La mia famiglia mangia green

La mia famiglia mangia green è il titolo di un libro di ricette, ma anche lo stile di vita quello scelto da Silvia Goggi, nutrizionista e mamma

“Un’alimentazione sana è il primo dovere dei genitori nei confronti dei figli”. Un principio fondamentale del libro di Silvia Goggi, La mia famiglia mangia green: i bambini imparano dagli adulti e l’educazione alimentare è un tassello fondante del loro futuro.

Ma quanto è difficile abituarli a mangiare bene! Le verdure sono un ostacolo insormontabile, la tentazione di merendine e junk food è sempre dietro l’angolo, con il supporto indesiderato di una pubblicità martellante. Eppure, una dieta bilanciata è il primo passo per un futuro in buona salute, soprattutto per una generazione che tende in maniera preoccupante all’obesità. 

La mia famiglia mangia green

Bambini inappetenti, schizzinosi, sempre sazi e poco curiosi: inutile sentirsi in colpa se fino a oggi non siamo riusciti a indirizzarli sulla via della corretta alimentazione.

Silvia Goggi, giovane medico nutrizionista e mamma, ci riflette sopra e propone un aiuto concreto con il suo nuovo libroLa mia famiglia mangia green” (Edizioni Sonda). Secondo Silvia non è vero che mangiare sano richieda troppo tempo, troppa fatica e troppo denaro.

Lei prova a dimostrarcelo condividendo con noi la quotidianità, accompagnandoci a fare la spesa, a pianificare i menu e a realizzare piatti appetitosi a base vegetale. 

Proteine mediterranee

Silvia Goggi assieme ai suoi bambini, Arianna di 5 anni e Yiannis di 4 anni, segue un’alimentazione vegana. “A me piace dire che noi mangiamo vegano piuttosto che dire che siamo vegani, che fa un po’ paura – dice Silvia -. E poi non voglio che sia la nostra dieta a definirci come persone, anche se è una componente importante della nostra quotidianità. Tanti anni fa mi sono interessata a livello professionale all’argomento e poi ho deciso di sposare la dieta green e di inserirla anche in quella dei miei figli, che sono vegani di riflesso ma che comunque non si pongono il problema, come d’altronde non fa normalmente alcun bambino”.

Cosa mangiate? “L’alimentazione dei bambini è ampia, varia e golosa e crescono serenamente e correttamente. In fondo, mangiano le stesse cose di tutti, anche perché una versione sana della dieta onnivora prevede proteine vegetali tutti i giorni, almeno una volta al giorno. La vera dieta mediterranea contiene più proteine vegetali di quanto crediamo. Ci sono tantissimi punti in comune con chi non è vegano, a dimostrazione del fatto che tutti dovremmo essere un po’ più green”. 

Vegetale significa meno inquinanti

Una dieta vegana è più sana? “Lo può essere anche una dieta mediterranea, purché contenga almeno il 50% di proteine vegetali, che non hanno le problematiche legate all’alimentazione di origine animale, anche solo per quanto riguarda l’inquinamento. C’è un processo che si chiama biomagnificazione e che è l’accumulo di sostanze tossiche negli esseri viventi. Gli animali accumulano inquinanti ambientali che persistono nelle loro carni e nel latte che poi noi mangiamo. Mangiare vegano almeno una volta al giorno significa ridurre le percentuali di inquinamento a cui ci sottoponiamo. Da questo punto di vista, più ti spingi verso il 100% del vegetale, maggiori sono i benefici”.

La giornata tipo

Certo che comprare frutta e verdura fresca, sbucciare, tagliare e cucinare porta via un sacco di tempo. “È vero. A pranzo da noi, nella maggior parte dei casi, ci pensa la tata, che va a prendere i bambini a scuola e prepara da mangiare, ma si tratta di piatti unici molto semplici. Anche per la sera preparo piatti molto veloci, come quelli che racconto nel libro: per fare una pasta e fagioli o un cereale non ci impiego più di mezz’ora, quaranta minuti al massimo. La vera preparazione è la spesa: bisogna fare una sorta di pianificazione, in modo da essere preparati anche all’imprevisto di una giornata difficile che finisce più tardi del solito”.

