Liberi di giocare

Scegliere il giocattolo giusto non è una cosa semplice. Ci sono i giochi della tradizione, ci sono i giochi che ricordiamo con affetto dai tempi (ormai lontani, diciamocelo) della nostra infanzia e c’è tutto un nuovo mondo da esplorare, quello in cui i nostri figli giocheranno sì con la Barbie, ma la bambola avrà un cervello, capace di pensare, parlare e rispondere alle domande delle bambine, oppure i mattoncini Lego non saranno più di plastica, ma di materiali ecologici, sostenibili e pensati per rispettare l’ambiente.

Scegliere un giocattolo non è facile. Bisogna tenere conto dei gusti individuali del bambino: la fase dinosauro è ancora al top? Siamo passati dal bambolotto alla bambola? O gli stessi camion, amati per anni, non piacciono più? Bisogna considerare le capacità acquisite durante la crescita, tenere presente le modalità di divertimento e apprendimento in relazione all’età, sapere che giochi troppo banali non divertono, mentre giochi troppo complessi non appassionano. Bisogna, insomma, scegliere, con un occhio all’offerta e un pensiero al futuro del proprio figlio, sapendo che ogni azione compiuta dal bambino è – nei fatti – un gioco, tramite il quale si diverte, apprende, esplora l’ambiente che lo circonda e sviluppa le sue innate capacità.

I giocattoli cambiano
“Il gioco, da sempre, è il primo modo attraverso cui i bambini sviluppano competenze per la vita e conoscono se stessi, gli altri e il mondo – spiega il direttore di Assogiocattoli, Paolo Taverna -. Come afferma la psichiatra statunitense Kay R. Jamison: i bambini hanno bisogno di tempo e libertà per giocare. Il gioco non è un lusso, ma una necessità. I giocattoli rivestono un’importanza fondamentale nello sviluppo del bambino ed esisteranno sempre; però, come i giochi, evolvono, perché si modificano i comportamenti sociali cui il gioco si ispira. Noi giochiamo imitando il mondo che ci circonda, considerando i nostri modelli ispiratori che sono i genitori, i compagni di scuola e (soprattutto negli ultimi venti anni) gli strumenti di comunicazione. Non dobbiamo stupirci se le bambine e i bambini di oggi non giocano più con i giocattoli che erano tanto cari a noi, anche se molti classici hanno saputo mantenere inalterato il loro fascino nel tempo: basta pensare ai trenini, alle bambole, alle costruzioni, che sono passati attraverso un processo di innovazione per meglio rispondere alle norme di sicurezza da un lato e al gradimento delle nuove generazioni dall’altro”.

Quali novità ci aspettano
I giochi della tradizione, seppur rinnovati nel disegno e nelle caratteristiche produttive, non solo resistono sugli scaffali, ma continuano ad attirare l’attenzione delle nuove generazioni. “Anzi, le costruzioni stanno vivendo un vero e proprio periodo felice – continua Paolo Taverna – vengono vendute sempre di più. Ovviamente accanto ai giochi della tradizione si sviluppano nuovi modelli di intrattenimento legati all’innovazione tecnologica, soprattutto negli aspetti di comunicazione: tablet per bambini, applicazioni di realtà virtuale, interazione tra personaggi fisici e videogiochi. Il digitale fa parte del nostro mondo e il giocattolo, che altro non è se non la riproduzione del mondo reale, va di pari passo”.

Il gioco libero
Dunque solo giocattoli intelligenti? I genitori, ma anche gli amici e i parenti, tendono a sommergere i bambini di regali. Troppi. E anche troppi giocattoli intelligenti, con la buonissima intenzione di stimolare le capacità manuali e logiche. Il problema è che questo “troppo”, sia in qualità che in quantità, non lascia spazio alla fantasia e alla sperimentazione libera. E quando il tempo del gioco e del giocattolo è passato, ai figli più grandi il genitore offre socialità e attività formativa attraverso corsi di ogni tipo: sport, ma anche pittura, musica, creatività, laboratori di perline e ceramica, scultura e manipolazione.

L’American Academy of Pediatrics, nelle linee guida rivolte ai pediatri, parla dell’importanza dell’attività ludica, ma mette in risalto il valore del gioco libero come un alleato essenziale per la salute e il benessere dell’infanzia. E raccomanda ai genitori di non diventare invadenti perché nel gioco spontaneo il bambino è protagonista attivo. Anche per questo, i giocattoli semplici sono molto più stimolanti di quelli che, pieni di luci, musica e movimento, sembrano quasi giocare da soli. E per quanto riguarda corsi e attività extracurricolari – dice ancora la prestigiosa Associazione – nonostante le buone intenzioni della famiglia, è bene non esagerare: troppi momenti formativi non garantiscono un futuro migliore ai figli, che hanno bisogno di “tempo di qualità” per giocare, da soli, con gli amici, con le sorelle e i fratelli e anche con mamma e papà. Un ambiente amorevole e figure adulte presenti, disposte ad ascoltare, condividere e ad agire come modello positivo e guida, sono i migliori amici del gioco. Almeno nella prima infanzia.

A cosa giochiamo?
Una recentissima ricerca commissionata da Assogiocattoli al Cremit, Centro di Ricerche dell’Università Cattolica di Milano, presentata in ottobre all’Expo Gate nell’ambito di un seminario dal titolo “Gioco: cibo per la mente”, ha messo in luce gli aspetti fondamentali del gioco. La ricerca ha cercato di rispondere alle domande: cosa fanno genitori e figli? A cosa giocano? Per quanto tempo? Dove e in quale tessuto ci si muove quando si gioca? Sono stati intervistati più di mille adulti, adolescenti e bambini. Nove hashtag caratterizzano i risultati emersi.

#COS’È IL GIOCO
Per i bambini e i ragazzi il gioco è sinonimo di relazione. Per i genitori è finzione e spazio per la creatività.

#APERTO/CHIUSO
Dove si gioca? I luoghi all’aperto sono i prediletti perché indice di libertà, svago e relazione.

#TEMPO DEL GIOCO
I bambini giocano mediamente da una a due ore al giorno, tempo che aumenta nel fine settimana. Lo stesso vale per gli adolescenti anche se in percentuale lievemente più bassa.

#LA PRESENZA DEI GENITORI
È piuttosto scarsa per i genitori che lavorano fuori casa e che vorrebbero essere più presenti. È più facile che i bambini giochino con fratelli e amici.

#VIDEOGIOCHI
Sono amati da bambini e adolescenti, ma sempre come seconda scelta perché non c’è la possibilità di stare all’aperto o di fare altro.

#CON CHI VIDEOGIOCO
Nella maggior parte dei casi bambini e ragazzi giocano ai videogiochi da soli.

#IL CONTROLLO PARENTALE
I genitori sostengono di controllare non solo il tempo utilizzato dai bambini per giocare ai videogiochi, ma anche i contenuti. Questa ipotesi è smentita dai figli.

#GIOCHI E VIDEOGIOCHI
Videogiochi e giochi tradizionali sono compresenti, sia all’aperto sia nei giochi in scatola.

#DISPOSITIVI PER VIDEOGIOCARE
Vince su tutti il tablet per i bambini. I ragazzi preferiscono lo smartphone.

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Giovani Genitori

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