Leggiamo insieme? Consigli per crescere piccoli grandi lettori

da | 13 Mag, 2022 | Libri, Lifestyle

I libri rappresentano un enorme beneficio non solo per i bambini, ma anche per gli adulti, perché contribuiscono a creare una solida relazione tra genitori e figli. Come crescere piccoli lettori?

Curiosità, ricchezza lessicale, immaginazione, empatia: i benefici portati dall’esperienza della lettura sono molteplici e non solo per lo sviluppo dell’intelligenza e dell’affettività.
La lettura ha il magico potere di rafforzare la relazione tra bambino e genitore: entrambi assumono un ruolo attivo e il libro è lo strumento e il centro di interesse comune.
Perché genitori non si nasce ma si diventa, e leggere insieme è una competenza che vale la pena acquisire, una semina che porterà i suoi frutti nel corso di tutta la vita.
Ne abbiamo parlato con Rita Valentino Merletti, presidente onorario della giuria del Premio Nazionale Nati per Leggere, esperta in letteratura per l’infanzia e autrice di saggi come “Leggimi forte” e “Nati sotto il segno dei libri”.

Promuovere la lettura sin dalla nascita

Divulgare l’amore per la lettura con il coinvolgimento di tutta la famiglia è uno degli obiettivi del progetto Nati per Leggere, avviato nel 1999 su tutto il territorio nazionale.
“La grande novità di Nati per Leggere consiste nell’aver messo insieme il mondo della salute e quello della letteratura. Nasce infatti dal dialogo tra l’Associazione Culturale Pediatri e l’Associazione Italiana Biblioteche”, spiega Rita Valentino Merletti. “Un approccio decisamente innovativo, tra due mondi che fino a quel momento non avevano mai interagito tra loro.
Sono gli stessi pediatri a consigliare di dedicare un momento della giornata alla lettura insieme, e si sta diffondendo la prassi di utilizzare il libro durante le visite, come strumento utile per valutare lo sviluppo psicomotorio e la relazione tra bambino e genitore.
Oggi Nati per Leggere è una realtà variegata che prende forma a seconda del territorio: ci sono aree decisamente più attive, come il Piemonte, che è stata la prima regione ad aderire al programma e che ha portato a un’importante sinergia tra scuole, biblioteche e servizi sanitari. Inoltre, nel 2009, la Regione Piemonte ha istituito il Premio Nazionale Nati per Leggere, giunto quest’anno alla tredicesima edizione e i cui vincitori verranno proclamati in una cerimonia dedicata il 23 maggio 2022 al Salone del Libro”.

Già nella pancia, la voce che tranquillizza

Tra le attività promosse da Nati per Leggere ci sono quelle proposte nei corsi di preparazione al parto o nei centri nascita.  “Leggere già nel periodo della gravidanza non è utile tanto per lo sviluppo cognitivo quanto per costruire una relazione che sta per iniziare”, spiega Rita Valentino Merletti. “A partire dal quinto mese di gravidanza, l’apparato uditivo è ben formato: udire una voce che legge o canta è differente da una voce che parla. La lettura ha tutt’altro ritmo, specialmente quando si tratta di versi o filastrocche.
Un’attività utile alla mamma e al papà per allenare la voce alla lettura, e al bimbo che, una volta nato, li riconoscerà. Quella voce rappresenterà quindi un elemento fondamentale in grado di calmare e rassicurare il neonato”.

Scegliere le prime letture

La povertà linguistica è un dato drammatico nei nostri tempi; per questo motivo avvicinarsi ai libri sin da piccoli e farlo con quelli giusti è importante.
“Per i piccoli dai 6 ai 18 mesi i libri devono avere caratteristiche fisiche adatte all’età. Angoli arrotondati e immagini ad altissima leggibilità, in quanto l’apparato visivo è ancora imperfetto. Il bambino o la bambina deve essere in grado di riconoscere in modo netto cose, persone o animali che sono familiari; lo sfondo deve essere uniforme, sgombro di dettagli inutili. Le parole che si accompagnano al testo sono di uso comune e abituale, e devono prediligere la spontaneità e la semplicità, permettendo all’adulto di giocare con i suoni, creare una storia attraverso il libro e arricchire le immagini mettendole in relazione con il vissuto dei piccoli”.

Prime storie e lettura dialogica

“Tra i 18 e i 36 mesi i bimbi iniziano a seguire brevi e semplici storie. Necessariamente illustrate, con termini e contesti riconoscibili: un giardino pubblico, l’asilo, la casa, la fattoria, la spiaggia. Luoghi in cui iniziano a emergere particolari contestualizzati in ambienti conosciuti.
In questa fase è fondamentale la lettura dialogica, ovvero l’interazione continua con i bambini.

Mentre la semplice lettura è ideale per l’ora della nanna (la voce rilassa), i libri che leggiamo durante il giorno mettono al centro l’interazione con l’adulto: perché i bambini adorano il coinvolgimento di mamme, papà, nonni. Senza la loro presenza prendere in mano un libro non è la stessa cosa.
L’adulto può arricchire l’immagine con il dialogo, ponendo domande che sollecitano risposte, o rispondendo a sua volta ai quesiti dei piccoli, prestando attenzione alle parole pronunciate dal bambino che in questa fase impara a indicare e descrivere ciò che vede”.

