La famiglia nel 2050

Padri single, uteri artificiali e tate robot. Come sarà la famiglia nel 2050

La vita in famiglia è molto cambiata rispetto al modello patriarcale di un secolo fa, ma è anche diversa da come era, semplicemente, all’inizio degli anni 2000. Come sarà fra trent’anni, nel 2050? È la domanda a cui gli esperti del quotidiano britannico The Guardian cercano di dare una risposta. Tuttavia ogni previsione del futuro – anche la più scientifica – è un esercizio nel quale si esprimono le nostre sensibilità, le nostre speranze e anche le paure. Un esercizio forviante, acuto e a volte divertente. 

Previsioni errate

Nel 2004, per esempio, The Guardian scriveva che i bambini che vivono con entrambi i genitori biologici sarebbero stati una minoranza. Falso. Oggi nel Regno Unito, come nel resto dell’Europa, l’84% dei bambini è nato da genitori sposati, in unione civile o in convivenza, sebbene le statistiche non rivelino la complessità della vita reale (molti dei genitori hanno dato vita a una seconda famiglia). 

Vera invece è la previsione che le pressioni finanziarie costringono a fare scelte diverse da quelle desiderate. Negli ultimi due decenni i giovani adulti che vivono con i genitori sono aumentati del 46,3%.

Difficile trattenere il sorriso leggendo che: “entro il 2020 le webcam potrebbero svolgere il ruolo del telefono nel ventesimo secolo”. Le webcam! Era impossibile, ai tempi, immaginare che tre anni dopo Steve Jobs avrebbe lanciato l’iPhone. O che un suo compaesano avrebbe dato la possibilità a tutti i genitori di caricare migliaia di foto sua una piattaforma chiamata Facebook.

La famiglia nel 2050: sempre meno figli

La previsione del futuro non può che basarsi sulla lettura dei dati attuali. “Gli sviluppi della tecnologia riproduttiva, assieme al mutamento degli atteggiamenti sociali si uniscono per creare tipi di famiglia che prima non sarebbero stati possibili”, afferma Susan Golombok, direttore del Center for Family Research dell’Università di Cambridge, autrice del libro di prossima pubblicazione “We Are Family”.

La famiglia nel 2050 sarà sempre meno numerosa, Abbiamo sempre meno figli: questo è un dato di fatto. Il numero di persone che vivono da sole è in aumento, così come il numero di donne che scelgono di non avere figli. I figli nascono sempre più da coppie conviventi invece che spostate; questo è un cambiamento chiave che si realizza a partire dagli anni ’80. Ma il matrimonio non è snobbato per motivi ideologici: si è soltanto trasformato. Da inizio della relazione di coppia è diventato traguardo.

Il numero di coppie dello stesso sesso è aumentato del 53%  e sono aumentate anche le madri single per scelta. “Oggi stiamo iniziando a vedere i primi padri single per scelta. Alcuni di loro sono uomini gay, ma ci sono anche uomini eterosessuali che hanno figli attraverso la maternità surrogata e la donazione di ovociti”. E c’è anche un aumento del numero di genitori transgender.

Designer di bambini

I progressi nella tecnologia creano dibattiti etici sempre più grandi. I “designer di bambini” sono già una realtà e permettono ai genitori di selezionare gli embrioni per escludere malattie e condizioni ereditarie. Entro il 2050, i futuri genitori potrebbero scegliere non solo la buona salute, ma anche alcune caratteristiche personali, come l’intelligenza, l’attrattiva o l’atleticità.

“Gli ovociti e lo sperma artificiali sono all’orizzonte. Questo aiuterà le coppie eterosessuali infertili e consentirà alle coppie dello stesso sesso di diventare entrambi genitori biologici, perché gli uomini potranno produrre uova e lo sperma, e così le donne. Potrebbe diventare possibile anche per i single”.

I test genetici e le piattaforme per trovare i propri antenati aumenteranno di popolarità e sarà difficile per i genitori mantenere il segreto del concepimento. L’appartenenza genetica, però, non sarà più un elemento fondamentale per definire la famiglia.

Uteri artificiali

Stiamo già assistendo ai trapianti di utero, ma entro il 2050 potremmo contare su grembi artificiali per far crescere i nostri bambini. “Attualmente sono in fase di sviluppo per aiutare i nati prematuri che possono restare, per quanto possibile, in una replica dell’utero umano, ma alla fine è possibile che vengano utilizzati al posto della gravidanza. “Ciò potrebbe liberare le donne dai mesi di attesa, dal pedaggio fisico e psicologico, nonché dalla diseguaglianza finanziaria che subiscono quando prendono una pausa dalla carriera”.

Sarà normale che le donne di 50 e 60 anni diventino madri grazie al congelamento delle uova. Tecnicamente è già possibile, quel che è in dubbio è la volontà di farlo delle donne.

Tate robot e padri che non cambiano

I papà casalinghi sono ancora una minoranza e sorprende il numero esiguo di padri che, dopo il divorzio, abitano nella residenza principale dei figli. Come sarà la famiglia nel 2050? Le cose cambieranno? Gli indicatori dicono di no. “Negli anni ‘70 erano il 10%. Oggi sono ancora il 10%”.

Siamo un continente che invecchia, Il governo inglese ha annunciato un programma di investimenti da 34 milioni di sterline per cercare di insegnare ai “badanti robot” a essere più empatici nei confronti degli umani. Questo rende più probabile che i robot, come è stato a lungo previsto, diventino la risposta al crescente bisogno di assistenza sociale. Forniranno anche assistenza all’infanzia? È una tematica controversa, ma gli asili nido in Giappone stanno già sperimentando l’uso di robot per dare una mano.

Genitorialità perfetta, in apparenza

La nascita dei social media ha fornito una nuova visione di come dovrebbe essere la genitorialià perfetta. Siamo incoraggiati a confrontarci con gli altri e con i loro “scatti di felicità”.  La famiglia del 2050, ovvero la nuova generazione, farà le cose in modo diverso. Sapranno respingere le pressioni della società. In termini di social media, potrebbero non condividere un infinito numero di foto dei figli o vantare quel tipo di “genitorialità performativa” che si vede spesso online. Forse saranno più bravi a educare e sensibilizzare i propri figli su quanto sono finti i social. 

“Quello che stiamo scoprendo è che a costituire la famiglia, più della sua struttura, è la qualità delle relazioni al suo interno”, conclude Golombok. 

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