Chi getta semi al vento

“Chi getta semi al vento fa fiorire il cielo” è il titolo di una bellissima poesia dello streetwriter Ivan Tresoldi che campeggia su un silos dell’azienda agricola La Bellotta, vicino alla Mandria (www. labellotta.com). “È la mia filosofia di vita – racconta Luca Remmert, imprenditore agricolo – ho sempre cercato di fare cose un po’ impossibili”. Erba, assalto, libertà, vento, raccolto: sono alcune delle parole che si leggono sul silos e che esprimono il modo di essere della Bellotta, dove senso imprenditoriale, intuizioni illuminate e amore per la natura si fondono e completano.

Precursori del bio
La Bellotta è un’azienda che produce uova biologiche e coltiva i terreni in modo sostenibile. Come siete arrivati a questa strada? “Sono amante della montagna e della natura: rispettarla nella mia vita non è stata una scelta, ma un istinto e la mia azienda è cresciuta con questa impostazione. Abbiamo avviato una delle prime Oasi Plasmon in Italia per la produzione di cereali destinati alla prima infanzia. Il disciplinare per la produzione era molto severo ed è stato un po’ un’anticipazione del biologico. Abbiamo provato con il latte e con la carne, ma i risultati non mi convincevano, così siamo rimasti con le stalle vuote per una decina d’anni, e poi abbiamo avviato un allevamento di galline per la produzione di uova bio. In generale, siamo andati avanti cercando un equilibrio tra le mie convinzioni e il business, avviando metodi che fossero sì ambientalmente sostenibili, ma anche redditizi”.

Pannelli solari e produzione di biogas: La Bellotta è una delle poche Energy Independent Farms in Italia. “Abbiamo iniziato con l’energia solare – racconta Luca Remmert – . Poi sono andato in giro per l’Europa cercando di capire come funzionano gli impianti di biogas: il nostro è stato uno dei primi in Italia e con il biogas si chiude un circolo virtuoso. Si semina, si tagliano le piante, si depositano nei digestori in cui fermentano e si genera il biogas che viene convertito in energia elettrica”.

Rispetto per la natura
Cosa consiglia a una giovane famiglia che vorrebbe dedicarsi all’agricoltura?

“È un mestiere difficile, non ci si deve fermare al solo aspetto bucolico del ritorno alla terra. I miei consigli sono: un approccio umile, perché è un mestiere che non si improvvisa ma in cui serve grande preparazione. La consapevolezza dei sacrifici, che ci saranno. Orientarsi alle nicchie di mercato e tipicizzare il proprio prodotto. Infine, una grande disponibilità a mettersi insieme. La cooperazione tra piccoli imprenditori agricoli è fondamentale per raggiungere una dimensione vantaggiosa. Dedicarsi all’agricoltura significa un grande cambiamento di vita: la natura è ridimensionante, ti fa capire che sei piccolo e devi essere rispettoso”.

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