Puliamo il mondo con Legambiente

L’ultimo weeekend di settembre, dal 23 al 25, torna Puliamo il Mondo, l’edizione italiana di Clean up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. L’iniziativa è nata a Sidney nel 1989 e coinvolge centinaia di paesi e oltre 35 milioni di persone. Giunta in Italia grazie a Legambiente nel 1993, che da allora ne rappresenta il comitato organizzatore, la campagna ha una diffusione capillare in tutto il territorio nazionale, grazie soprattutto al lavoro di oltre mille gruppi di volontari che organizzano Puliamo il Mondo a livello locale in collaborazione con associazioni, aziende, comitati, scuole, amministrazioni e cittadini. Sono proprio i volontari il motore di questa iniziativa: 600 mila persone di tutte le età, di cui la metà studenti, che nel 2015 hanno ripulito dai rifiuti abbandonati oltre 4.000 aree distribuite sul territorio di 1.700 comuni.

Puliamo il Mondo è un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione concreta e allo stesso tempo simbolica per chiedere e avere città più pulite e vivibili, per riappropriarsi di un bene comune e per contribuire allo sviluppo di una sensibilità ambientale che spinga a un comportamento virtuoso nella quotidianità di ognuno di noi. L’edizione 2016 è incentrata sul superamento di ogni tipo di barriera, sia essa fisica, mentale, etnica, religiosa, generazionale. Legambiente vuole dimostrare che la strada per una vera e propria riappropriazione del territorio da parte dei cittadini passa attraverso il volontariato e il lavoro collettivo. Prenderci cura di ciò che abbiamo è la chiave anche per ricostruire la fiducia in un mondo diverso e in cui ormai in pochi credono.

Per ricordarci che dobbiamo aver cura delle nostre città, dei nostri parchi e delle nostre spiagge, Puliamo il Mondo va oltre la tre giorni di settembre, con iniziati da marzo a ottobre in tutta Italia. E lo fa coinvolgendo fasce della popolazione che vivono situazioni di disagio e di esclusione: disabili, anziani, rifugiati, detenuti, ragazze madri. Da nord a sud i circoli di Legambiente fanno fronte a questa situazione, dal circolo dell’Arcipelago Toscano, che l’anno scorso ha lavorato sull’Isola d’Elba accanto ai detenuti del penitenziario Porto Azzurro per recuperare il campo sportivo e la biblioteca (spazi comuni fondamentali per un recluso) al circolo di Battipaglia, in provincia di Salerno, che è impegnato con i richiedenti asilo. L’Associazione “Vela Solidale”, che si occupa di persone affette da disabilità, in collaborazione con i circoli di Sant’Arcangelo di Romagna e Rimini, contribuisce alla pulizia del porto romagnolo. “Puliamo il Mondo è un importante momento di inclusione sociale – dice Francesco Brega, del coordinamento nazionale dell’iniziativa ambientalista – per far riscoprire non solo il territorio, ma anche le persone che lo vivono. Quando i cittadini si prendono cura degli spazi della propria città non stanno esclusivamente pulendo o facendo manutenzione, stanno facendo qualcosa di molto più importante, stanno rafforzando i legami che tengono insieme la comunità e producendo capitale sociale. Il loro stesso comportamento comunica che è possibile avere fiducia nel prossimo”.

[Emilio Bianco]

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