L’età delle favole

A tre anni inizia l’era dei racconti brevi. Meglio prediligere testi in rima, o testi che permettono di giocare con le parole e che riportano storie facilmente memorizzabili.
Esistono centinaia di albi arricchiti da bellissime illustrazioni, dedicati alla fascia 3-6 anni, in cui le parole si intrecciano alle immagini, due elementi ugualmente fondamentali in questa esperienza.
“Negli albi illustrati i due codici non devono necessariamente ripetersi né corrispondere in modo preciso. Anzi, il bambino impara a cogliere quello che l’illustrazione aggiunge o smentisce rispetto al testo e a compiere la propria sintesi in autonomia anche se non è ancora in grado di decodificare il testo.
Inoltre, un’esperienza diversa dalla lettura che può e deve iniziare a quest’età è quella che privilegia l’ascolto, attraverso la narrazione orale di fiabe senza il supporto del libro”.

E per i più grandi?

Ci sono tanti fattori che stimolano la lettura nei più grandicelli. La presenza di una biblioteca scolastica con titoli di qualità, oppure la lettura a voce alta in classe da parte dell’insegnante per stimolare i meno interessati alla lettura solitaria. “Oggi anche per i bambini più grandi e per gli adolescenti le immagini sono importanti.
A volte noi genitori mettiamo nelle loro mani libri che ci sono piaciuti quando eravamo piccoli. Anche se si tratta di romanzi molto validi, appartengono a un’altra epoca, il linguaggio usato non è contemporaneo e il giovane lettore può non esserne attratto.
Non sempre proporre quelli che noi consideriamo classici è la strategia giusta. La mia generazione, ad esempio, adorava i romanzi di Salgari, che oggi potrebbero essere considerati troppo descrittivi; i ragazzi sono abituati alla velocità e all’immediatezza, non devono riempire pomeriggi di noia come accadeva una volta.
Per questo è necessario proporre tematiche in grado di suscitare vero interesse, magari accompagnate da illustrazioni che attraggono da subito la loro attenzione. In un secondo tempo verranno conquistati anche dalla bellezza della parola”.

Genitori lettori e bambini disinteressati

Esistono genitori accaniti lettori che hanno figli che non dimostrano interesse alcuno per la lettura.
“Consiglio a questi genitori di non disperare. Spesso si tratta di una fase, che arriva anche per differenziarsi dai genitori o imporre il proprio rifiuto. Se c’è stata una buona semina nel corso dell’infanzia, se è stato costruito un buon rapporto con il libro e se associano la lettura a un ricordo piacevole, allora prima o poi se ne raccoglieranno i frutti.
Possiamo provare a leggere insieme ad alta voce; non si è mai troppo grandi per farlo, quindi facciamolo anche quando ormai i figli sanno leggere in autonomia. Nel saggio “Leggimi forte”, Bruno Tognolini racconta il suo rapporto con sua figlia attraverso l’esperienza della lettura, dai primi anni di vita all’adolescenza, momento in cui hanno letto insieme “Il signore degli anelli”. La lettura condivisa si trasforma in un’esperienza diversa quando i figli crescono e vale la pena continuare a sperimentarla.
L’adulto può diventare il mediatore tra le capacità in evoluzione di leggere testi complessi e le potenzialità del bambino/bambina/adolescente di comprendere”.

Dire cose bellissime, in modo semplice

Leggere insieme significa anche far crescere i genitori. La relazione frutto di questa esperienza condivisa è di grande beneficio per tutti.
“Attraverso i libri si possono dire cose bellissime anche in modo semplice. Il successo della lettura consiste nel fatto che essa è legata a un’esperienza che il bambino vive, possibilmente insieme all’adulto.
Bisognerebbe tirare fuori i libri per bambini dalla categoria in cui si trovano: non sono solo libri per bambini, ma anche per adulti.
Gli adulti devono conoscere questi libri, apprezzarli e amarli per primi, per poi proporli nel modo giusto e trasmettere l’amore per la lettura.
Teniamo sempre presente che il ricordo di un genitore che ci ha regalato una storia quando eravamo bambini è diverso da tutti gli altri ricordi.
Leggere ogni giorno insieme è un regalo che dura per sempre, è forte e persistente, perché porta con sé la certezza di essere stati amati”.
Potete trovare tanti suggerimenti di lettura su: www.natiperleggere.it

“Il libro, come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici, è un’invenzione talmente perfetta che non si potrà mai fare di meglio”
Umberto Eco

10 consigli per crescere un piccolo grande lettore

  1. Leggiamo insieme almeno una volta al giorno, anche per pochi minuti
  2. Scegliamo un luogo tranquillo e confortevole per leggere, prendiamo in braccio il bambino e osserviamo le figure dallo stesso punto di vista
  3. Allontaniamo telefoni, dispositivi elettronici e altre fonti di distrazione
  4. Ripetiamo più volte filastrocche, ninne nanne, giochiamo con ritmi e suoni
  5. Indichiamo le figure e ripetiamo i nomi degli oggetti
  6. Lasciamo il tempo di porre domande, raccontare e confrontarsi
  7. Rileggiamo i libri preferiti
  8. Mettiamo a disposizione dei bambini quanti più libri possibile, frequentiamo biblioteche e librerie
  9. Quando usciamo ricordiamoci di portare sempre con noi qualche libro, per ingannare le attese e arricchire gli spostamenti
  10. Ricordiamo sempre che leggere insieme ai bambini li aiuta a crescere e a diventare adulti che pensano
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