L’osteopatia, fin dalla nascita

L’osteopatia è una medicina naturale, una terapia manuale complementare alla medicina classica. La sua attenzione si posa sulla salute del paziente più che sulla malattia, alla ricerca delle cause del malessere ed è utilissima in età pediatrica.

Ne parliamo con Laura Albrigo, fisioterapista e osteopata con una specializzazione in osteopatia pediatrica.

Cosa significa cercare le cause? “L’osteopatia non cura un fegato malato, ma la cattiva funzionalità di quel fegato. Non cura un osso rotto, ma la cattiva mobilità di quell’osso. Se si soffre di cervicalgia, cioè di dolore al collo, la medicina tradizionale, fisiatrica o ortopedica, si interessa del collo e cerca di bloccare il dolore con farmaci, massaggi o fisioterapia. Queste cure hanno un limite: fermano l’attenzione al sintomo. L’osteopata invece sa che una persona con una cervicalgia può avere, per esempio, un appoggio sbagliato dei piedi o una cattiva occlusione dei denti”.

L’osteopatia viene consigliata ai bambini appena nati, perché? “In gran parte dell’Europa è normale che un osteopata visiti i bambini appena nati, a ridurre le influenze meccaniche sopportate dal corpicino per le posizioni avute in utero e durante il parto. Queste posizioni possono portare disturbi sintomatici come il rigurgito, le coliche, alcune alterazioni del sonno o i disturbi della struttura muscolo-scheletrica che continuerà a evolvere nel corso della crescita. Disfunzioni presenti alla nascita, come le coliche gassose di un neonato, se non trattate, potranno essere le otiti di un bambino e le gastriti di un adulto”.

L’osteopatia aiuta per i denti? “L’osteopata non lavora al posto del dentista, ma cerca di collaborare con lui. È un dato scientifico che il 70% dei bambini è destinato a un percorso ortodontico, perché la bocca è la manifestazione più eclatante delle disarmonie muscolo scheletricheche arrivano dal periodo fetale o dal parto. Prima di mettere l’apparecchio si può cercare di correggere le asimmetrie, perché intervenire solo sulla bocca significa mettere in tensione il resto del corpo. Capita che adolescenti che portano l’apparecchio vadano dall’osteopata perché lamentano, per esempio, mal di testa o male alle ginocchia. Lavorare precocemente aiuta: a 4 – 6 anni c’è la possibilità di sviluppare un cambiamento tale da non richiedere l’utilizzo di un lungo periodo di correzione ortodontica; dopo i 10 anni i problemi si arginano, ma non si risolvono”.

Sugli adulti? “Sugli adulti si può comunque intervenire per recuperare armonia e funzionalità là dove è ridotta. Posso fare qualche esempio: i mal di testa da sinusite causati da un cattivo drenaggio nasale. Le otiti. Il piede piatto. La scoliosi. Le asimmetrie che hanno effetto sul cranio possono portare allo strabismo, alla deglutizione atipica, alla crescita asimmetrica dei denti, ai difetti di respirazione nasale ma anche a problemi di disartria, disgrafia, discalculia e dislessia. Il percorso osteopatico ideale prevede qualche seduta da 0 a 12 mesi, poi conviene sospendere quando il bambino è naturalmente meno disponibile a stare fermo per il trattamento. Si riprende con un controllo annuale a partire circa dai 4 anni”.

[Francesca Delaurenti]

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