Gli italiani: un po’ tristi e con il mal di stomaco

I dati dell’Agenzia italiana del Farmaco fotografano lo stato d’animo degli italiani e un aumento della spesa in psicofarmaci e cure per la gastrite

Siamo un po’ arrabbiati e un po’ tristi. Lo dicono i consumi fotografati dall’Aifa, l’agenzia pubblica responsabile dei medicinali in Italia, che ha registrato un boom di vendite per psicofarmaci e cure contro acidità di stomaco e gastrite.

In generale, ciascuno di noi, (bambini compresi) spende un po’ meno di 500 euro all’anno in farmacia, 139 euro pagati di tasca nostra. Il resto è erogato dal servizio sanitario nazionale. Un po’ troppo, anche perché un punto dolente è il perdurare dell’abitudine di non seguire bene le prescrizioni del medico.

Antitumorali al primo posto

Il rapporto dell’Aifa mostra come cambiano i bisogni e le malattie in Italia. I medicinali più richiesti sono gli antitumorali, seguiti da quelli per la cura di malattie che colpiscono l’apparato cardiovascolare. Poi ci sono le malattie gastrointestinali e le cure per il metabolismo.  

Consumiamo in media più di una pasticca e mezzo al giorno, inserendo nel calcolo tutta la popolazione, compresi i bambini appena nati. 

Tra i farmaci acquistati, aumenta progressivamente il consumo dei medicinali che combattono il bruciore allo stomaco e la gastrite. E poi ci sono tanti, forse troppi, antidepressivi, comprati e consumati soprattutto dalle donne, in misura crescente a mano a mano che si diventa anziane. Differenze ci sono anche nella regione di appartenenza. Meno antidepressivi al nord e più al sud, con la Sardegna al top. Da segnalare la crescita del consumo anche di contraccettivi e di farmaci per la disfunzione erettile. 

Due vizi da curare 

La leggerezza nell’assunzione di medicinali e il mancato rispetto delle indicazioni terapeutiche sono caratteristiche molto diffuse: addirittura nel 40 per cento dei casi, per alcuni medicinali. L’aderenza alle terapie diventa una delle questioni cruciali tra gli anziani: molti over 65, che sono la fascia che assume più farmaci al giorno, rischia conseguenze gravi per eventuali errori.

Poco ricorso ai generici

La spesa pubblica diminuisce lievemente, ma aumenta quella a carico del cittadino. Nonostante questo non decolla il consumo dei meno cari “farmaci generici” o equivalenti, che potrebbe portare importanti risparmi nella spesa, sia pubblica che privata.

In generale il Sud spende poco privatamente ma tanto con il servizio pubblico, mentre la Lombardia è la regione che consuma meno ma spende di più, probabilmente anche per il ricorso a farmaci innovativi più costosi. La regione che ha la spesa pro capite più alta è la Campania con 201 euro. La più bassa la provincia di Bolzano, che si ferma a 120 euro a cittadino.

 

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