La verità su Babbo Natale

da | 12 Dic, 2021 | Lifestyle

Arriva il momento, nella vita di ogni bambino, in cui cominciano i dubbi su Babbo Natale. Ecco come affrontarli

Arriva un momento, prima o poi, in cui bisogna affrontare “quella” conversazione. Non quella che riguarda la pubertà, le droghe, l’alcool o altri argomenti della vita adulta. No. La verità su Babbo Natale, che per anni abbiamo custodito gelosamente.

Per anni abbiamo comprato e nascosto tonnellate di regali, ci siamo alzati nel cuore della notte per incartarli e metterli sotto l’albero. Per anni abbiamo esortato i bambini a lasciare uno snack per le renne sul davanzale, per anni li abbiamo mandati a dormire col dubbio di non essere stati davvero buoni. Tutto questo fa parte della tradizione. 

Ma poi un amichetto, una cugina o un nonno insinuano il dubbio. E il dubbio scava come un tarlo: Babbo Natale non scende dal camino, non vola con le renne, non può trovarsi contemporaneamente in tutte le case del mondo. 

È una scoperta che può rivelarsi traumatica. In genere ci sono avvisaglie: conviene affrontare il discorso solo quando il bimbo comincia ad avere qualche dubbio. Ma come? Ecco alcune strategie che possono essere utili. 

Tutto in una volta

Se il bambino ha una certa maturità, strappate via il cerotto tutto in una volta e raccontate di tutte le creature magiche che in realtà non esistono.

È probabile che il discorso scivoli da solo verso le conclusioni più razionali: se crolla Babbo Natale, come possono restare in piedi il Coniglio Pasquale, la fatina dei denti e le altre creature magiche?
Preparandosi alle possibili domande, si spiega che la bellezza di quel che si è creduto fino a oggi era una magia per i bambini piccoli.

La delusione si compensa con il passaggio all’essere “grande” e con l’acquisizione di qualche privilegio: stare alzati un’ora in più, mettere lo smalto sulle unghie, visitare un negozio di giocattoli per scegliere, finalmente, il proprio regalo da soli.

La magia del Natale

I bambini che meno si lasciano trasportare dalle fantasticherie sono anche quelli che meno si sconvolgono alla scoperta. Vale la pena raccontare le cose come stanno: che Babbo Natale è una figura ibrida, nata da tradizioni antiche mixate con marketing e pubblicità.

Questo però non significa commercializzare i sentimenti, né stravolgere l’atmosfera magica del Natale.
Anche se non ci credono più, possono pensare a Natale come un momento dove ciascuno fa del suo meglio per portare gioia a quelli che incontra. Scrivere un biglietto ai nonni e preparare un regalo per chi si sente solo sarà l’azione concreta che li farà transitare al nuovo stadio di crescita.

Primo inter pares

Alcuni bambini soffrono al pensiero che Babbo Natale non esista perché hanno paura che la festa sia rovinata, che i fratelli più piccoli soffrano, che i regali non arrivino.

In questo caso ci vuole tantissima rassicurazione e coinvolgimento: i genitori possono chiedere collaborazione per allestire i regali come da tradizione, farsi aiutare nell’impacchettamento, far riempire le calze della Befana.

Ricordatevi di aggiungere, per chi è già consapevole della verità, qualcosa di speciale da aprire. E non cambiate nulla: i regali compaiono magicamente sotto l’albero il 25 mattina e poco importa che a portarli sia stato Babbo Natale, i nonni o i genitori.

Ci siamo passati tutti

Rispolverate la storia di quando voi stessi avete scoperto la verità. Magari non la ricordate (e allora chiedete agli anziani). Magari avete sofferto, magari vi siete divertiti perché una notte avete beccato mamma o papà arrampicati sulla scala che tiravano fuori i regali dal ripostiglio.

Scoprirete che i bambini sono molto più attenti di quel che crediamo: sembrava che dormissero, invece erano svegli. Pensavate di essere leggeri e silenziosi e invece vi muovevate come elefanti al buio. Alla fine, loro sapevano già tutto.

Lascia che ci pensino gli altri 

Non esiste il momento giusto per comunicare la notizia. In genere conviene aspettare che i dubbi emergano da soli.

Le prime domande sorgono assieme alla frequentazione di bambini e ragazzi più grandi che si lasciano scappare qualche parola di troppo. Se la frittata è fatta, un modo per alleggerire l’eventuale delusione è preparare qualche premio di consolazione da godersi in piena atmosfera natalizia.

Un bel cartone con Santa Claus (a noi piaceva Topolino Strepitoso Natale), ma va bene anche una cioccolata calda con tanta panna, una passeggiata in centro a fotografarsi con le luci, nuove decorazioni da appendere all’albero. 

Lascia che sia Babbo Natale

Vito, papà di due belle bambine, ha affrontato la questione affidando la responsabilità a Babbo Natale stesso. Quando sua figlia più grande, 8 anni, ha cominciato ad avere i primi dubbi e ha fatto domande “scomode”, lui e la moglie hanno pensato che fosse giusto che Babbo stesso dicesse la verità, con una lettera scritta di suo pugno.

“Il testo della lettera e l’effetto che ha avuto su nostra figlia ci ha stupito così tanto che abbiamo deciso di farlo diventare un piccolo progetto – ci ha raccontato Vito -. Abbiamo preparato un sito per condividere questa esperienza con altri genitori”. ll sito si chiama www.ciaosanta.com e permette di prenotare e ricevere per posta una letterina personalizzata, ma anche di copiare o di prendere ispirazione.

Una bella idea! Babbo Natale sa cavarsela meglio di noi.

di Asia Dorella

Pubblicità
Pubblicità

I più letti

I più letti

Non chiamateli capricci!

Come affrontare queste espressioni di emozioni forti, che ancora chiamiamo “capricci”? Lo spiega Silvia Iaccarino, formatrice e psicomotricista