Ci sono dolci più buoni delle merendine

Mai uno strappo alla regola? “La piramide mediterranea dice che gli zuccheri aggiunti si possono consumare due volte a settimana. Però sprecare quegli zuccheri aggiunti con le merendine mi sembra davvero un peccato, considerato che ci sono cose non solo più sane, ma anche più buone”.

Facciamo un esempio concreto: qual è il menu di oggi della tua famiglia?

“A colazione abbiamo mangiato del pane con crema di mandorle e delle fettine di banana; a metà mattinata dei dolcetti fatti con datteri e nocciole (fidatevi, ci si mette più a dirlo che a farlo). A pranzo la pasta al pesto con tofu; a merenda della frutta fresca con un po’ di frutta secca e per cena mangeremo cavolo viola, un po’ di miglio con olio e limone e hummus di ceci”.

Non affidarsi ad altri

Come può fare chi non è capace di cucinare?

“Basta davvero solo un frullatore. Un pochino bisogna rimboccarsi le maniche, perché il problema è che quando hai dei figli sei responsabile di quello che mangiano e, a meno che tu non voglia affidarti a ciò che altri hanno deciso che dobbiamo dargli, bisogna pensare a un’alternativa. In fondo, tutti possiamo imparare a far bollire l’acqua della pasta e frullare un pesto di verdure”. 

Nei tuoi figli non c’è mai stato un momento di rifiuto?

“Loro ogni tanto chiedono di assaggiare qualcosa che non è vegano e io non gliel’ho mai negato, ma gli ho sempre spiegato cos’era. Alla fine sono sempre loro a decidere di rinunciare, più che altro perché sposano del tutto l’idea di non mangiare gli animali: è più facile per loro che per un adulto, perché tutti i bambini vogliono bene agli animali”. 

Le verdure, che fatica

Come si fa a far mangiare le verdure ai bambini?

“Non c’è un modo per farlo diverso dal mangiarle tu genitore in prima persona. Se io comincio a mangiare qualcosa, qualsiasi cosa, dopo un secondo la vogliono assaggiare anche loro. A volte capita che siano gli stessi genitori a mostrarsi sospettosi o timorosi nel proporre le verdure e questo innesca il primo meccanismo di rifiuto. È il modo in cui vengono proposte a essere generalmente sbagliato: le verdure si mangiano come tutto il resto. Non è un’imposizione: se non le vuoi, sono ben felice di mangiarmele io”. 

E se proprio il bambino le rifiuta?

“Se non vuole mangiare non mangia, semplicemente. Se stasera c’è questa cosa da mangiare, io non preparo qualcos’altro, anche perché è un meccanismo sbagliato: se lo fai una volta dovrai poi farlo sempre. Se i bambini imparano che non c’è il menu fisso ma si mangia ‘à la carte’, è la fine, soprattutto per i genitori lavoratori. Non bisogna farne un dramma: un bambino che ha accesso al cibo non morirà di fame, recupererà il giorno dopo e prima o poi imparerà ad assaggiare senza cercare un’alternativa”.  

Zuccheri e proteine animali: il nemico numero uno

Qual è il principale nemico nell’alimentazione per i bambini?

“Magari ce ne fosse uno soltanto! In Italia un bambino su tre oggi è sovrappeso o addirittura obeso ed è un dato davvero allarmante. Le cause sono due: l’eccesso di zuccheri semplici e l’eccesso di proteine animali. Pensiamo alla giornata tipo di tanti bambini italiani: la mattina bevono il latte con il cacao e mangiano i biscotti. A metà mattina mangiano altri biscotti o una merendina. A pranzo pasta e niente verdure. Per merenda uno yogurt zuccherato. Alla sera pasta al ragù e magari dopo cena un dolcino. In questa alimentazione sono assenti o quasi le proteine vegetali”.

Invece? “Invece una volta al giorno bisognerebbe fare un pasto completamente vegetale. In più, in un giorno solo ci siamo bruciati il doppio degli zuccheri aggiunti concessi in una settimana. E per colpa di tutti quegli zuccheri che rovinano la fame, alla fine non c’è posto per le verdure. Quello che spiego è che non bisogna negare una fetta di torta o un gelato al bambino, che una volta alla settimana fa bene. Il principio è non abituare i gusti a cibi insalubri e non nutrienti”. 

Silvia Goggi

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