bimbi nudi, con però il viso oscurato, con commenti del tipo ‘io alla privacy di mio figlio ci tengo, ma quella macchiolina è sesta malattia?’. Penso che la differenza fondamentale stia nel come si intende il social network: per me è qualcosa di reale e normale, non è una cosa di cui aver paura, ma è necessario imparare a usarlo bene. Per questo no, non ho problemi a condividere le foto della mia bimba”.

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