La schiena va a scuola

Non c’è autunno senza lotta con gli zaini di scuola. Immensi e pesantissimi, lasciano senza forza anche le braccia dei genitori: come si può chiedere a bambini e ragazzi di caricarseli sulle spalle? Ne parliamo con Arianna Foco, fisioterapista e terapista manuale (info@fisioterapiafoco.it).

“La parola chiave è prevenzione. Innanzitutto bisogna sfatare un mito: non è vero che posture scorrette causano la scoliosi. Spesso la scoliosi è un fattore preesistente e non una conseguenza di una posizione sbagliata, ma certamente uno zaino molto pesante portato su una spalla o una postura curva sui libri, mantenuta per molto tempo, possono aggravare una deformazione già esistente o causare qualche dolore anche in bambini inizialmente senza problemi”.

Dunque, quali accorgimenti nel fare la cartella? “Ci sono alcune regole per avere uno zaino ben organizzato: i carichi più pesanti vanno contro lo schienale e in fondo allo zaino; quelli più leggeri verso l’esterno. Gli spallacci devono essere ben regolati, in modo che lo zainetto stia alto, sopra le natiche per intenderci. Ricordiamoci di chiudere la cerniera del soffietto se non è utile, per rendere lo zaino più snello e aderente alla schiena, e ovviamente di portarlo su due spalle! L’alternativa del trolley è valida per chi fa lunghi spostamenti a piedi; l’importante è che sia sollevato sempre correttamente per salire e scendere le scale (davanti e con due mani) e magari alternando il braccio che lo trascina. Non dimentichiamo
di lasciare a casa quello che non serve! Come constatato dal progetto La schiena va a scuola, spesso gli zaini arrivano a pesare anche 11/12 kg, ma vengono riempiti di materiale non sempre utile e spesso dimenticato”.

E rispetto alla postura? “I nostri bimbi stanno anche otto ore seduti tra la scuola e i compiti, quindi è fondamentale consentire loro di essere comodi. La sedia deve essere ergonomica per permettere di toccare a terra coi piedi, stando appoggiati con la schiena allo schienale. È bene insegnare ai bimbi (ma anche agli adulti) a sedersi portando il sedere in fondo alla seduta, per appoggiare meglio la schiena e mantenere la fisiologica lordosi lombare. La scrivania deve essere dell’altezza adeguata, che non costringa i bambini a stare con la testa china o al contrario appollaiati sul tavolo. A scuola ovviamente è tutto più difficile, ma se il bambino è piccolino, per esempio, si possono mettere alcuni libri sotto i piedi, utilizzare il leggio o scambiare le sedie e i banchi con i compagni per trovare quella della giusta altezza. Bisogna evitare di studiare sdraiati sul letto, per terra o in posizioni che non ci permettono di stare con la schiena e i piedi appoggiati. Bisogna cambiare posizione e alzarsi ogni ora per sgranchirsi schiena e gambe. In ultimo… muoversi! L’attività fisica è fondamentale per prevenire i disturbi del rachide. Qualsiasi sport va bene, ma anche gli spostamenti verso la scuola possono essere l’occasione per un po’ di attività fisica”.

Come può un genitore capire se e quando preoccuparsi? “Se un bambino si lamenta di mal di schiena per più di due settimane, se si lamenta durante l’attività fisica, se ci viene il dubbio che abbia un problema riferibile a scoliosi o dorso curvo perché proprio non riesce a mantenere una posizione corretta o perché visivamente riconosciamo la schiena “storta”, allora occorre rivolgersi a un fisioterapista. A volte pochi esercizi e consigli possono risolvere il problema”.

E con i neonati come comportarsi? “Il discorso è diverso. Spesso li vediamo curvi e storti, ma niente panico, i neonati hanno bisogno di tempo per sviluppare la muscolatura necessaria a raddrizzarsi! Il consiglio è di non tenerli per troppo tempo dentro l’ovetto o nelle sdraiette, ma lasciarli sdraiati nelle carrozzine o su un tappeto, almeno fino ai 5 o 6 mesi, quando inizieranno ad acquisire la capacità di mantenersi seduti. Bisogna evitare di forzarli in posizioni che da soli, senza supporti, non sarebbero in grado di mantenere. Attenzione anche alla posizione nei marsupi e nelle fasce: sono corrette le posizioni in cui le anche sono aperte e piegate a 90 – 100 gradi (pancia pancia, o sul fianco, o sulla schiena) in cui il femore è centrato nell’acetabolo e previene la displasia dell’anca. Da evitare la posizione fronte mondo, in cui le anche penzolano e non sono centrate, che nei bimbi predisposti potrebbe portare problemi all’articolazione dell’anca”.

[Alfonsa Sabatino]

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