I sogni dei bambini

Gentile dottoressa, le scrivo per chiederle un consiglio: mio figlio di 6 anni si sveglia spesso di soprassalto nella notte mentre sogna che un lupo cattivo lo insegue e lui scappa terrorizzato nel bosco. Cosa significa questo sogno ricorrente e come devo comportarmi di fronte alla sua agitazione notturna? Grazie e saluti, Alessandra

Cara mamma, approfitto del suo messaggio per affrontare un argomento tanto interessante quanto misterioso, quello dei sogni. Il mondo dei sogni ha sempre affascinato l’uomo in ogni epoca e cultura: nell’antichità i sogni erano utilizzati in senso profetico. Nei testi sacri si narra di personaggi che in sogno hanno trovato la soluzione per molti problemi quotidiani: si pensi al sogno di Giuseppe di Nazareth di abbandonare il paese per fuggire da Erode. Anche la psicoanalisi e più recentemente le neuroscienze si sono occupati dell’importanza dei sogni per la vita psichica. Quando sogniamo, nella fase REM di sonno, il cervello utilizza gli stimoli accumulati durante la veglia per creare scene oniriche che aiutano il soggetto a elaborare situazioni difficili ed eliminare ciò che di superfluo intossica il buon funzionamento del cervello. Dal punto di vista psicologico, invece, il sogno è una finestra sul nostro mondo interiore: veniamo a contatto con gli istinti, i desideri, le paure. I sogni costituiscono soprattutto una compensazione degli atteggiamenti unilaterali che assumiamo nella vita di tutti i giorni: a una “brava persona” capiterà spesso di sognare tigri, personaggi cattivi che esprimono tutta l’aggressività e la cattiveria che non si permette durante il giorno. Per i bambini vale lo stesso discorso: i sogni possono essere una ripetizione di scene quotidiane (litigio con un amichetto, la maestra e la scuola), oppure semplicemente un tentativo di drenare un eccesso di tensione accumulata durante il giorno. E’ importante condividere i personaggi e le scene fantastiche dei loro sogni perché questo ci avvicina al loro mondo e ci permette di seguirne lo sviluppo come spettatori silenziosi ma presenti.

A seconda dell’età cambiano i tipi di sogni: nei primi tre anni di vita emergono sogni di appagamento di desideri corporei e di turbamento rispetto a sensazioni forti che il bimbo non è riuscito a elaborare durante il giorno; a partire dai 4 anni iniziano i sogni di avventura dove bene e male, vita e morte si confrontano. Questo è un periodo molto interessante della vita onirica del bambino, in quanto nei sogni emergono gli aspetti ambivalenti della sua personalità: i personaggi selvaggi e cattivi gli permettono di esprimere in forma simbolica le sue tendenze aggressive, i sensi di colpa, le paure. E’ il caso del lupo e della strega cattivi che fanno da alter ego della personalità mite del bambino. Nel periodo che va dai 7 anni fino alla preadolescenza dominano invece scene quotidiane dove il bambino tenta di elaborare i vissuti relazionali che caratterizzano il rapporto con la scuola, la famiglia e gli amici. Con l’adolescenza, sono le espressioni del corpo, della sessualità nascente e della conquista della propria identità a fare da protagonisti nel teatro onirico. Che dire degli incubi? Nessun timore, in quanto il “brutto sogno” – che pure spaventa così tanto il bambino – ha una funzione positiva per la crescita: è infatti l’espressione simbolica di tutte le emozioni che turbano il bambino, ma al tempo stesso una purificazione da esse. È importante che i genitori rispondano al sentimento di terrore del piccolo con un atteggiamento di accoglienza e con le coccole che lo aiuteranno a riaddormentarsi. Se l’adulto non si spaventa di fronte all’agitazione del bambino, gli trasmette sicurezza e lo aiuta a trovare una via espressiva alle sue paure e turbamenti. Una delle cose più utili da fare il giorno seguente, è prendere un foglio di carta, dividerlo in due e disegnare con lui nella prima parte il sogno brutto e nella seconda un finale positivo diverso, in cui entrino in campo nuovi personaggi. Questo consente al bambino di sviluppare dentro di sé una soluzione al problema che il sogno tentava di risolvere attraverso la messa in campo di aspetti nuovi e potenzialità nascoste che successivamente potranno esprimersi anche nella vita diurna.

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