La ribellione delle mamme secondo Giada Sundas

Internet, Facebook, chat Whatsapp del corso pre-parto, del nido, della materna, delle elementari. La vita delle mamme al giorno d’oggi si può definire tranquillamente un inferno; mille informazioni e mille consigli (quasi sempre non richiesti), con un’unica conseguenza: far sentire la mamma in errore. Allatti? Sbagli, non rendi tuo figlio indipendente. Dai il biberon? Errore, non conosci l’importanza del latte materno. Hai scelto uno svezzamento tradizionale? Delinquente! Col piccolo fai autosvezzamento? Certo, la parmigiana a 6 mesi è sanissima. Usi i pannolini usa e getta? Inquini! Hai scelto i lavabili? Sprechi un sacco di acqua. E questo nei soli primi dodici mesi di vita del bambino, figuriamoci nell’arco dei primi anni.

Per non aver paura e districarsi in questo mondo pieno zeppo di devi, sbagli, fai così, ci va una buona dose di ribellione. Di questo senso di ribellione è ben fornita Giada Sundas, giovanissima mamma di Mya, che ha quasi 3 anni. Se non conoscete Giada è perché non frequentate abbastanza i social. A una prima occhiata molto distratta Giada potrebbe sembrare una “delle tante” mamme blogger, in realtà lei non è nulla di tutto ciò. Non ha un sito, non ha un blog, ha il suo profilo personale su Facebook (www.facebook.com/GiadaSundas) dove, prima in versione privata e ora pubblica, condivide la sua quotidianità. I suoi post contano migliaia di condivisioni, tra mamme, giovani donne, qualche papà e semplici lettori. Un tratto ironico, pungente e concreto sulla vita che fa pensare a tutti quelli che la leggono: avrei voluto scriverlo io!

Di condivisione in condivisione, da Facebook alla libreria il passo è stato relativamente breve, ed è così che è nato il suo primo libro, “Le mamme ribelli non hanno paura, sugli scaffali nelle migliori librerie.

Ma chi è Giada, la paladina delle mamme senza paura? Tu nasci come mamma che condivide su Facebook la sua vita, come ci si sente a fare il grande salto e diventare una scrittrice? “Credo di non aver ancora bene realizzato cosa sia successo, il colpo è stato così grande che non ho ancora ricevuto il rinculo. La consapevolezza sta arrivando lentamente, a volte mi chiedo “quindi adesso sono una scrittrice?””.

Le persone che condividono i tuoi post sono tantissime, migliaia, cosa pensi che piaccia di te? “Io racconto la mia esperienza, unica e personale. Il fatto che la maternità sia, contraddittoriamente, un percorso singolo e nello stesso tempo collettivo, fa sì che nella mia esperienza ci si rivedano in tante. Alcune la stanno vivendo insieme a me, altre l’hanno già passata e la riesumano dalle loro memorie”.

Essere diventata mamma molto giovane è una scelta coraggiosa e controcorrente, rifaresti tutto o cambieresti qualcosa? “Non so se è stata una scelta coraggiosa. Se ci facciamo caso, fare figli giovani è coraggioso, farli oltre i trentacinque è coraggioso, farli senza un lavoro stabile è coraggioso, farli senza la sicurezza sentimentale è coraggioso, farli in un periodo storico difficile è coraggioso… Le condizioni ottimali per fare un figlio quali sono, quindi? Non esistono. A oggi sono felice di aver fatto questo passo, mi sono data una grandissima opportunità: ho guadagnato terreno sul tempo”.

Cosa, secondo te, fa di una mamma una mamma ribelle? “Una mamma ribelle è, come dico sempre, una mamma normale che ha scelto di scollarsi dagli stereotipi mediatici della maternità. Una mamma ribelle è una donna libera disposta a mostrare la verità dei propri sentimenti, anche se negativi”.

Tu e i social, come li usi? Oltre a scrivere sulla tua pagina, quali gruppi o discussioni segui? “Seguo decine di gruppi sulla maternità, anche se non ne seguo i consigli, seguo gruppi di cucina, anche se continuo a cucinare male e anche gruppi di diete e ginnastica casalinga. Mi piace vedere la gente che dimagrisce mentre io sto sul divano”.

Hai già in mente un altro libro? “Ho qualcosa in mente, ma è, appunto, fermo alla mente. Ho tante idee e niente di concreto, anche se so per certo che non voglio scrivere un altro libro come questo. Vorrei crescere come scrittrice e non restare rinchiusa nel circolo vizioso di “quella che scrive libri per mamme””.

Che sia dunque questo il segreto per non aver paura? Vivere la propria vita schermandosi dai consigli non richiesti, che piovono a valanga su ogni giovane mamma? Meglio ancora se con una buona dose di ironia e leggerezza. È forse scontato, ma non semplice, e grazie a Giada probabilmente da oggi ne siamo tutti più consapevoli!

 

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