Il massaggio neonatale: un beneficio anche per genitori, soprattutto i papà

da | 13 Gen, 2021 | Lifestyle, Pillar, Salute e Benessere

Grazie alla pratica del massaggio, i genitori imparano a leggere i segnali del proprio bambino e acquisiscono competenza e sicurezza 

I primi mesi di vita del bambino sono momenti magici e importanti in cui si comincia a costruire le fondamenta della relazione tra genitori e figli. Il massaggio infantile favorisce questa nuova interazione ed è anche un modo buono per ricavarsi un momento tranquillo con il bambino. La tecnica del massaggio neonatale è legata alla tradizione indiana: apre la via della conoscenza attraverso il contatto pelle a pelle.

La pratica ha iniziato a diffondersi anche in America ed Europa grazie a Vimala McClure. Originaria in Colorado, la McClure ha scoperto le tecniche dal massaggio durante un periodo di lavoro trascorso in India. Tornata in America, le ha perfezionate e integrate con altre pratiche benefiche, come la riflessologia, il massaggio svedese, lo yoga. Il risultato finale è la base del massaggio infantile che si impara negli incontri con gli insegnanti certificati AIMI (Associazione Italiana Massaggio Infantile): per entrare in contatto con il proprio bambino in modo amorevole e rispettoso.

Stimolazione, sollievo e relazione

I benefici del massaggio infantile sono tanti e sono legati principalmente a quattro aree: la stimolazione, il sollievo, il rilassamento e l’interazione. 

Il massaggio è stimolante perché agisce su tutti i sistemi del corpo (cardiocircolatorio, respiratorio, gastrointestinale e motorio) attraverso la stimolazione tattile: la stimolazione avviene grazie una pressione decisa, sfiorare solo la pelle non è sufficiente. 

Il sollievo è uno dei benefici a lungo termine: se praticato con costanza infatti, il massaggio può alleviare dolori di crescita, tensioni muscolari, coliche o stipsi, e anche fastidi legati alla dentizione. 

Massaggio equivale a rilassamento, perché libera ormoni benefici come endorfina, ossitocina e prolattina, utili a ridurre il livello di stress. Se proposto sempre nello stesso momento della giornata può aiutare ad acquisire la giusta regolarità del ritmo sonno-sveglia. 

Benessere a 360 gradi

Gli esperti AIMI sottolineano che il massaggio si pratica con il bambino e non per il bambino. Questo significa che la pratica è importante sia per il bambino sia per il genitore, perché contribuisce è un momento di condivisione che favorisce l’attaccamento per entrambi. 

Secondo l’approccio di Vimala McClure è fondamentale imparare a modulare la sequenza in base alla risposta del neonato e imparare a leggere i giusti “segnali”; ogni genitore segue le linee guida indicate ma le applica in modo del tutto personale. In questo modo mamme e papà acquisiscono competenza, serenità e sicurezza. 

È importante che anche i papà siano coinvolti e che imparino a praticare il massaggio da soli. Nonostante i corsi di massaggio infantile siano frequentati prevalentemente da mamme, perché hanno maggiore disponibilità di tempo nei primi mesi, è buona cosa che a praticare il massaggio siano entrambi, anche e soprattutto il genitore che trascorre meno tempo a contatto con i bimbo. 

Creare l’ambiente giusto 

La preparazione dell’ambiente è fondamentale. Meglio scegliere un luogo nuovo e neutro, non destinato ad altre attività come il fasciatoio o il letto. 

Un tappeto o un materassino sul pavimento sono l’ideale, insieme a cuscini e tutto ciò che garantisce la comodità per entrambi. 

Lasciare da parte qualsiasi tipo di attività o distrazione (lavatrici, telefoni, pentole sul fuoco) aiuta a concentrarsi e a godere al meglio di questo momento di condivisione prezioso, dando spazio all’ascolto attivo. 

Il rituale inizia con la richiesta di “permesso” a iniziare il massaggio: un segnale di rispetto, comunicazione attiva e ascolto delle emozioni.

Quando iniziare

Un fattore importante da tenere presente riguarda l’età del bambino: gli esperti consigliano di iniziare il prima possibile e i corsi normalmente si rivolgono a genitori di bambini da 0 a 12 mesi. 

Questo però non significa che ci sia un’età limite. Anzi, ai genitori viene suggerito di continuare a proporre il massaggio anche negli anni successivi. 

La pratica si modifica con il tempo e quando il bambino inizierà a parlare potrà esprimere le proprie preferenze. 

Con i bambini più grandicelli ci sono anche altri vantaggi: se il massaggio anticipa il momento della nanna, ad esempio, può capitare che i bimbi si rilassino e raccontino meglio le attività della giornata, tirando fuori le loro emozioni. 

Quale olio scegliere 

Per il massaggio infantile sono indicati gli oli vegetali e non le creme, poiché penetrano più profondamente sotto la cute idratandola e garantendone benefici di lunga durata. Gli oli vanno scelti tenendo conto della stagione: in estate meglio olio di cocco o di lino perché sono più rinfrescanti. Nei mesi più freddi sono invece adatti oli riscaldanti come quello di sesamo e di mandorle. É utile ricordare che gli oli vegetali naturali sono alimentari, quindi non esiste alcun rischio se il bimbo mette le mani in bocca. 

L’olio di mandorle, uno dei più utilizzati per il massaggio, deve essere spremuto a freddo, vegetale al 100% e senza alcun additivo chimico. Tra i vari oli sul mercato, l’olio di mandorle Linea MammaBaby è consigliato da AIMI: un olio ricchissimo anche di acidi grassi e omega 3, ideale per i bimbi che hanno problemi di dermatite atopica. 

 

massaggio bebè

Leggi anche –> Per la nanna? Meglio se ci pensa papà

 

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